Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Una sul Charlie Charlie Challenge

Cinque notizie che non lo erano Una sul Charlie Charlie Challenge
Cronaca 04 Giugno 2015 ore 11:34

 

1) Charlie Charlie Challenge, il gioco spiritico

Il nuovo (presunto) tormentone di queste settimane, che si sarebbe diffuso soprattutto tra i giovanissimi, è un gioco chiamato Charlie Charlie Challenge, di cui hanno parlato molti giornali. Le sue origini risalirebbero ad un antico rituale messicano, durante il quale i bambini sottoponevano delle domande allo spirito di un loro coetaneo defunto, per essere guidati sulle scelte future. In un video, ormai diffusissimo in rete, si mostra come si svolge il gioco: basta disegnare su un foglio due linee perpendicolari, scrivere nei quattro riquadri formatisi in alternanza e No e appoggiare sulle linee due matite, a loro volta perpendicolari, una sopra l'altra. In questa condizione di equilibrio precario, lo spirito, chiamato appunto Charlie, farebbe oscillare le matite per indicare se la domanda posta abbia una risposta positiva o negativa.

La BBC Mundo aveva già sollevato dubbi sulla reale origine di questo gioco, escludendo di fatto che potesse realmente provenire dal folklore messicano. Il nome stesso, Charlie, non ha nulla a che vedere con i nomi Maya o Aztechi e nemmeno con quelli spagnoli che risalgono a dopo la conquista degli europei. Secondo quanto emerso, non si tratterebbe altro che dell'ennesima campagna pubblicitaria che ha provato a sfruttare le potenzialità del web. A luglio uscirà negli stati uniti il film horror The Gallows, che racconta la storia di Charlie, bambino morto in tragiche circostanze e che dopo dieci anni torna sotto forma di fantasma nella sua vecchia scuola.

 

2) La foto segnaletica dei rom fuggiti dopo l'omicidio a Roma

Le indagini proseguono dopo l'arresto dei due fratelli di etnia rom che, alla guida di un'auto, hanno travolto ed ucciso una donna in via Battistini a Roma. Ad aiutare gli investigatori è stata proprio la madre, che pare abbia dato informazioni decisive per individuarli e porre termine alla latitanza.

Come spesso accade, però, nel frattempo si era scatenata una vera e propria caccia all'uomo sul web, in particolare su alcune pagine legate all'estrema destra, che avrebbero addirittura diffuso delle vere e proprio foto segnaletiche. Le immagini sono quelle di due ragazzi tra i 16 ed i 20 anni, con i capelli corti scuri e dai tratti somatici che potrebbero sembrare orientali, sotto ad esse la scritta: «Questi sono gli zingari autori dell'incidente a Roma nel quartiere Aurelio». È dovuta intervenire la Questura di Roma che ha dichiarato di non aver diffuso alcun identikit e ha definito «non veritiere» le fotografie, provvedendo successivamente alla chiusura del profilo che le aveva pubblicate.

 

3) La Svizzera cerca contadini: paga mensile 3000 euro

Il giornale online La Provincia di Varese il 25 maggio ha diffuso in un articolo una notizia che potrebbe fare gola a molti disoccupati in cerca di un lavoro. E per di più con una paga più che dignitosa. Il titolo recitava: La Svizzera cerca contadini, paga mensile tremila euro ed è subito stato condiviso da migliaia di persone sui social network, venendo poi rilanciato anche da testate nazionali come Leggo e Panorama.

Secondo quanto spiegato, la Svizzera sarebbe in cerca di personale agricolo, al punto di consentire anche l'assunzione di stranieri, opportunità in forte contraddizione con le politiche recenti del governo elvetico. Solo l'anno scorso infatti i cittadini svizzeri erano stati chiamati a votare un referendum proprio sul tema dell'immigrazione, dopo che nel Paese si era più volte manifestato un certo malcontento nei confronti dei sempre più numerosi lavoratori stranieri.

