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Circolino della Malpensata: 3 anni per salvare un pezzo di storia

Circolino della Malpensata: 3 anni per salvare un pezzo di storia
27 Dicembre 2019 ore 09:10

Per il Circolino della Malpensata, baluardo della sinistra che fu, è l’epilogo più amaro e paradossale: acquistato da un fondo immobiliare, la Domus Investiments, quello spazio è ora una proprietà privata. Un semplice atto notarile che certifica l’avvenuto acquisto per 145 mila euro dello storico locale bergamasco manda idealmente in frantumi i sogni di molte delle persone che hanno intrecciato la loro vita a quella del locale e quella del locale alla Grande Storia, quella dei partiti che per la gente incarnavano ideali che sembravano intramontabili.

 

 

La storia del Circolino. Lo chiamavano “La Piccola Russia”, e porta avanti la sua attività dal 1960. Nel 1961 era nata la cooperativa Dante Paci e Ferruccio dell’Orto, che prende il suo nome dai due partigiani uccisi dai fascisti nel 1945. Lo spirito era quello del Partito Comunista di quegli anni, che a Bergamo non ha mai sfondato, o almeno non come altrove, ma che è stato comunque un punto di riferimento per buona parte di quella che allora veniva orgogliosamente ancora chiamata “classe operaia”. Il Circolino della Malpensata era uno di quei circoli del popolo nati dalla sinergia tra gli organi locali del Partito Comunista e le associazioni di rappresentanza dei quartieri operai.

Poi sono passati gli anni, e il Partito Comunista ha perso. Ognuno ha la sua versione di quando il partito sia morto: chi pensa al Compromesso Storico, chi pensa alla morte di Berlinguer, chi alla fine dell’Urss e chi alla gestione di Occhetto. Poco importa: il clima è cambiato, la sinistra ha dovuto (o ha solo scelto di) guardare altrove. Improvvisamente, le note di Bella Ciao, che non hanno mai smesso di risuonare all’interno del Circolino, apparivano dissonanti: le intricate vicende ereditarie tra partiti e partitini di sinistra e centrosinistra hanno fatto sì che il Circolino della Malpensata, come altri ventotto luoghi simbolo della sinistra che fu, entrasse a far parte degli immobili affittati come sedi territoriali del Partito Democratico. Cioè: il circolo costruito dagli operai nelle mani del Pd. Segno dei tempi.

 

 

Unicredit e richiesta di revoca. Nel dettaglio, il Circolino faceva parte dal 2008 degli immobili amministrati dalla Fondazione Gritti Minetti: a donarlo alla fondazione erano stati i Ds provinciali dell’ex Pdup (per chi se lo fosse dimenticato era il partito di Foa, Miniati e Russo Spena) al momento del passaggio al Pd. Dal giorno di…

 

Articolo completo a pagina 17 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 2 gennaio 2020. In versione digitale, qui.

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