Ciò che non può fare il farmaco può fare l’ozono. Parola di medico

Ciò che non può fare il farmaco può fare l’ozono. Parola di medico
28 Aprile 2017 ore 03:30

Non è taumaturgia, non è un campo dei miracoli dove il tocco del sovrano guarisce da tutte le malattie. Tutt’altro: quando ci si riferisce all’ozonoterapia si parla di una pratica medica validata, su cui la comunità medico-scientifica da anni conduce studi e valida protocolli terapeutici efficaci. La premessa è necessaria per distinguere l’ozonoterapia, quella vera, quella dei ricercatori professionisti che viene praticata facendo riferimento a protocolli approvati dal Ministero della Salute e redatti dalla società scientifica SIOOT (Società Scientifica di Ossigeno-Ozono Terapia) associata FISM, da quella improvvisata, non qualificata, praticata da curatori che promettono miracoli senza avere la minima competenza: «Purtroppo accade che persone non qualificate pratichino terapie con l’ozono. Per esercitare l’ossigeno-ozono terapia, quindi essere ozonoterapeuta, è indispensabile seguire un percorso didattico (corsi di aggiornamento specifici e un periodo di stage presso un centro di ozonoterapia autorizzato). Il percorso acconsentirà successivamente la pratica in scienza e coscienza l’ars medica e l’iscrizione ad una società scientifica riconosciuta (ad esempio la SIOOT), per raggiungere in tal modo una qualifica di tutto riguardo, quale l’ozonoterapia con Master di I livello in Ossigeno-Ozono Terapia». Lo dice il dottor Matteo Pedrali, omeopata-omeotossicologo in attività dal 1988 che da un anno ha ampliato i propri orizzonti medico terapeutici approfondendo le conoscenze e la metodica riguardante l’ozonoterapia: «Mi ha entusiasmato la possibilità di aiutare maggiormente quei pazienti che presentassero ad esempio intolleranze a farmaci o resistenza alla terapia antibiotica o, in generale, fossero privi di altra possibilità terapeutica migliorativa e di conseguenza non trovassero un valido sostegno nelle cure convenzionali proposte. L’ossigeno-ozono terapia può essere di valido supporto alle tradizionali terapie ma non solo, spesso è addirittura migliorativa e più efficace».

 

[Il dottor Matteo Pedrali, ozonoterapeuta]

 

Ma in cosa consiste di preciso questa sempre più diffusa pratica terapeutica? L’ozono è un gas fortemente instabile: ha tre atomi di ossigeno legati tra loro invece dei due classici dell’ossigeno, e presenta un caratteristico odore pungente che a basse concentrazioni è percepito come odore simile al fieno o al trifoglio appena tagliati, mentre diventa agliaceo ed acido a concentrazioni maggiori. Per uso medico la miscela di ossigeno-ozono viene prodotta da un’apposita apparecchiatura costituita da tubi di ozonizzazione, cosiddetti Tubi di Siemens, in cui viene fatto fluire ossigeno medicale erogato da una bombola. Grazie ad un trasformatore ad alta tensione collegato ai tubi, si forma l’ozono. L’ozono (O3) prodotto viene quindi miscelato con ossigeno (O2) alla concentrazione desiderata. Spiega poi il dottor Pedrali: «Di fatto le vie di somministrazione sono diverse a seconda della patologia da trattare. Le più frequenti sono l’infiltrazione sottocutanea, intramuscolare, peri-articolare, intra-articolre, infusionale rettale e sistemica (tramite la GAEI, grande auto emo-infusione), di miscele di ossigeno e ozono a concentrazione efficace specifica. Per questo è in continua crescita l’interesse che la comunità medica rivolge a questo metodo terapeutico: può rappresentare una valida alternativa per coloro che, per qualsiasi motivo, non possano fare uso di farmaci».

