8 punti di vantaggio sul Cagliari

Dalla Sicilia con furore (e pazzia)

Dalla Sicilia con furore (e pazzia)
11 Maggio 2015 ore 05:30

Una partita folle, un risultato di importanza enorme, tre punti incredibili. L’Atalanta di Edy Reja conquista sul campo di Palermo una vittoria quasi decisiva per la salvezza, il 3-2 maturato nei 95 minuti di gioco premia la squadra orobica nonostante alcune occasioni clamorose (Biava salva due gol sulla linea) per il Palermo e un rigore fallito da Belotti al termine di una sfida che offre di tutto. Prima l’Atalanta scappa avanti, ma rischia di farsi riprendere, poi scappa ancora e ma resta di nuovo in 10 uomini per una follia di Avramov, che regala un finale ad alto rischio. Negli ultimi minuti rimane addirittura in nove per pochi secondi (scarpata fortuita di Benalouane a Masiello) ma resiste agli attacchi del Palermo e domenica prossima contro il Genoa potrà festeggiare la quarta salvezza consecutiva in serie A.

Baselli a sorpresa. Due sorprese nelle scelte iniziali di mister Reja. Luca Cigarini, segnalato in netta ripresa nella conferenza stampa della vigilia dal tecnico goriziano, siede in panchina dal primo minuto e al suo posto scende in campo Daniele Baselli. La scelta del modulo cade sul 4-3-3 (o 4-1-4-1) e dal tridente avanzato resta ancora una volta fuori Maxi Moralez: D’Alessandro e Papu Gomez si muovono ai lati di Pinilla con Migliaccio e Carmona a far legna in mezzo al campo. In porta Avramov sostituisce lo squalificato Sportiello. 

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Palermo, out Dybala. Nel Palermo vince la linea “Zamparini”: Paulo Dybala, pezzo pregiato del gruppo siciliano, siede in panchina per evitare inutili rischi d’infortunio. Dall’inizio Iachini manda in campo il bergamasco Belotti con Vazquez a supporto. Nella formazione rosanero spazio ad altri giovani interessanti come Chochev: il centrocampista bulgaro è solo l’ultima sorpresa  estratta dal cilindro di Zamparini che gongola con la salvezza già raggiunta. 

Partenza a razzo. Partenza sprint per la formazione orobica al Renzo Barbera. Pinilla (2’) guadagna una punizione dal limite e cerca il destro da fuori area, la conclusione finisce alta sopra la traversa ma si tratta del preludio al gol del vantaggio ospite. L’Atalanta al quinto manovra bene sulla sinistra, Carmona recupera palla di testa e serve a Gomez, il numero 10 crossa al centro per Pinilla che è bravissimo a giocare di sponda per Baselli: il numero 18 della Dea piazza di destro sul secondo palo il suo primo gol in serie A mettendo in discesa la gara per la Dea. 

L’autogol di Andelkovic. Il Palermo è spento, Pinilla conquista tre calci di punizione nel giro di dieci minuti e quando la gara sembrava assestata sul vantaggio nerazzurro arriva addirittura il raddoppio: Gomez dalla bandierina mette al centro un pallone tagliato (17’), il capitano palermitano Andelkovic si butta di testa ma nel tentativo di liberare infila alle spalle di Ujkani e il tabellino cambia ancora. 

Il cambio: entra Quaison. Dalle tribune dei tifosi di casa si alza un eloquente «vi svegliate o no» all’indirizzo del Palermo, al 21esimo il Papu Gomez colpisce una traversa su calcio di punizione ma dopo un giallo sfiorato da Pinilla (Calvarese chiude due occhi nell’occasione) arriva la mossa di Iachini che cambia volto al Palermo. Con Quaison al posto di Andelkovic e il passaggio al 4-3-3 anche per i rosanero, la squadra di casa crea ben tre occasioni limpide da gol e riesce ad accorciare le distanze. 

