Aperture sul mercato cinese

È LEGO mania per i regali di Natale E persino la produzione non basta

È LEGO mania per i regali di Natale E persino la produzione non basta
24 Dicembre 2015 ore 11:25

Il regalo più ricercato di quest’anno? Incredibile a dirsi, ma sono gli intramontabili mattoncini Lego. Già ad ottobre infatti era scattato l’allarme: sbagliate le previsioni, le richieste di prenotazioni erano superiori alla capacità produttiva della fabbrica di Billbund in Danimarca e delle altre in varie zone del mondo, in Messico in particolare. «Non riusciremo ad effettuare tutte le consegne fino alla fine dell’anno. Le nostre fabbriche lavorano a pieno regime, faremo di tutto per coprire la domanda. La domanda è straordinariamente elevata, ha superato non solo le nostre attese, ma anche quelle dei nostri clienti», ha commentato con un comunicato l’azienda, per spiegare la probabile insufficienza di rifornimenti.

Già nei primi sei mesi dell’anno si era avuto un segnale con un fatturato superiore del 18 percento, che aveva permesso alla Lego di prendere la leadership mondiale nella fabbricazione dei giochi, superando la Mattel con la sua Barbie. Per il 2016 Lego intanto ha previsto un investimento in Ungheria con l’ampliamento della fabbrica e l’assunzione di 3mila nuovi dipendenti.

 

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Dietro questa felice defaillance della Lego si nasconde però un’altra vicenda: e sono le ambizioni dell’azienda danese verso il mercato cinese. È lì l’obiettivo del futuro ed è probabilmente proprio il mercato cinese ad aver sbancato in questo Natale la produzione dei mattoncini. Il piano è quello di insediare un parco Legoland a Shanghai. Le trattative con il Governo cinese sarebbero in stato avanzato e l’azienda godrebbe del parere favorevole del leader Xi Jinping, che durante il viaggio in Gran Bretagna di ottobre aveva fatto cenno all’operazione.

Per tenersi buone le autorità cinesi la Lego era anche incorsa in un incidente con uno dei più famosi e mediatici artisti di oggi: il cinese Ai Weiwei, una star che ha sempre avuto problemi con il suo Paese e che negli passati era stato anche incarcerato per un breve periodo. Per una sua grande mostra nel frattempo aperta Melburne, Ai Weiwei aveva chiesto alla Lego di potere comperare una grande quantità di mattoncini per realizzare delle opere. La Lego aveva risposto di no, accampando il fatto che si sarebbe trattato di un’opera politica, e quindi contraria alle regole sempre applicate per quanto riguarda i mattoncini. Ovviamente il rifiuto ha avuto un’eco mediatica mondiale, e Ai Weiwei per tutta risposta ha lanciato sui social un appello diffuso a tutti, chiedendo di mandargli mattoncini. Un appello che ha avuto un riscontro clamoroso. Il 21 ottobre su Instagram l’artista poteva annunciare di aver raggiunto il numero di Lego sufficienti. E a Melbourne ha esposto un’opera con suoi autoritratti appunto made in Lego.

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Nonostante la caduta di immagine, l’operazione alla fine si è tradotta in ulteriore pubblicità per l’azienda danese, che ora può annoverare anche un uso artistico dei suoi prodotti. Una moda che sta dilagando: oggi a Roma apre una mostra The art of brick in cui un artista americano espone le incredibili creature realizzate con i  mattoncini. Tra le creazioni c’è anche un dinosauro T-rex di sette metri, e una Venere di Milo a grandezza uno ad uno.

Intanto la casa danese non si culla su tutti questi successi. Per il prossimo anno ha annunciato l’uscita di una nuova linea con il set dei personaggi di Angry Birds, il videogioco cult del nuovo millennio. A maggio uscirà anche il film. Per il prossimo Natale converrà giocare d’anticipo.

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