«Non sono fratelli, ma è come se lo fossero»

Cina, da tre anni aiuta l’amico portandolo a scuola sulle spalle

Cina, da tre anni aiuta l’amico portandolo a scuola sulle spalle
29 Aprile 2015 ore 11:09

Arriva dalla Cina, grazie alla diffusione del social network Weibo, la storia dello «studente più bello del Paese», così come è stato etichettata dai media locali l’amicizia tra Xie Xu e Zhang Chi. Siamo nella provincia dello Jiangsu, nella Cina meridionale, i due ragazzi frequentano la Daxu High School della città di Xuzhou ed hanno rispettivamente 18 e 19 anni. Zhang è malato di distrofia muscolare, malattia neurodegenerativa che comporta una progressiva atrofia della muscolatura, e viste, le carenze del sistema di aiuti per i disabili cinese, sarebbe impossibilitato a recarsi quotidianamente a scuola se non fosse per Xie. Tutte le mattine da tre anni a questa parte infatti l’amico si carica Zhang sulle spalle e lo accompagna in classe («Non fanno parte della stessa famiglia, ma è come se lo fossero» ha detto Guo Chunxi, vicepreside dell’istituto). Xie non solo accompagna a scuola Zhang, ma sta con lui per la maggior parte del tempo della giornata, aiutandolo a vestirsi, mangiare e studiare. La loro brillante carriera scolastica è però agli sgoccioli: Xie ha sostenuto negli scorsi giorni un colloquio per potersi iscrivere al Nanjing Polytechnic Institute e, se riuscisse a passare il Gaokao (l’estenuante maturità cinese), qualcun altro dovrebbe occuparsi della salute e dell’educazione scolastica di Zhang.

Gli altri casi in Cina. Non è nuovo il Paese orientale a queste tipi di storia. Lo scorso anno era infatti balzata agli onori della cronaca la vicenda di Yu Xukang, il padre lavoratore che ogni giorno “presta” le proprie spalle al figlio disabile per accompagnarlo alla scuola della città-prefettura di Yibin, nella provincia di Sichuan, distante circa 30 km dalla loro abitazione. Il Daily Mail lo ha nominato “padre dell’anno” per il 2014 per il sacrificio che, lavorando nella città in cui abita con il figlio, lo porta a fare a piedi circa 4,5 miglia al giorno per 4 volte, spinto dal desiderio di dare al ragazzo la migliore educazione possibile («Sono orgoglioso che Xiao sia il migliore della classe, sono sicuro che farà grandi cose. Il mio sogno è che un giorno si iscriva al college»). Lo stesso desiderio che culla Xiang Yuncui per la piccola nipotina Tan di 7 anni. Ogni mattina infatti l’anziana nonna supplisce all’assenza dei genitori, il padre è morto in un incidente d’auto e la madre lavora lontano da casa, e cammina per 5 km con la piccola malata sulle spalle per accompagnarla alla scuola. La partenza è fissata per le 6.30 del mattino così da attraversare i sentieri di montagna ed essere in classe per le 8.30, cosa che avviene, senza alcun ritardo, da tre anni a questa parte.

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Le leggi sui disabili in Cina. Gli esempi elencati precedentemente, seppur commoventi e segno della volontà di offrire un’educazione adeguata a tutti, forniscono un quadro preoccupante di quello che è il sistema scolastico cinese, per ciò che concerne il trattamento e le cure offerte ai disabili. Un recente studio svolto dal Dipartimento di Stato americano documenta come siano circa 243mila i minori disabili costretti a rinunciare all’istruzione per carenze a livello generale e ciò conferma l’analisi svolta dall’Human Right Watch (HRW), organizzazione internazionale che si occupa della tutela e del rispetto dei diritti umani. Il rapporto, pubblicato nel 2013 in 75 pagine, aveva mostrato come in Cina su 83 milioni di persone disabili, il 40 percento fosse analfabeta ed il 28 percento dei bambini disabili iscritti alla scuola primaria non riceve l’istruzione di base. Nonostante il governo cinese abbia garantito un impegno più corposo in materia d’istruzione per i disabili (con la Convenzione sui diritti delle persone disabili del 2008, non a caso l’anno in cui si disputarono le Paralimpiadi in Cina), sono parecchi i casi che testimoniano come i ragazzi vengano scoraggiati dagli istituti a studiare. Nell’aprile 2013 era stato dichiarato che per l’accesso agli esami universitari sarebbe entrato in uso il sistema di scrittura braille, oltre agli esami elettronici, ma al momento ciò non è ancora avvenuto («Bambini con disabilità serie sono tagliati fuori dalle scuole cinesi», ha detto Sophie Richardson, responsabile dell’Human Rights cinese). Il rapporto dell’HRW aveva segnalato come in ambienti adeguati gli studenti con disabilità riescano ad ottenere ottimi risultati, a volte persino stupefacenti, eppure le strutture ammodernate sono davvero poche e gli insegnati nascondono questo limite dietro riflessioni quali «è il ragazzo che si deve adeguare», che celano dietro l’assenza di professori di sostegno e le difficoltà a gestire l’ampio numero di alunni per classe (si arriva anche ad averne 60 per classe). L’obiettivo dell’HRW è quello di far rispettare l’obbligo dell’integrazione scolastica così da favorire la costruzione di una società tollerante ed inclusiva.

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