Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Will Smith non divorzia, punto e stop

Cinque notizie che non lo erano Will Smith non divorzia, punto e stop
06 Agosto 2015 ore 11:05

 

1) Will Smith: divorzio milionario in vista dopo 17 anni di matrimonio

Under normal circumstances, I don’t usually respond to foolishness. (Because it’s contagious) But, so many people have…

Posted by Will Smith on Lunedì 3 agosto 2015

I giornali di gossip si sono scatenati in questi giorni, annunciando l’imminente divorzio di Will Smith dalla moglie Jada Pinkett, con cui è sposato da 17 anni. Le voci si rincorrono ormai da tempo, è da circa tre anni infatti che le riviste parlano di crisi e ipotizzano la fine della loro relazione, ma finora ogni illazione si è rivelata priva di fondamento.

In questi giorni si è consumato l’ennesimo capitolo della vicenda, con i blog di tutto il mondo che ormai non sembravano avere dubbi, e con annesse addirittura le cifre. Il patrimonio in ballo per i due attori di Hollywood sarebbe infatti gravita attorno ai 240 milioni di euro, una cifra sufficiente a far venire l’acquolina a qualsiasi avvocato divorzista.La fine della loro storia sarebbe stata decisa insieme, dopo anni di finzione per il bene dei due figli, Jaden e Willow, di 17 e 14 anni, ritenuti ora abbastanza grandi per affrontare la realtà della separazione.

Quasi tutti i più importanti quotidiani online hanno dato la notizia, ma l’attore, evidentemente infastidito dall’ennesimo attacco alla sua quiete famigliare, ha seccamente smentito tramite i social network. «Normalmente non rispondo alle sciocchezze perché diventano contagiose – scrive Will Smith sulla sua pagina Facebook – Ma così tante persone mi hanno fatto le loro più “profonde condoglianze” che ho pensato “Che diavolo, posso essere sciocco anche io! Quindi a costo di essere ripetitivo e ridondante, ancora ed ancora… Jada e io non stiamo divorziando! Ve lo prometto, se mai deciderò di divorziare dalla mia regina, ve lo dirò io stesso!».

 

2) Si cura illegalmente con la cannabis e sopravvive al tumore

In Italia si sta discutendo da alcune settimane di un disegno di legge, firmato da più di 200 deputati di ogni schieramento politico, per legalizzare la cannabis, non solo per scopo medico, ma anche per scopo ludico. Alcune regioni hanno da tempo iniziato a sperimentare l’uso della marijuana per la cura di alcune patologie e soprattutto come aiuto alla terapia del dolore, ma i pazienti che hanno accesso a queste sostanze sono ancora una minima parte.

Proprio in questi giorni sta circolando la notizia di un giovane inglese, David Hibbitt, a cui nel 2012 era stato diagnosticato un cancro al colon in fase terminale: la stima più ottimista sarebbe stata di 18 mesi di vita. Il ragazzo avrebbe così deciso di intraprendere, illegalmente, una via alternativa, ovvero quella di curarsi con l’olio di cannabis, pur di evitare inutili cicli di radioterapia e chemioterapia, che avrebbero drasticamente peggiorato la qualità dei suoi ultimi mesi di vita. Con grande sorpresa, l’uomo a distanza di tre anni è ancora vivo, è diventato padre, e ringrazia questa terapia miracolosa. Ora il dito però è puntato verso le case farmaceutiche, colpevoli, secondo quanto riportato, di nascondere le proprietà curative della cannabis, pur di tutelare i propri interessi economici.

La storia è stata raccontata innanzitutto dal Daily Mail, che però, nonostante il titolo un po’ fuorviante, ha spiegato anche, a differenza dei blog italiani, che David Hibbit ha utilizzato l’olio di canapa soltanto come cura complementare. Nel frattempo infatti il giovane inglese si è sottoposto a numerose sedute di chemioterapia e radioterapia e ha subito ben tre interventi chirurgici, l’ultimo dei quali ha accertato che le cure tradizionali hanno definitivamente sconfitto il cancro.

 

3) I terribili effetti della Coca Cola sul nostro organismo

Le multinazionali di cibi e bevande sono da sempre tra i soggetti che subiscono più attacchi ed accuse sulla rete, in particolare a finire sotto “inchiesta” sono spesso gli ingredienti utilizzati, ritenuti poco salubri o addirittura nocivi. Il sito The Renegate Pharmacist ha pubblicato la scorsa settimana un’infografica che illustrerebbe ciò che accade nel nostro corpo un’ora dopo aver bevuto una lattina di Coca Cola. Lo schema è stato riportato anche in Italia dall’Huffington Post e da altri quotidiani online (compreso BergamoPost), ma c’è ben poco di vero e praticamente nulla di nuovo in quanto scritto.

