Il punto della Regione

997 casi in Bergamasca (236 in più di ieri). Appello di Gallera: «State a casa!»

Consentiti gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Gli alimentari rimarranno aperti. Dall'11 marzo riprendono le vaccinazioni

997 casi in Bergamasca (236 in più di ieri). Appello di Gallera: «State a casa!»
08 Marzo 2020 ore 17:27

Sono numeri che fanno riflettere quelli forniti dall’assessore regionale al welfare Giulio Gallera nel corso dell’ormai consueto aggiornamento sull’evoluzione dei contagi da Coronavirus. Nella sola Bergamasca le persone risultate positive ad oggi (domenica 8 marzo) sono 997, ben 236 casi in più rispetto a sabato 7 marzo (su un totale di 4189 lombardi). «Il bollettino impressiona, la contagiosità della malattia procede velocissima – sottolinea Gallera -. I ricoverati sono 2217 (556 soggetti rispetto a ieri) e i pazienti in terapia intensiva sono 399. E’ in crescita anche il numero delle persone guarite arrivate a 550, ma purtroppo in Lombardia abbiamo registrato 257 vittime, 113 in più rispetto a ieri».

Il motto lanciato da Regione Lombardia è #fermiamoloinsieme e l’esortazione unanime, ribadita dalle autorità sanitarie, regionali, dai sindaci e dai virologi è solo uno: «Restate in casa. Dobbiamo ridurre in modo drastico qualsiasi tipo di attività sociale – evidenzia l’assessore regionale -. E’ l’unica arma che abbiamo a disposizione ad oggi per ridurre la diffusione del virus, visto che non esistono vaccini o farmaci specifici per combattere il Covid-19. Se riusciamo a soffocare il contagio vinceremo questa battaglia. Ad oggi il nostro sistema sanitario ha retto, abbiamo ricavato 497 posti nelle terapie intensive ma se non fermiamo questa tendenza non saremo più in grado non solo di curare i malati Covid, ma anche gli altri pazienti».

Gallera ha anche rassicurato i cittadini riguardo l’apertura dei negozi alimentari. «Non c’è alcuna necessità di correre a fare la spesa, anzi l’affollarsi è esattamente il contrario di ciò che dobbiamo fare». Entrando nel merito del decreto emesso nella notte dal Governo ha ribadito che saranno consentiti gli spostamenti dentro e fuori la regione, o al suo interno, a patto che siano motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità (ad esempio fare la spesa, comprare farmaci o beni di prima necessità) ovvero spostamenti per motivi di salute.

Infine, in una riunione di Giunta straordinaria convocata oggi si sono «individuati 18 ospedali HUB che si occuperanno dei grandi traumi, delle urgenze neurochirurgiche, neurologiche stroke e cardiovascolari – ha evidenziato Gallera -. L’obiettivo è di creare maggiore disponibilità negli altri ospedali per pazienti affetti da Covid-19». Tra questi, anche il Papa Giovanni XXIII di Bergamo per quanto riguarda i traumi maggiori pediatrici e per le urgenze cardiologiche interventistiche.

«Sugli ospedali Hub – conclude Gallera – si concentrerà l’attività di erogazione delle prestazioni relative alle reti tempo-dipendenti (ad esempio infarti o ictus) e alle patologie le cui cure non possono essere procrastinate. Questi presidi dovranno garantire l’accettazione continua nelle 24 ore di tutti i pazienti che si presentano, potendo anche contare su più equipe disponibili di cui almeno una in guardia attiva, con un percorso separato e indipendente per pazienti affetti da Coronavirus rispetto agli altri degenti. Inoltre, potranno contare per svolgere le attività sulla collaborazione di team medici provenienti e messi a disposizione da altri presidi sanitari pubblici, privati accreditati e a contratto».

Le attività ambulatoriali, comprese quelle erogate in regime di libera professione intramuraria, sono sospese a decorrere dal 9 marzo 2020. L’attività ambulatoriale istituzionale, incluso il percorso di presa in carico dei pazienti con patologie croniche, potrà essere mantenuta qualora non vi sia necessità di risorse professionali per l’assistenza ai pazienti ricoverati sia per Covid-19 che per le altre patologie e anche con modalità alternative idonee a tutelare i pazienti più fragili. Viene mantenuta l’attività per prestazioni non differibili, quali ad esempio chemioterapia, radioterapia, dialisi, per le prestazioni urgenti con priorità U o B, per le prestazioni dell’area della salute mentale dell’età evolutiva e dell’età adulta e per quanto riguarda i servizi sulle dipendenze. Non rientrano nella sospensione delle attività ambulatoriali gli erogatori accreditati e a contratto che erogano esclusivamente attività ambulatoriale, con esclusione delle strutture ambulatoriali facenti parte di un ente gestore unico con attività di degenza; gli erogatori autorizzati e accreditati non a contratto; gli studi privati di medici, odontoiatri e operatori sanitari.

Infine da mercoledì 11 marzo, visto il protrarsi dell’emergenza sanitari ma la contestuale esigenza di proteggere i bambini, saranno riattivate le sedute per la somministrazione dei vaccini del ciclo di base esavalente, pneumococco e rotavirus (compatibilmente con la possibilità di somministrazione contemporanea delle altre vaccinazioni), la prima MPRV (morbillo, parotite, rosolia e varicella) e Meningococco C, la seconda dose MPRV e dTP (difterite, tetano e pertosse) e poliomelite.

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