Il 14 settembre si riparte?

Scuola, allarme per i posti sui bus. Gori: «Necessario rivedere gli orari di ingresso»

Se la situazione dovesse restare quella attuale, circa il 40 per cento degli alunni rischia di restare a piedi e di non riuscire a raggiungere le aule

Scuola, allarme per i posti sui bus. Gori: «Necessario rivedere gli orari di ingresso»
Bergamo, 29 Agosto 2020 ore 10:54

Tra i tanti nodi da sciogliere in vista del 14 settembre vi è quello del trasporto pubblico locale. Se venisse confermata l’attuale normativa, rimarrebbe a piedi circa il 40 per cento degli studenti. Una soluzione all’italiana al problema pare però averla trovata il Ministro dei Trasporti Paola de Micheli: «Ampliamento del concetto di “congiunto” esteso anche a compagni di classe e colleghi di lavoro, certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio e dei mezzi, obbligo di mascherina chirurgica. A integrare queste regole essenziali, un piano di adozione a bordo dei mezzi di separatori morbidi. Attendiamo una risposta dal Comitato Tecnico Scientifico nelle prossime ore».

Un escamotage che ha suscitato non poche perplessità. Come ha infatti sottolineato a L’Eco di Bergamo il sindaco Giorgio Gori, Palazzo Frizzoni è molto preoccupato in vista della ripartenza scolastica: «Inutile negarlo, qui rischiamo il caos». Nei mesi scorsi era stato convocato un tavolo in prefettura con i dirigenti scolastici, nel corso del quale erano state concordate alcune indicazioni per l’avvio dell’attività didattica. Nell’occasione si era riflettuto sull’opportunità per le scuole superiori di mixare un 40 per cento di lezioni a distanza con altre in presenza, così da riuscire a ridurre la quota di mobilità degli alunni sul territorio. Soprattutto, però, era stata definita una ripartizione degli ingressi in due fasce orarie, alle 8 e alle 10, con altrettante uscite tra le 12 e le 15.

Invece, secondo quanto riferisce Palazzo Frizzoni: la didattica a distanza oscilla tra il 15 e il 20 per cento e anche gli scaglionamenti di inizio e di fine delle lezioni non sarebbero equilibrati (due terzi degli ingressi avverrebbero alle 8 del mattino). Il sindaco Gori, quindi, dalle colonne del quotidiano cittadino ha lanciato un appello ai dirigenti scolastici: «Rivedete le scelte in modo che le fasce orarie siano equamente distribuite». A studenti e genitori non resta che sperare che questo invito venga colto.

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