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Quali sono le patologie che l’ozonoterapia è in grado di trattare? Continua il dottor Pedrali: «L’azione farmacologica dell’ozonoterapia può essere funzionale ed efficace in diverse situazioni. Ad esempio come decontratturante, per una migliore ossigenazione dei muscoli; eutrofica, cioè per la stimolazione di processi riparativi tissutali; antiflogistica, e cioè per la risoluzione di infiammazioni tramite riduzione della sintesi delle prostaglandine; antalgica quando la diffusione della miscela gassosa di ossigeno-ozono attraverso le strutture anatomiche responsabili del dolore ne riduce l’entità; neoangiogenetica per un miglioramento dell’azione di trasporto e cessione di ossigeno a livello tissutale; riflessoterapica, la cosiddetta “agopuntura chimica” capace di interrompere la catena del dolore cronico attraverso meccanismi antalgici di tipo antinocicettivo e neuropatico; inoltre può attivare e stimolare la circolazione sanguigna, può agire da immunomodulante e controllare anche lo stress ossidativo». Pedrali spiega poi che l’ozonoterapia «aiuta a risolvere patologie dolorose come discopatie, conflitti discoarticolari e in generale problemi muscolari di varia natura». Ad esempio «l’insufflazione rettale con miscela gassosa di ossigeno e ozono è uno dei trattamenti più importanti per numerosi problemi di salute. Molte autorità sanitarie sono ormai convinte che le malattie comincino dal colon e che per essere in ottima salute l’intestino debba funzionare normalmente. La stipsi è uno dei motivi principali per cui le persone si sottopongono a questa forma di trattamento. Tutti coloro che soffrono di flatulenza, distensione addominale, meteorismo, mal di stomaco, colite, ma anche di altre patologie extra-intestinali, come cefalea, artrite, disturbi della pelle (acne, psoriasi, eczema) ricorrono all’ozonoterapia. Validissimo l’impiego anche nella medicina estetica, dove l’ozono ha una forte azione biostimolante della pelle, contrasta l’invecchiamento, stimola la naturale produzione di collagene che tonifica la pelle, attenua ed elimina le rughe ed aumenta il tono cutaneo».

Discorso a parte, invece, merita l’utilizzo dell’ozonoterapia nella cura dei tumori: «L’ozonoterapia non è una cura contro il cancro, ma una terapia di sostegno alla chemio e radioterapia. Il paziente può trarre beneficio dall’insufflazione rettale di ozono e dalla somministrazione sistemica (GAEI). È noto, infatti, che questi soggetti abbiano grandi problemi nella scomposizione e nell’assimilazione delle proteine, ma possono avere anche notevoli deficienze di vitamine, minerali e acidi grassi essenziali. La mucosa rettale beneficia notevolmente delle proprietà evidenziate, a cui si associa la notevole azione antisettica che garantisce una bonifica immediata della flora anaerobia e favorisce lo sviluppo della flora aerobia. Ad esempio, con l’ozonoterapia si riesce a “bonificare” la flora anaerobica, rendendola aerobica e quindi agevolando l’assimilazione di proteine da parte dell’organismo nei momenti di depressione metabolica di chi affronta cicli di chemioterapie. Questa è una precisazione importante, perché non deve passare il messaggio che l’ozonoterapia sia una cura miracolosa contro il cancro, e bisogna dunque diffidare di chi fa queste promesse speculando sulla disperazione dei pazienti».

Un altro settore in cui l’ozonoterapia si è rivelata di valido supporto e particolarmente efficace è nell’ambito della medicina dello sport: «Gli sportivi professionisti usufruiscono dei benefici dell’ozono per velocizzare i tempi di recupero per le più svariate patologie tipiche dello sport. Le indicazioni più frequenti della ossigeno-ozono terapia nella medicina sportiva sono il recupero dei traumi sportivi, in particolare le distorsioni articolari, le contratture o gli strappi muscolari, dove si osserva una importante riduzione dei temi di recupero della attività motoria. Si ottiene anche un recupero accelerato dopo fratture e lesioni tendino-muscolari grazie all’azione cicatrizzante dell’ozono, epicondiliti (gomito del tennista), talloniti, metatarsalgia, borsiti, fascite plantare, morbo di Morton, metatarsalgia, meniscopatie traumatiche e degenerative, lesioni legamento collaterale interno ed esterno, crociato anteriore interno ed esterno, tendinopatie achillea anche con lacerazione, tendinite e rottura della cuffia dei rotatori della spalla, ernie discali (anche cervicali), ovvero in tutte le patologie da elevato utilizzo dei muscoli e dei tendini».

 

 

Insomma, un metodo terapeutico sicuramente importante per il futuro della medicina, con ampi margini di miglioramento e che ha catturato l’attenzione di tantissimi esponenti della comunità medica: attualmente in Italia sono più di duemila i professionisti iscritti a una società scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute. Il dottore offre anche una anticipazione in merito all’ampliamento dei protocolli terapeutici dell’ossigeno-ozono terapia: «Assieme ad una collega pediatra ci stiamo adoperando alla realizzazione di protocolli scientifici applicabili all’età pediatrica, come già avviene in altri Paesi occidentali. Il progetto è impegnativo ma siamo molto fiduciosi della loro condivisione e sostegno da parte della società scientifica S.I.O.O.T. a cui li abbiamo sottoposti per una prima valutazione. La strada è tracciata, si tratta di condividerla e dove necessario integrarla per una metodica terapeutica valida ed efficace per i nostri piccoli pazienti». Le colonne d’Ercole della medicina, probabilmente, saranno un pochino più lontane.

 

Dott. Pedrali Matteo, ozonoterapeuta (S.I.O.O.T.)
Bagnatica (BG), via Kennedy 4
Tel.: 3405604408
Facebook: Ossigeno-Ozonoterapia Matteo Pedrali

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