la ripresa

Da -3.000 a -800. Rallenta la crisi del mercato del lavoro

Dopo la riapertura delle attività è migliorato il saldo tra assunzioni e cessazioni di contratto. Positivi i settori dell'edilizia e dell'agricoltura.

Da -3.000 a -800. Rallenta la crisi del mercato del lavoro
03 Luglio 2020 ore 07:00

Migliora lievemente il mercato del lavoro a Bergamo. Ad aprile il saldo negativo fra nuove assunzioni e cessazioni di contratto era di tremila unità. A maggio è sceso a 800. I dati sono dell’Osservatorio del territorio e del lavoro  – Settore Sviluppo della Provincia di Bergamo elaborati da Paolo Longoni. Il mese di maggio risente evidentemente della graduale riapertura delle attività dopo il lungo lockdown. Nel corso del mese di maggio si ha un primo graduale riassorbimento: le nuove assunzioni sono state 7.162, ( -41,7% su maggio 2019 dopo il crollo del -68,2% registrato ad aprile) e le cessazioni 7.972 in calo tendenziale del 26%. Ne risulta un saldo negativo mensile di -810 posizioni lavorative (contro il +1.527 di maggio 2019), in relativo miglioramento sul risultato pesantemente negativo del mese precedente (ad aprile 2020 era a quota  -3.164). Il crollo delle assunzioni e il saldo negativo dei movimenti riguardano l’industria e il commercio e servizi. L’agricoltura va in controtendenza con un saldo positivo di 413 unità nel trimestre, posizionandosi sullo stesso risultato del 2019. E anche l’edilizia segna un aumento tendenziale delle assunzioni (1.326 contro le 1.188 di maggio 2019) e un saldo positivo (+486) tra ingressi e uscite, non sufficiente a rovesciare il segno negativo (-420) dell’intero trimestre. Sono ancora negativi i saldi nel trimestre marzo-maggio 2020 di industria (-2.184) e commercio e servizi (-4.494, di cui -1.706 in bar, ristoranti, alberghi, -850 nel commercio, -884 nei servizi alle imprese, -1.054 negli altri servizi) ma con il dato mensile di maggio in relativo miglioramento in entrambi i settori rispetto all’aprile 2020.


Il saldo degli ultimi dodici mesi riesce a mantenersi in territorio positivo nell’edilizia (+693), così come nell’agricoltura (+177), a differenza dell’industria (-3.476) e del commercio e servizi (-4.675). Si conferma la netta flessione delle assunzioni qualificate nel commercio e servizi (-60,2% sul periodo marzo-maggio 2019), ma anche nelle professioni esecutive e impiegatizie e in quelle di elevata specializzazione. Le cessazioni rallentano nelle professioni non qualificate. Ad avere il più alto rischio di precarietà sono donne, giovani e stranieri. La componente femminile registra un calo più accentuato di quella maschile nelle nuove assunzioni (-49,7% contro -44,6%) e una minore riduzione delle cessazioni (-16,2% contro -22,3%). Lo stop delle nuove assunzioni, nello specifico per i contratti di apprendistato e a tempo determinato, penalizza ovviamente la componente giovanile: al di sotto dei 30 anni il calo tendenziale è del 54,2%.

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