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La rete di Vazquez. Al 33esimo Rispoli di testa costringe al miracolo Avramov, sulla ribattuta di Chochev è bravo Biava a salvare di testa sulla linea di porta. Rigoni al 38esimo lancia in verticale il nuovo entrato Quaison ma il numero 21 calcia su Avramov in uscita. La Dea però capitola al 43esimo quando il solito Quaison salta netto Zappacosta e mette al centro un pallone che arriva sul secondo palo a Vazquez (Dramè in ritardo). Il suo colpo di testa vale l’1-2. 

Gomez scarica il 3-1. Nella ripresa succede praticamente di tutto: il Palermo parte subito forte e al 50esimo  serve il secondo salvataggio sulla linea di Biava della giornata per restare sul 2-1 ospite (colpo di testa di Rigoni). Subito dopo il grandissimo rischio difensivo per l’Atalanta, ecco che arriva il gol del 3-1. D’Alessandro (migliore in campo per la Dea) scappa a destra contro Lazaar, il cross basso arretrato trova Gomez nel cuore dell’area di rigore e il numero 10 in bello stile scaraventa il terzo pallone alle spalle di Ujkani. 

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D’Alessandro: che errore! La gara è completamente in pugno ai nerazzurri: al 54esimo D’Alessandro attraversa quasi tutto il campo in ripartenza e fallisce la rete del definitivo 4-1 calciando su Ujkani in uscita. Ma nel pazzo pomeriggio siciliano c’è subito spazio per una nuova, grandissima, emozione: Avramov, fino a quel momento molto attento a contenere gli attacchi del Palermo, si concede un dribbling su Vazquez che riesce perfettamente (56’): l’estremo nerazzurro però si addormenta, l’avversario torna su di lui e conquista il calcio di rigore con la conseguente espulsione del portiere.

Dentro Frezzolini. Reja sceglie Frezzolini per D’Alessandro, il bergamasco Belotti si presenta sul dischetto ma colpisce incredibilmente la traversa e il risultato non cambia. Lo stesso Belotti al 62esimo sfiora il gol con il destro, al 66esimo Frezzolini rischia un nuovo calcio di rigore (dubbio l’intervento su Rigoni) ma due minuti più tardi una dormita colossale della difesa nerazzurra regala a Rigoni la palla buona per la rete del 2-3. 

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Si soffre fino all’ultimo. L’Atalanta, nonostante l’inferiorità numerica, prova a farsi vedere di nuovo in avanti con Zappacosta che al 69esimo costringe Ujkani alla respinta. Masiello al 74esimo sbroglia una situazione molto complicata ma è all’86esimo che la Dea rischia tantissimo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il difensore Gonzalez stacca perfettamente in terzo tempo a centro area, la palla passa appena un palmo sopra la traversa della porta difesa da Frezzolini e i 22 bergamaschi al seguito tirano un bel sospiro di sollievo. 

Successo che porta a +8. Durante i quattro minuti di recupero Gomez è bravissimo a tenere tra i piedi alcuni palloni molto pesanti. Il Palermo ci prova fino al fischio finale con i palloni in verticale ma la difesa orobica regge, puntellata anche da un grande Migliaccio. Al fischio finale Pinilla e compagni esultano per una vittoria che non è ancora risolutiva dal punto di vista matematico (+8 con tre partite da giocare) ma è pesantissima in ottica salvezza. 

Palermo – Atalanta 2-3

Reti: 6’ Baselli (A), 17’ Aut. Andelkovic (P), 43’ Vazquez (P), 51’ Gomez (A), 68’ Rigoni (P)

Palermo (3-5-2): Ujkani; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic (cap.) (34’ Quaison) ; Rispoli, Rigoni, Jajalo (77’ Maresca), Chochev, Lazaar (59’ Daprelà); Vazquez, Belotti. All. Iachini. 

Atalanta (4-3-3): Avramov; Zappacosta, Masiello, Biava (61’ Benalouane), Dramè; Baselli (46’ Cigarini), Carmona, Migliaccio; D’Alessandro (57’ Frezzolini), Pinilla, Gomez. All. Reja

Arbitro: Calvarese (Barbirati e Stallone)

Ammonito: Gonzalez (P), Zappacosta (A), Biava (A)

Espulso: 56’ Avramov (A)

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