È finita 2-2

Atalanta alla pari dei campioni

Atalanta alla pari dei campioni
Cronaca 03 Ottobre 2017 ore 07:00

Una gara vibrante, sofferta e zeppa di emozioni chiusa con un 2-2 da urlo che certifica solo una cosa: l’Atalanta è una squadra forte, con un cuore enorme e una capacità di soffrire fuori dal comune. Allo stadio di Bergamo si ferma la corsa della Juventus in campionato, gli ospiti scappano con Bernardeschi e Higuain, ma le reti di Caldara e Cristante fissano sul tabellino un 2-2 che probabilmente va stretto alla Vecchia Signora, ma che l’Atalanta non ha certamente rubato.

Trascinati da un Gomez semplicemente immarcabile soprattutto nel secondo tempo, i padroni di casa si aggrappano con le unghie ad una gara che sembrava ormai persa e che invece fortifica e cementa le certezze di una squadra che in sette giornate ha già incontrato le prime tre squadre dell’anno scorso e che dopo la sosta avrà il doppio obiettivo di allungare in campionato senza perdere di vista la qualificazione (ormai alla portata) in Europa League.

Grosse sorprese per l’Atalanta nelle scelte iniziali di Gasperini. Il tecnico di Grugliasco manda in campo dal primo minuto Cornelius (per Petagna) e Kurtic (per Ilicic), in mezzo l’escluso eccellente è de Roon (giocano Freuler e Cristante), mentre sulle corsie esterne tocca ancora una volta a Spinazzola e Hateboer. L’unico reparto che non presenta sorprese è la difesa, senza Toloi e con Mancini ancora troppo acerbo per la serie A, i titolari sono gli stessi di Lione e cioè Masiello, Caldara e Palomino. Nella Juventus, il dubbio tra Mandzukic e Higuain si risolve a discapito di Douglas Costa visto che i due centravanti giocano dal primo minuto, prima volta da titolare per Bernardeschi, mentre in difesa c’è Asamoah e non Alex Sandro. Stadio esaurito in ogni ordine di posto tranne che nel settore ospiti dove sono sistemati circa 1.500 tifosi juventini.

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La gara inizia con la Juventus in pressione costante ma senza grandi pericoli dalle parti di Berisha, al 3’ Bernardeschi scarica un sinistro debole e centrale che Berisha blocca a terra senza problemi e al 14’ tocca a Palomino chiudere in modo perfetto su Higuain che in piena area si crea spazio sul sinistro. La Juve continua ad attaccare, al 15’ bella occasione per i bianconeri con Mandzukic che serve di testa Higuain, ma il numero 9 bianconero in mezzo all'area calcia in mezzo alla porta.

Intorno alla metà del primo tempo gli ospiti piazzano un micidiale (e meritato) uno-due: prima Bernardeschi (21’) è più lesto di Spinazzola a insaccare dopo un erroraccio di Berisha, poi è ancora Spinazzola il doppio protagonista negativo del raddoppio juventino, prima con una palla persa malamente e poi con la chiusura in ritardo su Higuain ben imbeccato nello spazio da Bernardeschi. L’Atalanta sembra sulle gambe, le fatiche di coppa si fanno sentire ma questa squadra dimostra ancora una volta di non mollare mai e al 31’ riapre la sfida: punizione di Gomez, contro-papera di Buffon e tap-in facile di Caldara che da due passi mette dentro l’1-2.

Lo stadio diventa una bolgia, Gasperini toglie il fantasma di Cornelius e inserisce Ilicic con l’ex Fiorentina immediatamente protagonista: 34’ minuto, cross sul secondo palo calibrato perfettamente per Kurtic che da due passi riesce nell'impresa di mancare l’ennesimo gol della stagione con un tiro a metà tra la testa e la gamba. Nel finale di tempo non ci sono più occasioni ma la sensazione è che la squadra orobica abbia ancora poco da spendere, ma nessuna intenzione di mollare.

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Dopo il riposo la gara continua con lo stesso copione della prima frazione, al 47’ Spinazzola crossa per Hateboer che non riesce a trovare la porta e di lì a poco la Juve inizia a macinare gioco con ancora più veemenza: al 55’ Higuain spara alto da buona posizione e poco dopo succede qualcosa che non si era mai visto allo stadio di Bergamo. Lichtsteiner avvia un’azione (58’) sulla destra stendendo con una gomitata in pieno volto Gomez, sul proseguimento dell’azione Mandzukic insacca il gol dell’1-3, ma Damato per fortuna si affida al VAR e annulla tutto ammonendo lo svizzero per il fallo.

Sulla fascia mancina dell’attacco nerazzurro il Papu è indemoniato e dopo un paio di scaramucce con Lichtsteiner che gli costano l’ammonizione, il numero 10 della Dea pennella al 71’ il cross perfetto che Cristante gira all’incrocio dei pali facendo esplodere lo stadio orobico. Gli ultimi 25-30 minuti di gara sono uno degli spot più belli di come nel calcio anche difendersi con grande ardore sia spettacolare, la Juve ha una cifra tecnica diversa e spesso crea pericoli, ma l’episodio decisivo arriva solo all’80’ quando Petagna salta in barriera con il braccio largo, colpendo con la spalla, e Damato (dopo aver anche verificato il VAR) assegna il rigore.

Il campione argentino Dybala si presenta sul dischetto con grande freddezza, il suo sinistro incrociato sul palo di destra è forte e rasoterra, ma Berisha decide di ribaltare completamente tutti i giudizi e il suo tuffo è perfetto per dire di no al tris degli ospiti. La Dea stringe i denti e nonostante i 6 minuti di recupero porta a casa un altro pareggio in rimonta (il terzo in una settimana) chiudendo alla grande il filotto terribile di 7 partite in 22 giorni: questa Atalanta non muore davvero mai.

 

 

Atalanta – Juventus 2-2
Reti: 21’ Bernardeschi (J), 24’ Higuain (J), 31’ Caldara (A), 67’ Cristante (A)

Atalanta (3-4-1-2): Berisha, Masiello, Caldara, Palomino, Hateboer, Cristante (88’ de Roon), Freuler, Spinazzola, Kurtic (56’ Petagna), Cornelius (31’ Ilicic), Gomez. All. Gasperini

Juventus (4-2-3-1): Buffon, Lichtsteiner (65’ Barzagli), Benatia, Chiellini, Asamoah, Matuidi, Bentancur, Bernardeschi (69’ Cuadrado), Dybala, Mandzukic (78’ Douglas Costa), Higuain. All. Allegri

Arbitro: Damato di Barletta (Valerani e Marrazzo; Nasca; Orsato e Ghersini)

Ammoniti: 58’ Lichsteiner (J), 63’ Gomez (A), 80’ Palomino (A), 81’ Petagna (A)