Una rassegna di bufale

Cinque notizie che non lo erano Boldrini e Boschi omaggiano Riina?

Cinque notizie che non lo erano Boldrini e Boschi omaggiano Riina?
01 Dicembre 2017 ore 06:00

 

1) Boldrini e Boschi al funerale di Totò Riina

La battaglia alle fake news è stata lanciata anche dai partiti politici, memori della tempesta di bufale che ha caratterizzato praticamente tutte le recenti campagne elettorali dell’Occidente. Il segretario del PD, Matteo Renzi, ha anche fatto alcuni esempi recenti, mostrando alla platea della Leopolda una delle tante immagini diffamanti che quotidianamente vengono diffuse sui social network. La fotografia mostra la Presidente alla Camera Boldrini e l’ex Ministro Boschi, con una didascalia specifica che lo scatto sarebbe avvenuto durante il funerale di Totò Riina, al quale entrambe avrebbero presenziato. Ma lo scatto risale alle esequie di Emmanuel Chidi Namdi, il 36enne nigeriano morto in una rissa scatenata da un insulto razzista lanciato da un ultras marchigiano, Amedeo Mancini. David Sassoli, vicepresidente del parlamento europeo ed esponente del PD, si è detto pronto a denunciare il responsabile del post, che sarebbe stato identificato.

 

2) Perù a rischio squalifica per i mondiali di calcio, l’Italia torna in corsa?

L’estate è lontana e l’impressione è che, finché non cominceranno ufficialmente i mondiali di calcio in Russia, si rincorreranno bufale e voci di corridoio su possibili ripescaggi per la nostra nazionale. Secondo quanto scritto da alcuni siti, tutti in realtà smentiti, il Perù rischierebbe di essere squalificato a causa di una proposta di legge, che vorrebbe sottoporre la Federcalcio al controllo di un organismo statale. Questa ipotesi è però vietata dal regolamento Fifa e causerebbe l’automatica squalifica della nazionale peruviana. Il Presidente della Commissione Educazione del parlamento peruviano ha però negato l’esistenza di qualsiasi progetto di legge che potrebbe portare all’esclusione della squadra andina.

 

3) I video e le fotografie delle torture in Libia

Le immagini rimbalzate sui media di tutto il mondo, che mostrano le condizioni dei profughi in Libia, hanno riaperto la discussione sulle giuste modalità di contenimento del fenomeno migratorio. Qualcuno però ne ha approfittato per diffondere altre immagini e altri video, presentati come testimonianze raccolte in Libia, ma che con il Paese nordafricano non avevano nulla a che fare. In particolare hanno avuto un considerevole numero di condivisioni un video che mostra terribili immagini di tortura, e una fotografia che testimonierebbe le impressionanti ferite sulla schiena di un uomo, causate dalle frustate dei suoi aguzzini. Il video sembra sia autentico, ma è stato girato in Brasile. La fotografia dell’uomo invece non è altro che un’opera di make-up, realizzata da un artista nigeriano, come spiegato dal blogger David Puente.

 

4) L’albero di Natale distrutto dagli immigrati

Diversi siti stranieri hanno pubblicato in questi giorni un video, già circolato in passato, che mostrerebbe un gruppo di immigrati distruggere un albero di Natale all’interno di una galleria. Secondo alcuni siti l’evento si sarebbe verificato a Milano, ma si tratta dell’ennesima bufala. Il video si riferisce a un episodio avvenuto a Napoli nel 2015, dove le baby-gang, quasi ogni anno, si applicano in questi atti vandalici, per motivi ancora non chiari alle autorità.

 

5) Esperimenti nucleari pericolosi sul Gran Sasso

La seguente nota risponde, per punti, a quanto pubblicato nei giorni scorsi.

Pubblicato da Laboratori Nazionali Del Gran Sasso – INFN su Martedì 28 novembre 2017

Un servizio delle Iene, che ha trattato dell’attività dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare situato sul Gran Sasso, ha causato non poche preoccupazioni, soprattutto considerato il vasto pubblico che segue la trasmissione. Secondo quanto mostrato, nei territori circostanti all’Istituto ci sarebbero rischi concreti per la salute delle persone e per la salvaguardia dell’ambiente. L’INFN ha chiarito la sua posizione tramite un post su Facebook, spiegando che nello svolgimento della propria attività sono rispettate tutte le norme di legge e sono state approvate tutte le autorizzazioni necessarie. L’esperimento SOX, di cui si è parlato nel servizio televisivo, non sarebbe un esperimento nucleare e «non rappresenta in alcun modo un rischio, né per la popolazione né per l’ambiente: non implica nessuna dose radioattiva».

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