Cronaca
Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Messi salta la finale di Champions?

Cinque notizie che non lo erano Messi salta la finale di Champions?
Cronaca 28 Maggio 2015 ore 10:49

 

1) Messi si è infortunato e salterà la finale di Champions League

Spain Soccer La Liga

Sabato 23 maggio si è svolta la partita valida per il campionato di Liga spagnola tra Barcellona e Deportivo La Coruna, a seguito della quale si sono diffuse voci su un possibile infortunio del fuoriclasse Lionel Messi. Nell'articolo, che è diventato molto popolare soprattutto sui social network, si legge: «Gravissimo infortunio accorso a Lionel Messi: stiramento di secondo grado al flessore della coscia sinistra, si teme un lungo stop. Brutta tegola per il Barca, ieri nella partita disputata contro il Deportivo la Coruna, la “pulce” argentina è rientrata negli spogliatoi leggermente acciaccata».

Secondo quanto riportato le successive analisi avrebbero rilevato un infortunio ben più grave di quanto sembrasse in principio, ma per fortuna nulla di tutto ciò è realmente accaduto. Alcuni tifosi della Juventus forse hanno sperato per un attimo che la “pulce” non fosse in grado di giocare la finale di Champions League, ma, salvo imprevisti nei prossimi giorni, la squadra italiana dovrà trovare un modo per contrastare il plurivincitore del Pallone d'Oro. Nella partita di sabato infatti l'attaccante argentino ha segnato addirittura una doppietta, dimostrando di essere in perfetta forma e salvando la sua squadra dalla sconfitta nell'ultima partita del campionato spagnolo.

 

2) Miss Russia rischia di finire in carcere per una fotografia

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La Repubblica, nella propria edizione web, ha pubblicato una galleria fotografica dedicata a Miss Russia, lanciando però un allarme: secondo quanto scritto infatti, la modella rischierebbe di finire addirittura in carcere per una fotografia un po' troppo ardita. L'immagine, che è finita sulla copertina della rivista Stonlik, ritrae la 21enne Sophia Nikitchuk vestita soltanto della bandiera russa, cosa che avrebbe scatenato diverse polemiche, accendendo il dibattito tra i cittadini russi. L'unica fonte che possa confermare o smentire la notizia è reperibile da un articolo di The Moscow Times, probabilmente lo stesso dal quale Repubblica ha tratto spunto, ma la storia raccontata è ben diversa.

A seguito della pubblicazione della copertina, un anonimo cittadino si è dichiarato offeso dall'utilizzo fatto della bandiera nazionale russa, che è tutelata come in Italia da leggi specifiche, e ha sporto denuncia presso la procura. L'editore della rivista Stolnik ha confermato di essere stato contattato dalle autorità competenti e di aver rilasciato un documento nel quale si è assunto ogni responsabilità per la scelta di pubblicare l'immagine. Le conseguenze possibili sono comunque minime, si discuterebbe di una possibile ammenda per l'editore, più difficile invece che si arrivi a una multa per la modella, che ha posato su indicazione dell'editore stesso.

 

3) Allarme tra i genitori: la nuova moda dei social è il Gioco del 72

Molti giornali americani e britannici hanno iniziato già da diversi giorni a parlare di quello che sarebbe un nuovo fenomeno tra i giovanissimi, ovvero il Gioco del 72. Secondo quanto riferito da varie fonti, questo gioco consisterebbe nello scomparire letteralmente per 72 ore, una sorta di nascondino a oltranza, dove però gli unici a conoscere le regole sono i ragazzi che decidono di parteciparvi. La sfida viene lanciata tra adolescenti e chi la accetta deve riuscire a non farsi trovare da nessuno, nemmeno dai propri genitori, per almeno 72 ore.

La prima volta che si è sentito parlare di questo "gioco" è stato a seguito della scomparsa ad aprile di una tredicenne di nome Emma, che abitava nel nord della Francia. La ragazzina è stata ritrovata soltanto tre giorni più tardi ed avrebbe giustificato il gesto proprio raccontando di aver partecipato al Gioco del 72. La polizia ha però smentito la fondatezza di questa ipotesi, facendo rientrare l'allarme: pare infatti che Emma abbia semplicemente cercato una scusa per giustificare il proprio gesto e soprattutto per non rivelare l'identità di chi in quei tre giorni l'aveva aiutata a nascondersi. Non sono stati rilevati altri casi simili, e si può escludere così il pericolo dell'emulazione, ma nonostante questo diversi siti stanno creando un finto allarme che rischia di rendere reale quella che finora è stata soltanto una bufala.

 

4) Dall'Europa 25mila euro se ti sposi entro il 2015

In un articolo diffuso da Il Giornale del Corriere è stato annunciato un nuovo piano per le politiche familiari che avrebbe delineato una serie di azioni ed interventi da attuarsi nei Paesi membri a favore delle famiglie. «Fra le misure previste - si legge - anche un incentivo di 25mila euro per tutte le coppie che decideranno di sposarsi entro la fine dell'anno 2015 a norma dell'articolo 5 del D.L. 201\2014 c.d. Salva famiglia».

La motivazione sarebbe riconducibile ai dati Istat europei che negli ultimi anni avrebbero rilevato un sostanziale calo delle celebrazioni matrimoniali, motivato principalmente dalle difficoltà economiche che i giovani devono affrontare in un periodo di forte crisi. Il bonus farebbe gola a molte giovani coppie, ma purtroppo la notizia è falsa e la fonte Il Giornale del Corriere è soltanto un altro nome dell'ormai celebre sito satirico Il Corriere del Mattino di cui più volte abbiamo parlato.

 

5) Allarme per un additivo presente nelle caramelle

Gli enti che si occupano di tutela dei consumatori avrebbero lanciato un nuovo allarme che riguarda una particolare sostanza, l'acido tartarico, utilizzato per bilanciare l'acidità in diversi prodotti dolciari. Normalmente l'origine di questo additivo è naturale ma negli ultimi anni pare che sia stata avviata una produzione sintetica del composto, che potrebbe essere invece molto dannoso per la salute. Ne ha parlato anche l'Ansa, che in un articolo scrive: «Si è fatto strada sul mercato un acido tartarico sintetico, di provenienza asiatica, derivato dal benzene. Già nel 1977 studi dimostravano che si accumula nei reni portandoli a nefrosi e il comitato scientifico dell'alimentazione umana ne aveva escluso l'utilizzo negli alimenti, in Europa, nel 1991».

L'acido sarebbe presente soprattutto in caramelle, latte, succhi di frutta, prodotti ad uso e consumo soprattutto dei bambini, che quindi sarebbero i principali soggetti a rischio. In realtà non esiste nessuna direttiva che vieti l'uso dell'acido tartarico e l'unico studio effettuato nel 1977, precisamente a Ginevra, «ha escluso la tossicità dell'acido tartarico nella sua forma L+ sull'uomo. Se assunto in forma orale viene eliminato tramite le urine o distrutto nel tratto intestinale dall'azione batterica».

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