L'operazione

Controlli su 350 giovani dopo gli scontri a Bergamo: dodici misure di prevenzione

La Polizia ha concentrato gli accertamenti sull’autostazione e nei pressi delle scuole, cercando di ricostruire le responsabilità nei disordini del 17 ottobre. Perquisito anche un ragazzo per un messaggio in una chat studentesca, mentre un quindicenne è stato denunciato dopo il ritrovamento di un bastone estensibile

Controlli su 350 giovani dopo gli scontri a Bergamo: dodici misure di prevenzione
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La stazione delle autolinee, le strade intorno alle scuole, le comunicazioni nelle chat utilizzate per organizzare le manifestazioni. Sono alcuni dei luoghi e degli strumenti su cui si è concentrata venerdì mattina l’operazione della Polizia di Stato a Bergamo, nell’ambito delle attività di prevenzione della violenza giovanile. Il bilancio è di circa 350 ragazzi identificati, dodici misure di prevenzione personali notificate e una serie di accertamenti legati ai disordini che si sono verificati in città il 17 ottobre.

L’intervento, coordinato dalla Questura, ha coinvolto la Squadra Mobile, la Digos e la Divisione Anticrimine, con il supporto dei Reparti prevenzione crimine di Milano, Torino e Pescara e di un’unità cinofila antiesplosivo. L’obiettivo era individuare le persone che potrebbero aver avuto un ruolo attivo negli episodi di violenza e prevenire nuovi disordini in occasione di iniziative giovanili.

Dodici misure e 350 ragazzi identificati

Nel corso dell’operazione sono stati raggiunti da misure di prevenzione personali due maggiorenni stranieri e dieci minorenni, di cui due italiani e otto stranieri. Secondo quanto riferito dalla Polizia, i dodici sono coinvolti nelle manifestazioni giovanili degli ultimi giorni.

Una parte importante dell’attività ha riguardato proprio gli scontri del 17 ottobre a Bergamo. In raccordo con le Procure competenti, gli investigatori hanno svolto accertamenti su persone ritenute potenzialmente coinvolte nei disordini, in prevalenza minorenni e stranieri.

I controlli hanno interessato soprattutto l’autostazione cittadina e le zone vicine ad alcuni istituti scolastici di Bergamo e dei Comuni limitrofi. Sono stati identificati circa 350 giovani, prevalentemente minorenni, considerati dagli investigatori riconducibili a contesti di devianza giovanile. Alcuni, secondo gli accertamenti, avrebbero preso parte alle iniziative durante le quali si sono verificati gli episodi contestati.

Una perquisizione dopo un messaggio su WhatsApp

L’attività investigativa si è estesa anche alle comunicazioni online. Gli agenti hanno eseguito una perquisizione di iniziativa nei confronti di una persona che, in una chat WhatsApp creata per organizzare una manifestazione studentesca prevista per sabato 24 ottobre a Dalmine, aveva pubblicato un commento ritenuto istigatorio.

Sul versante amministrativo sono state inoltre notificate tre sanzioni per mancato preavviso di manifestazione. I destinatari sono persone riconducibili agli ambienti locali antagonisti e filopalestinesi, tra cui un minorenne.

Sono stati avviati anche approfondimenti per valutare eventuali provvedimenti in materia di soggiorno nei confronti di alcuni dei soggetti coinvolti. In particolare, per un cittadino senegalese che, secondo la ricostruzione della Polizia, si sarebbe distinto nei disordini avvenuti a Milano, è stato avviato il procedimento finalizzato alla revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo.

Il bastone estensibile trovato a casa di un quindicenne

Tra gli interventi compresi nelle attività di prevenzione c’è anche quello avviato dopo una segnalazione al numero unico di emergenza 112. A chiamare era stato uno studente, che aveva riferito della possibile presenza di un’arma in possesso di un coetaneo.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato un quindicenne italiano residente a Bergamo e hanno successivamente perquisito la sua abitazione. Durante il controllo è stato trovato e sequestrato un bastone estensibile in metallo leggero.

Il ragazzo, incensurato, è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per i minorenni. Al termine degli accertamenti è stato affidato alla famiglia.