Sono arrivate altre due denunce per presunti ammanchi alle poste di Rovetta, per un totale di 110mila euro. A presentarle nella giornata di ieri, mercoledì 14 ottobre, sono stati due pensionati: un uomo residente a Clusone, che segnala la scomparsa di circa 10mila euro, e un’anziana di Fino del Monte, la quale denuncia un ammanco di 100mila euro legato anche a presunti buoni fruttiferi postali inesistenti. Il caso, che coinvolge l’ex direttrice Paola Cavaliere, potrebbe quindi assumere dimensioni ancora maggiori rispetto al mezzo milione di euro finora stimato.
Nuove denunce e verifiche in corso
In base a quanto riportato da Corriere Bergamo dopo che questa vicenda è diventata pubblica, altri clienti si stanno rivolgendo ai carabinieri di Clusone per segnalare le perdite. Le verifiche di Poste Italiane sono tuttora in corso e riguardano una decina di posizioni considerate irregolari. Non è escluso dunque che l’ammontare complessivo degli ammanchi possa crescere ulteriormente.
L’episodio era emerso tra maggio e giugno di quest’anno, quando una coppia di coniugi 84enni di Rovetta aveva sollevato i primi sospetti su operazioni bancarie contestate. Da quel momento in poi sono partiti gli accertamenti interni e quelli della magistratura.
L’inchiesta e l’accusa di peculato
La pm Maria Esposito attualmente sta valutando l’ipotesi di peculato, alla quale potrebbero aggiungersi altre contestazioni, tra cui quella di falso per alcune firme disconosciute dei clienti. L’indagine dovrà chiarire la natura delle operazioni contestate e ricostruire la destinazione delle somme.
Cavaliere, quarantenne originaria di Fino del Monte, aveva iniziato la propria carriera come portalettere, diventando negli anni un punto di riferimento per molti utenti dell’ufficio. Dopo i primi controlli interni, in estate era stata trasferita a un’altra sede, con mansioni che non prevedevano il contatto con il pubblico. Lo scorso mese, invece, è arrivato il licenziamento.
I risparmi e i presunti buoni fruttiferi
Tra le nuove segnalazioni, quella dell’84enne di Clusone, che si era accorta a settembre di non avere più sul libretto i circa 10mila euro che riteneva depositati. Solo dopo la diffusione della notizia sul licenziamento dell’ex direttrice avrebbe quindi collegato la propria situazione alla vicenda.
Più complessa invece è il caso della pensionata di Fino del Monte, la quale ha denunciato un ammanco di 100mila euro. Secondo quanto emerso, potrebbero esserci anche altre persone coinvolte in operazioni legate ai presunti buoni fruttiferi postali falsi. Infatti, alcuni clienti avrebbero consegnato denaro convinti di investirlo, ritrovandosi poi senza strumenti finanziari validi.
Una donna residente a Fino del Monte avrebbe anche raccontato di aver chiesto più volte di svincolare i propri investimenti e recuperare i risparmi, senza riuscirci. Le operazioni sarebbero state rinviate con motivazioni legate a problemi informatici o all’assenza di collegamento. Solo dopo il trasferimento della direttrice, presentandosi allo sportello, avrebbe scoperto la situazione.
Poste Italiane: «Rimborseremo i clienti danneggiati»
Il team di Poste Italiane ha parlato di «gravi irregolarità accertate» e si è dichiarato parte lesa, assicurando che i clienti danneggiati saranno rimborsati delle somme indebitamente sottratte.
Dall’altra parte, invece, l’ex direttrice Cavaliere ha respinto le contestazioni. In particolare, ha negato che i prelievi contestati dalla coppia di coniugi, pari a 90mila euro per il marito e 58mila euro per la moglie, siano mai avvenuti senza il loro consenso: «Hanno prelevato tantissimi soldi in presenza anche di altre impiegate» – ha sostenuto la donna.
Mentre continuano i vari accertamenti, ad ora rimangono da chiarire l’entità complessiva degli ammanchi, l’eventuale coinvolgimento di altre persone e soprattutto la destinazione dai risparmi contestati.