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A partire dal 2015

Come sarà il 730 precompilato

Come sarà il 730 precompilato
Cronaca 01 Novembre 2014 ore 10:17

A partire dal 2015, la dichiarazione dei redditi degli italiani subirà diverse modifiche, tese alla semplificazione: il 730 infatti, il modello tributario di pagamento delle tasse, arriverà ai contribuenti in forma precompilata per quanto riguarda un buon numero di voci; l’obiettivo,entro un paio d’anni, è quello di presentare un modulo già pressoché completo, così da rendere più agevole la dichiarazione, nonché la riscossione, tributaria. La platea dei soggetti interessati conta circa 35 milioni di persone, divise fra 20 milioni di lavoratori dipendenti e 15 milioni di pensionati. In realtà si tratta di una platea potenziale, poiché a presentare il modello 730 sono stati quest’anno meno di 19 milioni di contribuenti.

I dati già inseriti. Nella parte precompilata del 730 sarà presente innanzitutto quanto già contenuto nell’anagrafe tributaria: le voci riferite ai dati personali, i parenti a carico, gli immobili e i terreni posseduti; in secondo luogo, tutto quanto trasmesso da soggetti terzi (come banche, assicurazione o enti previdenziali) e i dati contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta (datori di lavoro o i professionisti autorizzati): questi dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo di ogni anno i redditi da lavoro e le relative trattenute, con sanzioni di 100 euro per ogni lavoratore in caso di ritardi.

La dichiarazione verrà messa a disposizione on line entro il 15 aprile e il cittadino potrà accettarla così com’è oppure modificarla, rettificando i dati e aggiungendone altri; eventualmente, si potrà accedere al 730 anche tramite Caf o professionisti autorizzati. Per il debutto delle spese mediche sostenute (che danno diritto alla detrazione del 19 percento nella dichiarazione precompilata), bisognerà aspettare il 2016.

Le altre novità. Oltre alla precompilazione, sono state pensate diverse altre novità per rendere più semplice e immediata la dichiarazione dei redditi. In primo luogo, per quanto riguarda le successioni, non sarà più necessario presentare dichiarazione nel caso in cui l’eredità, devoluta al coniuge o a parenti in linea retta, abbia un valore non superiore ai 100mila euro e non comprenda immobili o diritti reali immobiliari.

In secondo luogo, per quanto riguarda i rimborsi sull’Iva, vengono azzerati gli adempimenti per i rimborsi fino a 15mila euro e non vengono posti limiti all’ammontare dei rimborsi in favore dei contribuenti non a rischio, per i quali non è più necessaria la prestazione della garanzia a favore dello Stato.

Per quanto riguarda invece le dichiarazioni di reddito internazionali, vengono semplificate quelle delle società o enti che non hanno la sede legale o amministrativa in Italia, snellendo i modelli relativi senza richiedere dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria. Sale anche a 10 mila euro il limite per comunicare, solo annualmente, le operazioni con paesi della “black list” (paradisi fiscali).

È inoltre prevista una detrazione, stabilita alla quota forfetaria del 50 percento, per prestazioni relative a sponsorizzazione e pubblicità per associazioni senza scopo di lucro, per società sportive dilettantistiche, e per le pro loco.

Infine, si potrà detrarre l’Iva sulle spese di rappresentanza, ovvero i costi relativi ad erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi a fini promozionali nei confronti delle imprese, che non superino i 50 euro, cifra raddoppiata rispetto a quella attuale.