i dati della cisl di bergamo

Domande di regolarizzazione: prevalgono Colf e badanti, solo 93 dall’agricoltura

La norma era stata fortemente voluta dal Ministro Teresa Bellanova all’interno del Decreto Rilancio per limitare il lavoro nero e regolarizzare la posizione dei braccianti vittime del caporalato

Domande di regolarizzazione: prevalgono Colf e badanti, solo 93 dall’agricoltura
Bergamo, 09 Settembre 2020 ore 13:06

Vi ricordate la norma fortemente voluta dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova all’interno del Decreto Rilancio, per limitare il lavoro nero e regolarizzare la posizione dei braccianti vittime del caporalato? Secondo i dati raccolti dalla Cisl in provincia di Bergamo la stragrande maggioranza delle domande di regolarizzazione riguarderebbero Colf e badanti e non i lavoratori agricoli.

Nello specifico, in provincia sono state presentate 4668 domande di emersione, che diventano 4.756 se si considerano anche le richieste di rilascio di permesso di soggiorno temporaneo (cosiddetto “comma 2”). Per quanto riguarda i lavoratori emersi, 4575 sono relative ai lavoratori domestici e 93 a quelli agricoli. «La nostra esperienza di questi anni, di fatto, è sempre andata in questa direzione, perché moltissime erano le richieste da parte delle famiglie – sottolinea Candida Sonzogni, della segreteria provinciale Cisl -. A maggior ragione oggi, con l’emergenza sanitaria che non è ancora finita, l’esigenza di tutela reciproca si fa ancora più marcata».

Il 36 per cento del totale delle domande ha riguardato l’emersione di badanti. Di questi, l’85 per cento, all’atto della domanda, aveva un contratto a tempo pieno per 54 ore settimanali. Il 62 per cento delle domande ha riguardato l’opzione Colf, con prevalenza di contratto a 25/30 ore. Ora, al datore di lavoro che ha presentato istanza toccherà aspettare la chiamata della Prefettura, oppure procedere alla stesura di un vero e proprio contratto. «Quello della regolarizzazione ed emersione dei rapporti di lavoro nella pratica si è concluso con una risposta parziale alle vere esigenze del mercato – aggiunge Sonzogni -. Escludendo chi opera in settori diversi, come per esempio l’edilizia e la ristorazione, il Decreto ha lasciato tuttora esposti al rischio di sfruttamento, mancanza di tutele e di diritti moltissimi lavoratori stranieri irregolari. Quello che servirà con urgenza sarà ottenere un provvedimento capace di riscrivere le regole sull’immigrazione, sulla cittadinanza e sulle procedure per l’accesso al diritto d’asilo: auspichiamo un concreto atto di coraggio da parte della politica, che vada oltre i provvedimenti estemporanei di emersione».

Dal particolare punto di osservazione di Anolf Cisl Bergamo, il servizio che si è occupato di raccogliere le domande di emersione, emerge che le domande sono state fatte per il 61 per cento da donne provenienti per lo più da Ucraina (39 per cento), Senegal (14 per cento), Marocco (10 per cento) e Bolivia (6 per cento). Infine, soltanto nel 20 per cento dei casi il datore di lavoro è straniero.

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