«Non abbiamo tennisti? Ce li compriamo»

Coppa Davis, Italia ai nastri Sfida al Kazakistan poco kazako

Coppa Davis, Italia ai nastri Sfida al Kazakistan poco kazako
05 Marzo 2015 ore 12:21

Venerdì comincia la Coppa Davis e ovviamente l’Italia ha grandi aspettative. Primo avversario: il Kazakistan. Benissimo, penserà qualcuno. E fa male, i kazaki perché hanno una squadra molto forte. Fino a sette anni fa il Kazakistan non aveva nemmeno un tennista tra i primi 120 del mondo. Ma qualcosa è cambiato, e non è il movimento sportivo. La politica ha capito che investire nello sport è meglio, garantisce immagine, pubblicità e se riesci anche a vincere arrivano i ritorni economici. Così si sono detti: «Non abbiamo tennisti? Pazienza. Ce li compriamo». Il presidente della federazione kazaka, Bulat Utemuratov, che è anche un magnate e un mecenate dello sport (secondo Forbes arriva ad avere un fatturato di 1,5 miliardi di dollari) ha aperto il portafogli e ha comprato gli scarti eccellenti della Russia.

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Arrivano da Russia e Ucraina. Gli azzurri Fabio Fognini, Andreas Seppi, Simone Bolelli e Paolo Lorenzi, con Luca Vanni quinto uomo, se la devono vedere con un gruppo di atleti mica male. C’è Mikhail Kukushkin, n. 58 Atp, nato a Volvograd. Andrey Golubec, n. 91 Atp (nel 2010 era n.33) che è nato a Volzhkuj, il suo tennis lo ha imparato a Bra dal maestro Massimo Puci. Poi c’è Alexandr Golubev, n.130 Atp, che invece è ucraino. I primi due, insieme a Yuri Shukin, pure lui russo di Volvograd, nel 2010 si sono guadagnati l’accesso al World Group mentre nel 2013 e nel 2014 sono arrivai ai quarti di finale. Fortuna che c’è il nostro capitano, Barazzuti, a essere sicuro del buon momento azzurro: «I ragazzi attraversano un ottimo momento. Seppi ha avuto un grande avvio di stagione battendo Federer agli Australian Open e giocando la finale a Zagabria. Fognini è conquistato la finale a Rio in Brasile e con Bolelli ha vinto uno storico titolo di doppio a Melbourne. Il campo non è velocissimo, in compenso lo sono le palline. Ci faremo trovare pronti».

 

http://youtu.be/PquQcT603do

 

Sistema già visto nel ciclismo. Quella degli atleti fabbricati è una pratica che in Kazakistan avevano già fatto con l’Astana, la squadra di ciclismo che ha vinto il Tour. Con chi? Con il nostro Vincenzo Nibali, ovviamente. Nel tennis lo hanno fatto per gli uomini ma anche per le donne. E ovviamente agli atleti la cosa sta bene: possono giocare e avere alle spalle il sostegno di una federazione ricca. «In Russia nessuno si interessava a me – ha detto Kukushkin – il Kazakistan mi ha contattato offrendomi tutto: allenatori, strutture, soldi». E non è poco. Insomma, in questo primo turno di Davis (che dura fino a sabato) l’Italia dovrà fare attenzione. «Soprattutto in casa i nostri avversari sono molto forti – ha detto ancora Barazzuti – Kukushkin e Golubev sono due buoni giocatori. Golubev poi lo conosciamo bene perché si allena in Italia».

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