Lo stato dei fatti

Covid, la situazione attuale nei pronto soccorso: confronto tra Bergamo e le province più colpite

Grazie alla app regionale Salutile è possibile monitorare la situazione dei vari ospedali: se in Bergamasca non ci sono casi emergenziali, molto alto è invece il livello di affollamento a Milano, in Brianza e nel Varesotto

Covid, la situazione attuale nei pronto soccorso: confronto tra Bergamo e le province più colpite
29 Ottobre 2020 ore 15:56

Sebbene quotidianamente vengano forniti i numeri relativi alla pandemia in corso e relativi a ogni provincia, abbiamo ormai capito che il dato che dà un’idea più “vera” della situazione che stiamo vivendo è quello relativo al livello di saturazione delle strutture ospedaliere, in particolare dei pronto soccorso. Qui a Bergamo sappiamo bene cosa significhi: tutti ricordiamo, la primavera scorsa, l’incessante suono delle sirene e le code di ambulanze.

Oggi le cose, qui in Bergamasca, sono diverse: sebbene i numeri complessivi, in Lombardia, continuino a salire, nella nostra provincia non si può parlare di reale emergenza. I presidi sanitari, infatti, stanno tenendo bene e anche i pronto soccorso non si trovano in condizioni si eccessivo sovraffollamento. Per rendersene conto, basta usare l’utilissima app regionale Salutile (QUI potete scaricarla se avete un telefono Android; QUI se avete un iPhone), che permette di vedere qual è la situazione nei pronto soccorso a noi più vicini. Alle 15 circa di oggi, giovedì 29 ottobre, la fotografia dello stato delle cose la potete vedere nella gallery che segue.

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Solo i due pronto soccorso cittadini, ovvero quello del Papa Giovanni e quello delle Ciliniche Gavazzeni, presentano una situazione di affollamento. Cosa, per altro, non nuova anche al di fuori della pandemia, quando soprattutto al Papa Giovanni venivano spesso denunciati tempi di attesa lunghissima. Basta uscire dai confini cittadini per vedere come le cose siano tutt’altro che allarmanti: al Bolognini di Seriate e al Pesenti Fenaroli di Alzano le cose sembrano filare lisce, così come all’ospedale di Romano e a quello di Treviglio (che sta affrontando un piccolo focolaio scoppiato al suo interno). Quest’ultimo, però, nei giorni scorsi ha dovuto affrontare ore difficili, anche e soprattutto legate all’arrivo di diversi pazienti Covid dalla provincia milanese.

Un livello di affollamento leggermente superiore viene invece riscontrato a Ponte San Pietro e all’ospedale di Zingonia (Osio Sotto per la precisione), sebbene senza che la situazione si possa definire fuori controllo. Tutto bene, infine, a San Giovanni Bianco, ospedale al centro di tante polemiche ma che, soprattutto in questa delicata fase, rappresenta un importante presidio per le Valli.

Il quadro della situazione cambia drasticamente se andiamo a osservare la situazione attuale (sempre alle 15 circa del 29 ottobre, dunque) in alcuni dei principali pronto soccorso del milanese:

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Come si può vedere dalla gallery qui sopra, il Sacco e il San Raffaele (in particolare quest’ultimo) sono a un livello di sovraffollamento d’allerta, così come il pronto soccorso del Policlinico Milano di via San Barnaba. Un po’ meglio va al Fatebenefratelli e al Niguarda, che però risultano comunque particolarmente affollati di pazienti nonostante le loro grandi dimensioni.

Stessa preoccupante situazione nelle altre due province lombarde più colpite in questo momento dal virus, ovvero la Brianza e il Varesotto:

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Sia il Policlinico di Monza che il San Gerardo risultano essere molto affollati. Sovraffollato anche il San Carlo di Paderno Dugnano e il Salvini di Garbagnate. Infine, anche a Varese le cose non vanno benissimo: affollati i pronto soccorso dell’ospedale Circolo Macchi e del Galmarini di Tradate; sovraffollato quello di Gallarate.

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