Cronaca
Uno studio britannico

Confondete i giorni della settimana? Non è colpa vostra, ma del martedì

Confondete i giorni della settimana? Non è colpa vostra, ma del martedì
Cronaca 24 Agosto 2015 ore 13:40

A tutti è capitato di confondere il martedì con il mercoledì e il mercoledì con il giovedì, ed è un bel guaio se la persa cognizione del tempo fa saltare importanti impegni sociali. Scambiare i giorni della settimana è un difetto molto comune e dipende da diversi fattori. Le università di York, Lincoln e dello Hertfordshire hanno condotto una ricerca volta a rintracciare le cause e le caratteristiche del fenomeno, se così si può chiamare.

Gli psicologi coinvolti nello studio hanno voluto rintracciare le rappresentazioni mentali che attribuiamo a ciascun giorno della settimana, in modo tale da spiegare la nostra differente percezione del tempo. Hanno chiesto ai partecipanti quali parole associassero ai sette giorni e hanno così scoperto che al lunedì e al venerdì è dato un numero maggiore di rappresentazioni mentali, rispetto ai giorni mediani. Perciò, questa parte della settimana comporta un numero minore di attribuzioni semantiche. Ecco perché il martedì, il mercoledì e il giovedì si scambiano facilmente tra di loro. I lunedì hanno un significato prevalentemente negativo: parole come “noiosi”, “frenetici” e “stancanti” ricorrono molto spesso, quando si descrive il primo giorno della settimana. Al contrario, i venerdì sono associati a parole positive, come “feste”, “libertà” e “liberazione”.

 

 

Il 40 percento circa dei partecipanti allo studio ha confuso il giorno corrente con il precedente o il seguente – e gran parte di questi errori sono capitati a metà settimana. Il numero di scambi cresce di più della metà durante i periodi festivi, quando il tempo slitta all'indietro. Se siamo in vacanza ed è martedì, ad esempio, la maggior parte di noi pensa che sia ancora lunedì. Gli studiosi hanno anche rilevato la velocità con cui le persone sottoposte ai test rispondevano alla domanda: «Che giorno è oggi?» e hanno constato che sono in grado di dare una risposta due volte più veloce se il giorno in questione è un lunedì o un venerdì.

Il capo della ricerca, il dottor David Ellis della School of Psychology dell'Università di Lincoln ha affermato: «Il ciclo settimanale dei sette giorni si ripete per tutti noi fin dalla nascita. Noi crediamo che questo fatto incoraggi ad assegnare una precisa identità a ciascun giorno. Il nostro studio implica che il ciclo settimanale possa modellare la nostra cognizione del tempo, anche se questa è stata influenzata da convenzioni sociali. Ad  esempio, l'effetto di confusione provocato dai giorni di vacanza suggerisce che la sensazione da fine settimana non è determinata solo dallo scorrere dei sette giorni, ma anche dal passaggio dai giorni lavorativi a quelli festivi».

 

 

Il Dottor Rob Jenkins del Dipartimento di Psicologia dell'Università di York, che ha collaborato allo studio insieme al professor Richard Wiseman dell'Università dello Hertfordshire, ha aggiunto: «Una ragione che spiegherebbe la scarsa riconoscibilità dei giorni mediani potrebbe dipendere dalla limitata frequenza con cui essi compaiono nel linguaggio umano. Ci sono quindi meno opportunità di associare questi giorni (dal martedì al giovedì) ad altri concetti. Per fare un esempio, basti pensare alla gran quantità di canzoni pop che citano il lunedì e il venerdì. I giorni in mezzo sono usati ben più raramente. Allo stesso modo, le ricerche su Google trovano meno occorrenze di martedì, mercoledì e giovedì nelle pagine web e anche nei libri». In conclusione, questi giorni si confondono facilmente perché le loro rappresentazioni mentali sono simili e interscambiabili. I lunedì e i venerdì, invece, hanno caratteri più distintivi, sono legati a concetti più variegati e fortemente connotati. In sostanza, formano i due estremi di un processo di cambiamento continuo.

La ricerca degli psicologi potrebbe avere delle implicazioni importanti anche per lo studio di altri aspetti del comportamento umano. Se si riuscisse a dimostrare che alcuni aspetti come la tolleranza o gli istinti violenti variano sistematicamente durante la settimana, le conseguenze potrebbero essere molto serie, non solo per l'individuo, ma anche per i parametri della psicologia.

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