Occhio alle truffe

Anziani truffati da finti poliziotti: venti casi in pochi mesi, otto a segno. «Denunciare sempre»

Il modus operandi è sempre lo stesso: il truffatore si finge un'autorità che informa dell'incidente di un figlio, spingendo a cedere soldi

Anziani truffati da finti poliziotti: venti casi in pochi mesi, otto a segno. «Denunciare sempre»
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Non sono una novità, ma negli ultimi tempi si sono particolarmente intensificate. Le truffe a carico degli anziani sono sempre di più e la Bergamasca non fa eccezione. Il modus operandi è sempre lo stesso: un truffatore telefona o si presenta alla porta di casa fingendosi un'autorità (polizia, carabinieri, avvocati) che informa la vittima del presunto incidente di un figlio o nipote spingendola a cedere soldi o gioielli per pagare un'altrettanto presunta cauzione o risarcimento ed evitare l'arresto del parente. Come vengano a sapere certe informazioni private, ancora non è chiaro alla polizia che sta indagando per risalire all'identità dei truffatori.

«C’è un aspetto che deve essere molto chiaro: la polizia e i carabinieri non telefonano mai a casa delle persone per chiedere soldi e tantomeno si presentano alla porta di casa. Sono delle truffe ed è bene non cascarci» ha spiegato il questore Stanislao Schimera a L'Eco di Bergamo. L'identikit della vittima rivela persone generalmente anziane - ultrasettantenni - ma non sono rari i casi in cui i bersagli sono persone ben più giovani.

Venti casi in pochi mesi, otto andati a segno

Già venti i casi di truffe registrati negli scorsi mesi, di cui otto conclusi con successo per i malviventi. C'è anche chi, fortunatamente, non ci casca. Come la signora di 91 anni che vive in via Cairoli in città, oppure la pensionata di Calcio: entrambe hanno notato le incongruenze nei racconti dei truffatori, intuendo si trattasse di una truffa. Anche l'ex parlamentare bergamasca Elena Carnevali, qualche settimana fa, ha ricevuto una telefonata simile: un finto maresciallo la informava di un incidente del figlio, che aveva investito una donna in gravidanza.

Carnevali ha denunciato alle Forze dell'Ordine il tentativo di truffa, ma c'è chi - per vergogna di esserci cascato - sceglie di non farlo. La questura chiede però di denunciare sempre: solo così chi indaga può raccogliere più elementi possibili per risalire agli autori e incastrare i truffatori i quali, con molta probabilità, non agiscono da soli ma contano sulla presenza di almeno un palo o un autista che permetta loro di fuggire subito dopo aver messo in atto la truffa.

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