Una data unica

Dal Messico a Gandino, un obiettivo: capire come nutrirci con rispetto

Dal Messico a Gandino, un obiettivo: capire come nutrirci con rispetto
Cronaca 09 Giugno 2018 ore 09:15
In apertura, da sinistra, Ivan Moretti, Juan Manuel Martinez Valdez e Angelo Savoldelli.

 

Un metodo legato all’agricoltura organica sostenibile su scala familiare, per «nutrire il suolo e coltivare un futuro migliore». È in programma mercoledì 13 giugno alle 20.45, a Gandino, l’incontro “Nutrire rispetto” organizzato dalla Comunità del Mais Spinato di Gandino.

 

 

«È un ulteriore passo – spiega Angelo Savoldelli, responsabile didattica della Comunità del Mais Spinato di Gandino – del percorso legato alla sostenibilità intrapreso in questi anni. Abbiamo l’opportunità di avere a Gandino, nell’unica data disponibile del suo viaggio in Italia di queste settimane, il docente messicano Juan Manuel Martinez Valdez, tra i massimi esperti mondiali di coltura biointensiva e agricoltura sostenibile. Il metodo biointensivo si basa su un concetto di sostenibilità totale. In esso il suolo è centrale: non solo non è sfruttato, ma è addirittura nutrito affinché produca maggiormente rispetto ai sistemi convenzionali».

La Val Gandino è, in Italia ed Europa, un luogo all’avanguardia in questo settore. Lo scorso anno, proprio a Gandino, sono stati certificati i primi maestri Italiani grazie a un Master specifico con lezioni teoriche e pratiche. Del Metodo Biointensivo fu attivo divulgatore il compianto Ivan Moretti, morto nell’agosto 2015 in un tragico incidente stradale.

 

 

«Tutto si basa – aggiunge Savoldelli – sul concetto che la coltivazione ha sì lo scopo di nutrire le persone, ma deve nel contempo anche nutrire il suolo e a esso restituire quanto in eccesso sotto forma di compost, in modo da eliminare in toto l’utilizzo di fertilizzanti e garantirsi una prolungata produzione sostenibile. L’energia utilizzata è quella dell’uomo, che lavora il suolo con una doppia escavazione iniziale, per complessivi sessanta centimetri di profondità. Le radici trovano più risorse, anche in caso di siccità e si evita la ramificazione superficiale. Tutto questo ha riflessi immediati e altamente qualitativi sulla produzione e più in generale sull’alimentazione, contribuendo a formare stili di vita salubri, rispettosi dell’ambiente e della salute umana».

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