Un pareggio che vale di più

Il “bandierù” riavvolge la Curva Volti e striscioni di una corrida

Il “bandierù” riavvolge la Curva Volti e striscioni di una corrida
27 Aprile 2015 ore 09:40

Rieccolo, il “bandierù”. Dopo due anni di assenza torna ad avvolgere la curva mentre Atalanta ed Empoli scendono in campo. I vigili del fuoco hanno finalmente dato il via libera: il tessuto non è pericoloso, si può srotolare. Ed è tutta un’altra cosa. Un lenzuolone invece rende omaggio al massaggiatore Ginami e alle sue semi millenarie presenze in panchina: «500 volte grazie, Marcello uno di noi». I nerazzurri assorbono l’energia positiva e la scaricano subito addosso all’Empoli. I toscani però sono fatti di gomma: ripiegano ed assorbono ogni urto. In tribuna c’è anche Messi, nel senso di Luca. Il pugile ha dato l’addio ai guantoni sabato sera, è ospite d’onore. Basta la sua presenza per ispirare l’Atalanta, che mette alle corde i rivali. Denis negli spogliatoi lo imiterà fuor di metafora: Tonelli lo minaccia e lui gli rifila un cazzotto.

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Bomboni & striscioni. Prima del far west finale, però, si scatena la corrida in campo. Atalanta ed Empoli si rincorrono a suon di gol: segna Saponara, ma il pubblico non fa a tempo a soffrire. Moralez e Gomez confezionano il pari in un lampo. Un boato festeggia l’1-1. Ma nella ripresa Maccarone rimanda sott’acqua gli uomini di Reja e qualche fischio inizia a piovere dagli spalti. Poi, all’improvviso, scoppia il bombone. E in curva compare uno striscione: «Sempre a fianco dei nostri amici. Ultras liberi». Il riferimento, puramente voluto, è al processo arrivato a sentenza a inizio settimana. Già che ci sono, i tifosi scandiscono il solito coro contro i nemici giornalisti. Una parentesi, perché poi si torna ad incoraggiare la Dea.

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Calamita in curva. Con il passare dei minuti la curva aumenta la sua forza magnetica. I nerazzurri vengono calamitati verso l’area empolese, che si trasforma in fortino assediato. Quando Denis calcia altissimo, in tribuna Raimondi alza le braccia al cielo. Tradito dalla tensione, il difensore abbandona il seggiolino a otto minuti dalla fine. Ma il gol è nell’aria e arriva a tempo scaduto. Denis la butta dentro con una capocciata delle sue e corre sotto la Nord a raccogliere l’abbraccio del suo popolo. Festeggia fin troppo, tanto da beccarsi il rimprovero di Moralez, che gli urla di rientrare in fretta. Vorrebbe addirittura vincere, il buon Maxi. Ma non c’è più sabbia nella clessidra, l’arbitro fischia la fine. La curva applaude, a volte basta un pareggio per sentirsi felici.

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