Cronaca
E come dormire bene la notte

Sopravvivere al caldo in casa pure senza il condizionatore

Sopravvivere al caldo in casa pure senza il condizionatore
Cronaca 21 Luglio 2015 ore 16:30

Quando si tratta di caldo e notte in bianco, il detto «Mal comune, mezzo gaudio» proprio non funziona. Anzi, tutti si dannano per trovare una soluzione che faccia chiudere gli occhi almeno un paio d’ore a notte. Che sono molto poche, si intende, ma che in queste giornate accaldate sembrano una manna. Soluzioni tanto più importanti se non si ha la fortuna (o la disgrazia, dipende dall’utilizzo che alla fine se ne fa) dell’aria condizionata.

Refrigerio meccanico. Naturalmente è quello che sognano tutti, impiantato a parete o portatile, non fa differenza. Se si opta per una fresca soluzione condizionata, ad aria o a ventilazione a pale o a motore che sia, gli esperti avvisano però di farne un uso accorto. Ovvero di accendere l'impianto solo nelle ore più calde, spegnendolo una volta che si esce di casa e ricordando di chiudere le finestre per mantenere freschi gli ambienti. Ma soprattutto di non impostare i condizionatori 6 gradi più bassi della  temperatura esterna, prestando attenzione a mantenere la temperatura degli ambienti domestici, anche in caso di ventilazione o altro, intorno ai 24-25°C, come raccomandato peraltro anche dal Ministero della Salute.

Se si usa il ventilatore, per le ore notturne, l’indicazione è di non direzionare il getto d’aria direttamente sul letto e di coprirsi con un lenzuolo, seppure leggero, se questo resta in funzione per tutta la durata del riposo. Ma fra i due, aria condizionata o ventilatore, cosa preferire? Il secondo senza dubbio, perché genera il cosiddetto rumore bianco, che porta sonno e impedisce ad altri eventuali rumori di disturbare la nottata.

 

 

Le fresche alternative. Mettiamo il caso che per qualsiasi ragione non si disponga del refrigerio automatizzato. Il destino è di sperimentare in anteprima il caldo dell’inferno? No, qualche accorgimento per tenere gli ambienti a una temperatura un po’ più a tollerabile c’è. Ovvero:

  • Barricarsi in casa, con tapparelle o persiane abbassate nelle ore più calde del giorno. Sembra un controsenso, invece è utile per creare ombra e riparare la casa dai raggi solari. Fino a chiudere addirittura le finestre nelle ore più calde o durante i picchi di afa per evitare che entri tra le pareti domestiche aria umida e pesante. I vetri, invece, vanno tenuti aperti nelle prime ore del mattino o, laddove possibile, di notte.
  • Ricorrere a tende bianche da interno che aiutano a riflettere i raggi solari. Mentre, se si dispone di una terrazza o di un balcone, fare uso di tende e ombrelloni, che costituiscono un ottimo riparo per la casa e una zona d’ombra da utilizzare eventualmente di giorno per stare un po’ all’aperto. Infine, in caso di solai o sottotetti, provvedere a isolare le superfici più esposte ai raggi solari consultando un esperto per le varie soluzioni.
  • Viva le piante e i rampicanti. Sono infatti un toccasana per ogni spazio esterno, balcone, terrazzo, veranda o giardino che sia. Posizionati accuratamente, specie sul lato della casa più esposto al sole, aiuteranno a schermare e assorbire parte del calore. E a dare, naturalmente, un po’ di refrigerio con la loro verzura.

 

 

  • Evitare l’umidità in casa. Ovvero bucato e doccia, rigorosamente tiepida (questa fatta anche prima di andare a letto per facilitare il sonno), sono raccomandati nelle ore più fresche per evitare che condensa e vapore peggiorino la temperatura dell’ambiente.
  • Limitare al minimo l’uso di elettrodomestici, quali forno, luci intense, asciugatrice o piano di cottura.  Le luci potrebbero addirittura essere lasciate spente; a illuminare ci pensa il sole, fino a sera tardi!
  • Anche fisicamente si può facilitare il sonno, con qualche strategia ad hoc. Ad esempio mangiando poco e consumando piatti leggeri, questo perché la temperatura corporea durante la digestione, richiamando sangue, aumenta. Ma soprattutto bevendo e idratandosi molto per alleviare l’arsura alla gola e, se necessario, tenendo pure una bottiglia d’acqua accanto al letto per approfittarne nel corso della notte. È bene evitare invece alcolici, caffè o ogni altra bevanda contenente caffeina e teina prima di andare a letto; sarebbe addirittura meglio posticipare l’ora in cui coricarsi per evitare di rigirarsi a lungo nel letto e dire addio definitivamente al sonno. Se capita, malauguratamente, di svegliarsi nel cuore della notte, meglio alzarsi e camminare un po’ fino a quando la stanchezza si fa risentire.

 

 

Come gestire the day after. Il problema di una notte insonne è la gestione dell’indomani. Perché l’ufficio e le incombenze quotidiane restano. Dunque la miglior sopravvivenza possibile è obbligatoria. E anche qui qualche trucco c’è. Non tardare ad alzarsi al suono della sveglia; quei pochi minuti di risposo in più, dicono gli esperti, potrebbero essere letali. E soprattutto, una volta aperte le palpebre, entro l’ora fare colazione con un caffè (il secondo è concesso arrivati sul posto di lavoro e uno ancora nel pomeriggio, poi basta), proteine e cereali, mentre vanno evitati il più possibile gli zuccheri. Usciti di casa, non indossare gli occhiali da sole e in ufficio di primo mattino fare le cose più impegnative e pesanti, riservando invece le risposte alle email o le questioni di minor conto nel pomeriggio quando l’abbiocco si potrà più facilmente fare sentire. Dopo una nottataccia, diciamolo, è ammesso.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter