Uno studio britannico

Come si lavorerà tra 20 anni

Come si lavorerà tra 20 anni
Cronaca 27 Febbraio 2016 ore 08:30

Secondo l’ultimo studio del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (Csiro), un autorevole centro ricerche britannico che analizza come il progresso scientifico possa essere funzionale a centrare determinati obiettivi sociali, nel giro di 20 anni la maggior parte dei lavori che oggi sono tipicamente appannaggio degli esseri umani, verranno svolti da macchine e robot. Ecco perché occorre cominciare a premunirsi, in modo da non trovarsi, una volta nel 2035, impreparati. O meglio, disoccupati. Cerchiamo dunque di capire, secondo questo rapporto, come dovrà essere il lavoratore tipico e appetibile del futuro.

 

 

L’impianto teorico. La faccenda, occorre anzitutto sottolineare, è una medaglia con due differenti lati: perché, se è vero che il progresso tecnologico e scientifico renderà superflua la presenza umana nello svolgimento di determinati lavori, è anche vero che il medesimo processo renderà migliori altre professioni e persino favorirà la nascita di nuove. Il futuro dunque, sostiene il Csiro, non sarà una competizione fra macchine e individui, ma una cooperazione in cui le prime saranno al servizio dei secondi. Lo sviluppo tecnologico, d’altra parte, necessiterà sempre di un supporto umano, sia nella realizzazione che nella gestione, ed è su questo punto che dovrà verificarsi il contatto fra soggetto e macchina.

Con la conseguenza, peraltro, di rendere necessaria la competenza: tutti quanti quei lavori che oggi possono essere svolti senza particolari talenti o studi saranno demandati ai macchinari, che dovranno essere gestiti da un personale altamente specializzato. Ecco perché, continua il Csiro, saranno sempre più gli ingegneri, i matematici e gli informatici i professionisti più richiesti e cercati.

 

 

Spazio ai freelance e all’imprenditorialità. Un’altra tendenza prevista dal Csiro, all’interno dei cambiamenti descritti, sarà che il lavoro dipendente troverà sempre meno spazio, lasciando campo a figure professionali autonome e freelance. Piattaforme come Upwork, Kaggle, Innoventive e via dicendo (ovvero luoghi digitali in cui entrare in contatto con freelance operanti nel settore della tecnologia) diverranno dei veri e propri centri di reclutamento, dove le aziende potranno accedere alla competenza di un professionista senza costi di assunzione e potendo scegliere fra una vasta e immediata gamma disponibile di lavoratori. Cosa che, dice sempre il Csiro, dall’altra parte della barricata permetterà a chi si candida di gestire il proprio tempo lavorativo in maniera autonoma e libera, finanche a portare avanti parallelamente un mestiere fisso e un’attività da freelance della tecnologia.

Rispetto a quest’ultima, oltretutto, essendo in costante evoluzione e piena di possibilità di sviluppo differenti, si verificherà in un certo senso una responsabilizzazione del lavoratore: spetterà infatti a lui imparare ad essere, per così dire, imprenditore di se stesso, creando opportunità e spunti in modo da rendersi interessante per aziende e istituzioni. D’altra parte, se come detto la tecnologia fagociterà sempre più le professioni tradizionali, occorrerà saper crearne di nuove. Secondo il Csiro, inoltre, verranno tenute in grande considerazione le capacità di intelligenza emotiva e di interazione sociale.

 

 

Ma attenzione: evitare l’eccessiva concorrenza. Il Csiro chiosa il proprio rapporto con un avvertimento: se davvero il mondo del lavoro e le figure professionali cambieranno nel senso appena descritto, il rischio è quello che si verifichi una selvaggia competizione fra individui, come fosse una sorta di e-Bay in cui ogni candidato lotta in maniera brutale per presentare un’offerta più vantaggiosa a chi è in cerca di specifiche prestazioni. Il progresso tecnologico, dunque, dovrà essere favorito e sviluppato mantenendo sempre un’ottica tesa a salvaguardare l’interesse dei lavoratori, e non il contrario. Competenza, autonomia, imprenditorialità: se entro i prossimi 20 anni non volete trovarvi completamente tagliati fuori dal mondo del lavoro, è il caso di cominciare a concentrarsi su questi tre aspetti.

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