Il Corriere del Ticino ha approfondito la faccenda, spiegando che in realtà non si tratterebbe di offerte di lavoro aperte a chiunque, ma soltanto agli stranieri, già in Svizzera, che godono dello status di rifugiato. Il progetto durerà tre anni e servirà a favorire l'integrazione dei rifugiati che si trovano già sul territorio, ma esclude la possibilità di assumere altri stranieri, rifugiati o meno, che non siano già in Svizzera. A fronte di una paga che andrebbe dai 2000 ai 3000 euro, questo programma cercherà di far fronte alla mancanza di manodopera in questo settore e soprattutto darà modo ai rifugiati di integrarsi con i cittadini svizzeri. Nessuna speranza quindi per chi sognava un lavoro da transfrontaliero o un trasferimento in Svizzera con una buona occupazione.

 

4) Uomo morto da due giorni risorge dopo il rigor mortis

Le cronache non di rado raccontano di presunti episodi conosciuti come "Sindrome di Lazzaro", nei quali persone morte da ore o giorni, improvvisamente tornano in vita tra lo stupore generale. L'ultimo caso è stato riportato da diversi giornali, tra i quali Leggo, e riguarderebbe un 46enne americano, residente a Milwakee, trovato morto nella propria abitazione dai pompieri. Gli stessi vigili del fuoco avrebbero dichiarato nel proprio rapporto di averlo trovato «freddo e in stato di rigor mortis», nonostante i medici poco dopo non abbiano riscontrato alcuna perdita di colorazione associata alla coagulazione del sangue, tipica delle persone defunte.

Con un colpo di scena però, l'uomo si sarebbe miracolosamente risvegliato poco prima di essere sottoposto all'autopsia, muovendo leggermente gli arti e respirando autonomamente. L'episodio ha insospettito le autorità, che non credono nel miracolo ma più verosimilmente figurano qualche errore nelle procedure, tanto da decidere di aprire un'inchiesta interna. I medici e gli anestesisti assicurano che un episodio del genere sia quantomeno surreale: dopo 10 minuti di completa assenza di attività cardiaca è praticamente impossibile che qualcuno possa risvegliarsi, tranne nel caso dell'ipotermia. In particolare, il rigor mortis sopravviene solo in caso di morte reale e definitiva: è quindi possibile, molto più semplicemente, che i pompieri, non avendo la qualifica di medici, abbiano compiuto un'errata valutazione, che si sarebbe potuta rivelare fatale per il malcapitato.

 

5) Il cancro curato con il bicarbonato: il metodo Simoncini

https://youtu.be/0YLeVYrMGqA

In rete già da diversi mesi circolano articoli che decantano le doti miracolose del bicarbonato di sodio, descritto come farmaco universale, capace addirittura di curare il cancro. Un filmato presente su Youtube, in particolare, in cui si spiegano le innumerevoli funzioni di questa sostanza, ha avuto più di 200mila visualizzazioni. Viene chiamato Metodo Simoncini, dal nome del suo ideatore, Tullio Simoncini, un ex-medico radiato nel 2003 e condannato per omicidio colposo e frode: non propriamente il più indicato per dare consigli di salute. Nonostante le misure prese dall'Ordine dei medici, Simoncini pare continuare la sua attività abusivamente, effettuando visite nella sua casa romana e somministrando flebo di bicarbonato ai pazienti che verrebbero successivamente trasferiti a Tirana, in Albania, per svolgere il "trattamento completo".

Esistono anche testimonianze, poi rivelatesi false, come quella di una signora che in un'intervista del 2009 dichiarava di essere guarita proprio grazie al suo ex-medico, Simoncini, e alla terapia a base di bicarbonato di sodio: in seguito si è scoperto che la donna era guarita grazie ad un normale intervento chirurgico. Le sue teorie fanno appello alle più classiche teorie complottiste, la sostanza magica infatti sarebbe nascosta dalle multinazionali per motivi economici e lui stesso sarebbe stato perseguitato per aver cercato di rivelare la “verità”.

La scienza, nonostante Simoncini affermi il contrario, ha provato a verificare gli effetti del bicarbonato sulle cellule tumorali, tanto da dimostrarne l'effetto catalizzatore, in grado non di contrastare il tumore ma bensì di favorirne la diffusione. L'Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ha anche diffuso un documento nel quale si spiega la falsità degli argomento portati dall'ex medico, per maggiori informazioni, qui.