Cronaca
Non c'entra il "tacco 12"

Dove sta il fascino della Boschi (l'han messa su Playboy, vestita)

Dove sta il fascino della Boschi (l'han messa su Playboy, vestita)
Cronaca 21 Luglio 2015 ore 16:51

La notizia non è che la Boschi sia carina. La notizia è che Playboy - al ritorno in edicola dopo un anno di assenza - le ha dedicato un servizio.

Achtung!: non è lei che ha posato in vesti succinte, e nemmeno che si sia fatta intervistare: hanno raccontato la sua vita, hanno usato foto d’archivio che la vedono presente in occasione importanti. Hanno pensato che sarebbe bastato il nesso involontario, automatico, tra il nome della rivista e quello della ministra a rilanciare le patinate pagine tenute a battesimo (ma non mischiamo il diavolo con l’acqua santa) da Paolo Mosca, anni fa.

 

BoschiPlayboy

 

Il primo numero di Wired Italia - il mensile di scienza e tecnologia per tutti - aveva in copertina Rita Levi Montalcini in capelli rampanti e prestigiose rughe. Playboy, la Boschi l’ha relegata all’interno: nella rubrica "Potere e Tacchi a spillo". Forse, però, ha sbagliato collocazione. Dalla biografia risulta infatti che mentre il testo parla di «classe e temperamento su tacco 12», la ragazza è, più semplicemente, una brava ragazza, che andava bene a scuola, che si occupava di politica perché anche in famiglia erano attivi in quel campo, che non sfarfalleggiava da un amorazzo all’altro. «Stuzzica gli italiani, scrive Playboy, ma se si va a caccia "di scheletri nell’armadio o di un passato leggero e piccante", si resta delusi: "Macché, ne escono episodi da cattolica castigata, ordinari fidanzamenti, studi brillanti e il sogno di famiglia che oggi non si concilia con i ritmi frenetici del pubblico incarico"» [Huffingtonpost.it].

Il problema è, come sempre, l’investimento immaginario: quel che si fantastica quando si ha di fronte una bella donna. C’è chi si fa un film a base di champagne e trasgressioni: e allora resta deluso. C’è chi cerca di capire di che pasta sia fatta, da qual miracolo provenga, e allora - di solito - non rimane affatto deluso. Tutt’altro: si rallegra una volta di più che il Massimo Fattor abbia voluto in lei - nella persona che ha davanti - del creator suo spirito graziosa più che altrove orma stampar. Sperando che non sia un’altra bonapartina, ovviamente.

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E poi, ancora con questa storia dei tacchi a spillo. Come se una donna debba per forza andare in giro calzata per attizzare tempeste ormonali o più sottili emozioni. Gran parte del fascino della Boschi è dovuto non ai suoi «trentaquattro anni, capelli biondi, occhi azzurri», come banalmente rileva l’autore dell’articolo. Sono i bambini che disegnano la mamma - o la principessa - in quel modo.

Il fascino della Boschi è nella voce, che ha limato certe asperità dell’originale aretino per diventare fluida come l’acqua d’Arno alla sorgente, cioè quando non ha ancora fatto in tempo a sporcarsi. E nel sorriso - o nella serietà certe volte bambina - che l’accompagna. Immaginatevi la Boschi in bresciano della Val Trompia o in Lecchese stretto: la releghereste immediatamente in fotografia cercando disperatamente di dimenticare il sonoro. O mettetele addosso il cuneese chioccio della Santanché o il siracusano strascicato della Prestigiacomo: cambierebbe tutto.

Noi non siamo delusi quando scopriamo che una ragazza seria e moralmente a posto non solo è anche più carina del minimo sindacale ma si è anche mantenuta seria e pulita nel corso degli anni. A noi, anche se andasse in giro scalza come quella cantante inglese di molte estati fa - Sandy Shaw, si chiamava - farebbe ugualmente piacere averla in Parlamento. Così possiamo vederla ogni tanto a Porta a Porta dove, come si diceva di un detersivo preistorico (OMO), è il confronto quello che convince.

 

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