Usa sotto choc per l'ennesima sparatoria

Cosa si sa della strage in California

Cosa si sa della strage in California
03 Dicembre 2015 ore 12:31

Nella mattinata di mercoledì 2 dicembre, quando in Italia erano circa le 20, è avvenuta una tremenda sparatoria presso il centro per servizi sociali Inland Regional Center di San Bernardino, città di 200mila abitanti della California, sita a un centinaio di chilometri da Los Angeles. 14 persone sono morte, e altre 17 sono rimaste ferite. A commettere la strage sono stati Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, coppia sposata, rispettivamente di 28 e 27 anni. I due nel giro di poche ore sono stati identificati e uccisi dalle forze di polizia. Ancora non è chiaro se ci siano altri complici (un altro uomo è stato arrestato ma pare non sia coinvolto), così come oscuro resta il motivo che ha portato Syed e Tashfeen a compiere questa strage: c’è chi parla di un litigio alla base di tutto, ma anche chi non esclude l’ipotesi terroristica. «Non lo sappiamo. È possibile», è quanto detto da Barack Obama, lasciando quindi aperta anche l’ipotesi peggiore, quella del terrorismo. Non è escluso però che il movente possa essere anche una lite sul posto di lavoro dell’uomo. «L’Fbi sta indagando. Ci saranno molti colloqui, dobbiamo capire la natura del rapporto tra l’autore dell’attacco e i suoi superiori al lavoro».

Cos’è successo a San Bernardino. Intorno alle 11 del mattino (le 20 italiane), almeno due persone hanno fatto irruzione presso l’Inland Regional Center di San Bernardino, una struttura erogante servizi sociali, in particolare per malati di mente, da 670 dipendenti e oltre 30mila ospiti. Era in corso una piccola festa. Gli assalitori hanno cominciato a fare fuoco sulla folla, colpendo indistintamente i presenti: secondo le ricostruzioni, erano armati di fucili, e indossavano giubbotti antiproiettile. A detta della polizia, un equipaggiamento del genere lascerebbe supporre una premeditazione: «Sono arrivati preparati per fare ciò che hanno fatto, come se fossero in una missione», ha dichiarato Jarrod Burguan, capo delle forze dell’ordine di San Bernardino. Compiuta la strage e prima che arrivasse la polizia, gli assalitori sono fuggiti dal centro a bordo di un Suv nero. I soccorsi sono immediatamente arrivati, oltre naturalmente agli agenti e all’Fbi. I feriti sono stati trasportati fuori dall’edificio dove nel frattempo era stato allestito una sorta di campo medico, mentre tutti coloro che erano riusciti a rimanere incolumi sono stati perquisiti e interrogati, per verificare se fra di loro non si nascondessero gli attentatori. La struttura è stata interamente scandagliata, ed è stato rinvenuto un pacco che si temeva potesse nascondere una bomba: sono giunti quindi anche gli artificieri, e non è ancora chiaro quale, alla fine, ne fosse il contenuto. Intanto, alle 15 locali circa, è stato identificato il Suv nero, ed è iniziato l’inseguimento da parte della polizia, terminato con una sparatoria e la morte dei fuggitivi. Si trattava di due persone, Farook e la Malik, come detto.

8 foto Sfoglia la gallery

Chi erano gli assalitori e qual era il loro movente. Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, come accennato, erano marito e moglie, di origine pakistana ma nati negli Stati Uniti. Lui lavorava come ispettore sanitario per la contea, ed aveva dunque parecchi legami con il centro. Rispetto al movente di questa strage, si possono per il momento solo avanzare ipotesi. Alcune ricostruzioni vogliono che Farook e la moglie fossero presenti alla festa che stava avendo luogo presso la struttura, e che a un certo punto, in seguito ad un violento diverbio con alcuni colleghi, se ne siano andati estremamente arrabbiati, per poi ricomparire poco dopo, armati e pronti a compiere la strage. Una tesi del genere, dunque, avrebbe come implicazione, evidentemente, una certa instabilità mentale degli attentatori. Ma ha preso parecchio piede anche la tesi che si possa trattare di un attentato terroristico: l’armamentario quasi militare con cui è stata effettuata la sparatoria o cui erano vestiti gli assalitori lasciano supporre che si sia trattato di qualcosa di premeditato (più che un sospetto anche per il capo della polizia di San Bernardino). Alcune voci sostengono che i due abbiano lasciato la figlia di 6 mesi alla madre di lui, adducendo come scusa il fatto che dovevano andare a fare una visita medica. Ci sarebbe dunque, se tutto ciò venisse confermato, un preciso piano dietro a quanto accaduto.

 

https://youtu.be/_ZkB98EHUKU

 

Ipotesi terrorismo. Ma la domanda più pressante, qualora si voglia accogliere questa seconda tesi, è: si tratta di terrorismo interno o di matrice internazionale? Nel grande ping pong mediatico che si sta sviluppando in queste ore, è emerso che recentemente Farook e moglie, che sono di religione musulmana, hanno compiuto un viaggio in Arabia Saudita, durante il quale si sarebbero avvicinati alle posizione fondamentaliste e terroristiche dell’Isis. Sui social network, peraltro, molti account legati all’estremismo islamico hanno esultato in seguito a quanto accaduto a San Bernardino, attraverso l’hashtag #American_Burning (l’America brucia). Ma quella di un attentato di matrice islamica è una tesi che, stando alle dichiarazioni Burguan, convince poco, dal momento che fra le forze dell’ordine è molto più quotata l’ipotesi che si tratti di terrorismo interno, ovvero mosso da ragioni che non dipendono da questioni internazionali.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia