La protesta della "Monterosso"

Don Orione, una “famiglia” sfasciata senza una ragione

Don Orione, una “famiglia” sfasciata senza una ragione
21 Gennaio 2019 ore 05:00

La Monterosso si compatta attorno al suo presidente. Il sostegno è stato totale fin da subito. Giovedì scorso, in serata, un’assemblea convocata dai vertici della cooperativa ha chiamato a raccolta tutti i dipendenti della Monterosso. Il clima è stato acceso e animato fin dal primo momento. I dipendenti hanno espresso tutto il loro timore per questo passaggio. Si è parlato di liste di dipendenti a rischio che già da tempo sarebbero nelle scrivanie di don Alessio Cappelli: voci di corridoio, per carità. Ma il timore è che l’ingresso della nuova cooperativa sia anche legato a una (per ora) celata volontà di operare dei tagli al personale. Risultato che ora non sarebbe legalmente perseguibile, dato che la cooperativa entrante, per regolamento, sarà costretta a assumere in blocco i dipendenti della Monterosso.

 

[I lavoratori della Monterosso durante l’assemblea di giovedì 10 gennaio]

 

E poco servono a tranquillizzare i lavoratori le rassicurazioni a getto continuo di don Alessio e della Quadrifoglio, cooperativa di Pinerolo che subentrerà nelle attività al Don Orione prima gestite dalla Monterosso: «Chi ci dice che tra sei mesi non comincino a trovare le “giuste cause” per licenziare? E che ne sarà dei vantaggi acquisiti negli anni?». Qualcuno mormora, nel corso dell’assemblea, che don Alessio avrebbe rassicurato alcuni dipendenti presi in disparte dicendo loro che sarebbero stati davvero tutti assunti, e invitandoli a «non fare casino con i sindacati». Sindacati che sono intervenuti, chiaramente, per accertarsi che il cambio ormai certo e imminente non vada a danneggiare i lavoratori, non solo per quanto riguarda un’eventuale perdita del posto di lavoro, ma anche per quello che riguarda privilegi accumulati negli anni (ad esempio anzianità e simili). A questo proposito, don Alessio e la Quadrifoglio hanno garantito massima collaborazione e totale intenzione a non mutare di una virgola le attuali condizioni contrattuali. Ma in molti non si fidano («Come possiamo fidarci di uno che ci ha già tradito una volta», chiedono in molti).

 

 

In generale, l’impressione è che i lavoratori temano questo passaggio anche perché le condizioni di lavoro “sotto” ad Esam, presidente della Monterosso, erano particolarmente positive: «Scordatevi le attenzioni e l’umanità che Esam ha sempre manifestato nei nostri confronti», ammonisce un altro lavoratore al microfono aperto dell’assemblea. Risultato della quale è la decisione, all’unanimità, di cominciare una costante attività di presidio fuori dal Don Orione. Presidio che è prontamente cominciato nella giornata di lunedì, primo giorno in cui la questura ha accordato i permessi ai…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 11 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 24 gennaio. Nella pagina anche l’intervista a don Alessio Cappelli e al presidente di Confcooperative Giuseppe Guerini. In versione digitale, qui.

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