Al contrario di quanto viene spiegato, la ricerca non è stata fatta da un ex farmacista, ma è stata copiata da un testo che circolava in rete già nel 2010, il cui contenuto è giù stato per la maggior parte smentito. Secondo quanto scritto, durante i primi 10 minuti dall’aver bevuto una Coca Cola, 10 cucchiaini di zucchero entrerebbero nel nostro sistema e l’istinto del vomito verrebbe bloccato grazie all’acido fosforico che ne attenuerebbe il sapore. Questo è falso, perché la maggior parte delle persone non ha problemi a bere bevande altrettanto zuccherate, anche senza la presenza di acido fosforico. La quantità di zucchero che equivale a 10 cucchiaini è circa 27 grammi di zucchero, e una dieta bilanciata prevede una soglia massima di 90 grammi al giorno, quindi il consumatore rimane ben lontano dai limiti che potrebbero intaccare la sua salute. La seconda sostanza incriminata è la caffeina, presente in tali quantità, secondo quanto scritto, da avere lo stesso effetto dell’eroina. Per fortuna anche questo non è vero, basti pensare che in una lattina da 33cl sono presenti circa 35 grammi di caffeina, meno della metà di quanta ce ne sia in una tazza d’espresso, ovvero circa 80 grammi.

Non ci sono dubbi che l’abuso di bevande gasate e zuccherate possa fare male all’organismo, ma non sarà certo una singola lattina a distruggere i nostri organi interni e a trasformarvi in tossicodipendenti.

 

4) Le angurie viola in vendita su Ebay

Anguria viola

Il sito d’aste più grande del mondo, Ebay, ha tra i suoi annunci gli articoli più strani. Alcuni sono tanto assurdi da non destare dubbi, come quello di un uomo che tempo fa vendeva un barattolo vuoto contenente la sua anima o quello di una donna che aveva messo in vendita il figlio troppo disubbidiente. Ci sono però alcuni annunci che possono sembrare reali ma non lo sono, come quello che ormai da diversi mesi circola sul noto sito, che propone per la vendita i semi di un particolare tipo di anguria. La polpa sarebbe viola, ed il suo sapore sarebbe molto più gustoso di quello delle angurie tradizionali, tanto da far costare ogni singolo frutto circa 200 dollari. L’origine di questa particolare specie d’anguria sarebbe il Giappone, luogo dal quale questi preziosi semi verrebbero importati.

La truffa è stata tentata anche su altri siti simili ad Ebay, ma è stata già da tempo smascherata anche da portali stranieri, che hanno appurato l’inesistenza di questi frutti: l’immagine è infatti soltanto una fotografia ritoccata con Photoshop.

 

5) Il patto di corresponsabilità nelle scuole
una trappola a favore della teoria gender

Sta circolando su Facebook e Whatsapp un avviso, indirizzato ai genitori di bambini iscritti alle scuole primarie, che metterebbe in guardia su una presunta trappola, architettata forse dal ministero dell’istruzione, che servirebbe ad autorizzare gli insegnanti ad impartire lezioni specifiche su quella che viene chiamata teoria del gender. Questo genere di insegnamenti, secondo quanto riportato, sarebbe finalizzato a convincere i più piccoli circa inusuali teorie riguardanti la sessualità, che li porterebbe a preferire l’omosessualità all’eterosessualità, con sommo gaudio delle”temibili” lobby gay. Nel testo, la cui origine è ancora sconosciuta, si legge: «Attenzione a tutti i genitori! Quando inizierà la scuola a settembre vi sarà consegnato il patto di corresponsabilità. Vi diranno di firmarlo ma attenzione, con la vostra firma autorizzerete la scuola a impartire lezioni gender a vostro figlio e non potrete più opporvi. Non firmate!».

Dietro alla promessa di discutere di temi importanti come la lotta al bullismo, il rispetto, la lotta alla violenza contro le donne, ci sarebbe quindi il fine di indottrinare i minori con la teoria del gender. Il Patto di corresponsabilità però non è altro che un accordo, a firma bilaterale di scuola e genitori, che assicura il mantenimento degli impegni durante l’anno scolastico, sia da parte dei docenti che degli studenti. È presente anche una tabella di valutazione, che servirà a stabilire il voto in condotta. Senza manovre oscure, il documento che spiega nello specifico di cosa si tratta è disponibile sul sito del MIUR. Inutile dire che non ha a nulla a che fare con le teorie gender e che al suo interno sono presenti decine di disposizioni che gli insegnanti in primis si impegnano a mantenere nei confronti di studenti e genitori.

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