Rinascita in stile Anni ‘40

Club newyorkese sotto piazza Dante L’ex Diurno diventa locale notturno

Club newyorkese sotto piazza Dante L’ex Diurno diventa locale notturno
02 Dicembre 2016 ore 06:00

Uno spazio underground, alla lettera però. Sottoterra. Non nel senso metaforico che contraddistingue certa cultura, soprattutto la musica, dichiaratamente alternativa, come da termine utilizzato per la prima volta da Marcel Duchamp nel 1961 per spingere l’arte a diventare sotterranea. Anzi, sarà molto elegante il locale che prenderà vita nei grandi spazi interrati dell’ex albergo diurno, sotto piazza Dante, ormai abbandonati da quasi 40 anni. I 1.200 metri quadrati sono stati acquisiti da Alberto Previtali, che ha acquistato per 790mila euro il Diurno con la società Fcf srl dei fratelli Luca e Paolo Cividini: la rotonda e il corridoio circolare che una volta ospitava negozi, bagni e docce diventeranno un night club dove cenare e vedere concerti, soprattutto jazz. O stand up comedians: cabarettisti, cioè.

Modello New York. Certo, per come è messo lo spazio oggi ci vuole un po’ di immaginazione. E «sotto lo strato di sporco e di rifiuti – scrive il Corriere della Sera Bergamo – vedere lo scalone di marmo di Chiampo che fa scendere sotto piazza Dante; sotto il dito di terra umida, scoprire il pavimento di pietra lavorata a mano sul quale possono camminare i clienti; e nella penombra della grande spelonca abbandonata, cinque metri sottoterra, intravedere un raffinato locale capace di attirare fino a ottocento persone in cerca di musica, spettacoli e cocktail. Bisogna insomma immaginare un futuro per l’ex Albergo Diurno, la struttura chiusa dal 1978, acquistata per 791 mila euro da una nuova società con l’idea di trasformarla in qualcosa che somigli molto da vicino a un night club americano. Anzi, per la precisione all’1 Oak di New York, che con il suo arredamento in legno e cuoio in stile anni Quaranta, farà da dichiarato modello per il nuovo locale. Le stime parlano di un anno per i permessi, un altro per i lavori e due milioni di euro di investimento».

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Il termine 1 Oak nasce dall’espressione inglese «One of a kind», ovvero «unico nel suo genere». Il club sulla 17esima strada di Chelsea, Manhattan, non lontano dal Greenwich Village, è uno dei luoghi più esclusivi al mondo. È diventato il punto di riferimento delle nuove tendenze dello svago notturno. Nel cuore pulsante della notte newyorkese, la discoteca ospita dj di fama mondiale e sorprende costantemente i suoi avventori. Dopo il successo strepitoso della Grande Mela, il locale ha aperto i battenti anche a Las Vegas, Los Angeles, Città del Messico e Southampton, riscuotendo un successo analogo. Rihanna, Madonna, Kim Kardashian, Beyonce e Jay Z vi sono di casa.

Le difficoltà dei lavori. I problemi da risolvere, nell’esecuzione dei lavori, non sono pochi. Si va dalle infiltrazioni d’acqua dalla fontana, e dalle tubature idriche, alla realizzazione di tre uscite di sicurezza con sbocco sulla piazza. Poi si vuole collocare una piramide di vetro come ingresso principale. Però ci sono i vincoli della Sovrintendenza, e bisogna vedere cosa uscirà dal concorso d’idee che il Comune ha istituito per ripensare il centro di Bergamo.

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«Già nel 1948 – scrive ancora il Corriere Bergamo – chi aveva trasformato un rifugio antiaereo mai utilizzato in un albergo diurno aveva dovuto risolvere l’elevata umidità dei 1.200 metri quadrati scavati sotto terra. Per questo aveva rivestito tutte le pareti di piastrelle di ceramica e a due metri e mezzo d’altezza aveva fissato una cornice in lega d’alluminio per raccogliere la condensa. Ora chi arriva alla rotonda sente gocciolare acqua dallo spazio che faceva da “caldaia e carbonile”, e dove scende un grosso tubo che perde. Altra acqua penetra dalla fontana di piazza Dante, il cui vascone in marmo di Zandobbio è separato dalla volta del Diurno solo da 40 centimetri di terra. Ma le infiltrazioni sono dappertutto, come dimostrano le numerose pozzanghere. Durante i nubifragi della scorsa estate l’intero spazio si è riempito con mezza spanna d’acqua, e a testimoniarlo è rimasta un’asse dei gabinetti che galleggiando è arrivata fino allo scalone».

La chiave di volta: luce. Elemento fondamentale della nuova vita data alla cupola principale sarà la luce. I tecnici della Pioneer, che hanno fatto un recente sopralluogo, propongono di proiettare sulla volta stelle e tramonti. Un sistema di luci che permetterebbe di variare in sostanza l’ambientazione del locale, elevandolo al piano strada. Portandolo sotto il cielo. Almeno come idea fittizia dell’alternanza tra giorno e notte.

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