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Festival di Sanremo

Cronaca della seconda serata Charlize Theron, Charlize Theron…

Cronaca della seconda serata Charlize Theron, Charlize Theron…
Cronaca 12 Febbraio 2015 ore 13:27

La cronaca della serata, per quelli che se la sono persa, è presto fatta.

Parte I: nuove proposte. Sfida diretta: match race come nella Coppa America. O nei talent show, se si preferisce.

Risultati: Kutso (gruppo) batte rapper Kaligola; Enrico Nigiotti batte Chanty (fischi dalle gradinate: era meglio Chanty).

Parte II: i big. Nina Zilli (pregasi cambiare sarto), seguita da Marco Masini, Anna Tatangelo, Raf e altri. (replica da: I migliori anni).

Sezioni collaterali: ospiti. Charlize Theron, Charlize Theron, Charlize Teron, Charlize Theron. Poi chi altro c’è stato? Ah sì: Biagio Antonacci, con omaggio finale a Pino Daniele (“Quando”). Come dice Simone Cristicchi: Vorrei cantare come Biagio Antonacci.

 

 

Poi Los tres tenoriños, ossia “Il Volo”. Dedicato ai nostalgici del peggior Claudio Villa. Come dire, nostalgia canaglia. Però c’è una parte del pubblico che apprezza.

I comici. Angelo Pintus. ?? (scusate, non abbiamo capito)

Bar sport: Vincenzo Nibali vincitore del Tour de France dopo aver perso il mondiale sotto la pioggia a Firenze; Javier Zanetti, che vuol dire Inter e beneficienza.

A parte. Conchita Wurst, Transgender austriaca (austriaco) con barba che ha vinto l’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest.

Marlon Roudette, cantautore inglese, ex frontman dei Mattafix, balzato in cima alle classifiche con ‘New Age’. Genere musicale: misto di pop e reggae. Che ci sta a fare a Sanremo? Avrà qualche contratto.

Infine l’omaggio al grande Pino Donaggio a cinquant’anni da “Io che non vivo”. (Dio mio quanto sono invecchiato).

Commento: fortunatamente esiste internet. Così, un po’ qua e un po’ là, si recupera tutto. Anche l’intervista a Charlize Theron. Cioè: anche Charlize Theron con contorno di domande che più ovvie non si può, ma fa niente. Che ci importa a noi delle domande. L’anno scorso venne Bianca Balti – se non ricordiamo male. Bellissima anche lei, ma qui siamo su un altro pianeta.

 

 

Cos’altro potremmo dire della serata? Che con ogni evidenza la Rai ha scelto di andarci piatta. La gente per la quale si invitano i tre de Il Volo ha imparato a seguire Sanremo alla radio, cioè facendo altro (stirare, preparare la schiscetta per il giorno dopo, rammendare, …) e cantando “Papaveri e papere” la mattina dopo, aprendo le finestre per cambiare l’aria e spolverando il balcone. Poi, giustamente, è venuta la tivù (Claudio Villa, Pino Donaggio, …) e dopo ancora quelli del Festival hanno cercato – per anni e inutilmente – di andar dietro alle mode con edizioni tipo Barnum Show che hanno relegato le canzoni in terza fila.

Quest’anno si è tornati alla radio. Giustamente, forse. Dopo L’eredità con Fabrizio Frizzi, Sanremo col titolare, Carlo Conti. Tutti gli spot di lancio dell’evento facevano riferimento a canzoni tipo Grazie dei fior e immediatamente successive.

L’unico vantaggio della tivù: Charlize Theron. A proposito: perché non le ha domandato nulla della pubblicità per Dior J’adore?

Ci sono piaciute le canzoni? E voi sapreste accennarne una, se vi chiedessero di farlo?