Identikit del compratore tipo

Come sta andando (sempre meglio) il mercato dell’usato in Italia

Come sta andando (sempre meglio) il mercato dell’usato in Italia
28 Aprile 2015 ore 10:00

La mania del collezionismo, le tante mode vintage che di continuo vengono ripescate dal passato e la passione per gli oggetti di seconda mano in generale spingono sempre più italiani a frequentare mercatini o negozi dell’usato dove poter aggiudicarsi a prezzi ridotti gli oggetti dei propri desideri. Per Guido Argieri di Doxa, «la Second Hand Economy è oggi una realtà in molti paesi, e lo sta diventando anche in Italia. […] Anche se il mercato dell’usato è ancora in fase di crescita, la linea evolutiva che sta seguendo lo porterà ad essere una leva importante nel sistema socio-economico grazie a digitale e mobile che ne saranno il driver».

A dare peso e importanza a questa dichiarazione è proprio un’indagine Doxa condotta per Subito.it, dalla quale si evince che il 44 percento degli Italiani sceglie l’usato per passione, unicità, ecosostenibilità e risparmio. E forse anche per via della crisi e della conseguente ridotta disponibilità economica. «L’acquisto e la vendita del Second Hand sta crescendo e il digitale sta contribuendo ad accelerare questo fenomeno che oggi vede 3 italiani su 10 che acquistano/vendono usato utilizzare il canale online», spiega ancora l’indagine.

 

 

Un mercato fiorente. Il volume d’affari generato nell’ultimo anno in Italia si attesta sui 18 miliardi di euro, (l’1 percento del PIL), di cui il 47 percento generato dalla compravendita online. Era naturale che le nuove frontiere del web venissero prontamente coinvolte anche in questo campo, anche se c’è da dire che il canale online più che per gli acquisti viene spesso utilizzato come vetrina in cui presentare i propri prodotti. Infatti, soprattutto per quanto riguarda gli oggetti tecnologici e informatici, si tende sempre a contattare direttamente il venditore così da poter toccare con mano e provare di persona ciò che si vuol comprare. Si sa, nel mondo dell’usato non esistono grandi garanzie e il motore che muove la maggior parte di queste transazioni è spesso un semplice atto di fiducia.

Negozi dell’usato. «L’esplosione della compravendita dell’usato si è registrata tra il 2005 e il 2009, e la crisi economica ha dato un ulteriore impulso, rendendo tutti più attenti negli acquisti», spiega Alessandro Giuliani, fondatore del network di negozi Mercatopoli e Baby Bazar. Proprio in questi anni, ad affiancare i tipici mercatini dell’usato, sono sorti due differenti tipologie di negozi. Alcuni di questi sono polverosi, bui e poco curati. Qui gli oggetti sono ammassati uno sopra l’altro, senza che nessuno presti particolare attenzione a ciò che viene messo in vendita.

In altri casi, invece, è possibile scoprire delle vere e proprie boutique dell’usato, dove i prodotti esposti sono di qualità e molto curati nella loro estetica. In questi luoghi vige una rigorosa pulizia, una corretta catalogazione e disposizione dei prodotti, oltre che la chiarezza sul costo del pezzo messo in vendita. Proprio grazie a questo secondo tipo di realtà, soprattutto negli ultimi anni, si è assistito a un graduale mutamento dei fruitori. «La clientela è trasversale», spiega Giuliani. «La fascia degli acquirenti dipende dall’impostazione del punto vendita. Se c’è una selezione forte della qualità dei prodotti, gli acquirenti tendono a essere medio-alti. Dipende anche dalla zona delle città in cui questi negozi nascono».

 

 

Le cose più vendute. L’abbigliamento copre circa il 40 percento dell’intero settore, proponendo in molti casi prodotti di marca e griffati di collezioni precedenti. A seguire si trovano gli oggetti per la casa, i libri, dischi, cd e vinili. «Ci sono molti oggetti che ci arrivano assolutamente nuovi, ancora etichettati», spiega ancora Giuliani. «In questo modo hanno una seconda o terza vita». La lista potrebbe continuare anche con orologi, televisori, computer e stampe antiche. Ma l’universo di prodotti messi in vendita sui banchi di questi negozi è davvero molto variegato.

Identikit del consumatore. Ma chi compra l’usato? Un articolo di Life Style di Ansa.it, firmato da Alessandra Magliaro, propone i diversi identikit dei consumatori che si muovono all’interno della Second Hand Economy. Il profilo più gettonato (33 percento) è quello che poggia sulla Leggerezza del Superfluo, ovvero una tipologia di clientela che si aggira in questi store spinta dal continuo desiderio di comprare cose nuove. Segue poi il profilo Economia 2.0 (14 percento) che riguarda i giovani appassionati di tecnologia, in cerca di prodotti da comprare a basso prezzo e da rivendere a tariffe maggiorate. Gli Ideologici (12 percento) sono i cosiddetti nostalgici, coloro che vanno in cerca di oggetti e prodotti che utilizzavano in gioventù. I Concreti (11 percento), invece, sono coloro che approdano nei negozi dell’usato per soddisfare i reali bisogni familiari. Chiudono la lista gli Smart Chic (8 percento), una tipologia di consumatori sempre in cerca di prodotti belli e firmati, ma, naturalmente, sempre di seconda mano.

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