commissione d'inchiesta covid in lombardia

Commissione d’inchiesta sul Covid in Regione, scontro sulla presidenza a Patrizia Baffi

La nomina è arrivata con il voto compatto della maggioranza. Ira di PD e Movimento 5 Stelle: «Commissione che non ha senso di esistere. Il controllore è stato nominato dai controllati»

Commissione d’inchiesta sul Covid in Regione, scontro sulla presidenza a Patrizia Baffi
26 Maggio 2020 ore 17:43

Non sarà il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella a guidare la Commissione d’inchiesta Covid in Regione Lombardia (come avrebbero voluto Pd e Cinque Stelle), bensì Patrizia Baffi, consigliere originaria di Codogno in quota a Italia Viva.

Jacopo Scandella

La votazione, che si è svolta oggi (martedì 26 maggio), è terminata con 46 voti in favore della nomina di Baffi, mentre Scandella ha raccolto 28 preferenze, seguito da Michele Usuelli con 3 voti (Più Europa), Gregorio Mammì con due (Movimento 5 Stelle). La carica di vicepresidente della Commissione sarà ricoperta da Mauro Piazza, consigliere di Forza Italia.

La nomina di Patrizia Baffi ha scatenato le ire sia del Pd che del Movimento 5 Stelle. Di norma, infatti, sono le opposizioni scegliere mentre in questo caso la maggioranza in Consiglio (composta dal Lega e Forza Italia) ha votato compatta per la rappresentante di Italia Viva. «È a dir poco paradossale che la Commissione d’Inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19, organo preposto a verificare l’operato di Regione Lombardia, venga guidata da un presidente indicato e votato dalla maggioranza e non dalle minoranze – sottolinea il segretario provinciale del PD Davide Casati -. Praticamente, è come se il controllore in Lombardia fosse stato eletto dai controllati, in barba all’imparzialità, al buon senso e alla trasparenza delle istituzioni. Ancora una volta, il centrodestra scrive una brutta pagina di politica, non rispettosa del popolo lombardo. Fa male pensare che a questo giro lo faccia con la complicità di Italia Viva».

Davide Casati, segretario provinciale del Pd

Coincidenza vuole che proprio oggi, ma a Roma, la Giunta per le immunità del Senato ha respinto la richiesta dei magistrati siciliani di rinviare a giudizio Matteo Salvini. Determinante, in questo senso, è stata proprio l’astensione al voto dei tre senatori di Italia Viva. «Con l’elezione di una presidenza non neutrale, la Commissione d’inchiesta non ha senso di esistere: è una farsa – rincara il consigliere regionale lombardo pentastellato Dario Violi -. Alle minoranze spetta la presidenza della Commissione e le nostre indicazioni, con 28 voti su di un candidato, sono state chiarissime. La maggioranza ha eletto una sua candidata, che fa parte di Italia Viva, partito che oggi entra a tutti gli effetti nel centrodestra. È lo stesso gruppo politico che proprio questa mattina ha salvato Salvini da un processo a Roma. Evidentemente la Lega gli ha restituito il favore in Lombardia e, visti i gravi errori che ha commesso nell’emergenza, ha scelto una commissione d’inchiesta schierata a suo favore. La maggioranza ha paura delle proprie responsabilità».

Il consigliere regionale pentastellato Dario Violi

Sempre Violi annuncia: «Non parteciperemo ai lavori di una Commissione d’inchiesta che non offre nessuna garanzia per una valutazione imparziale della gestione dell’emergenza Covid da parte della Regione Lombardia, oltre che un discorso complessivo sulla sanità lombarda. Per parte nostra stiamo valutando la possibilità di avviare un gruppo di lavoro delle minoranze sulla pandemia».

Nel merito della vicenda è intervenuto anche Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva. «Patrizia Baffi sarebbe un’ottima presidente della Commissione d’inchiesta sulla sanità lombarda, sia per competenza che per storia personale. La vergognosa strumentalizzazione della vicenda da parte del PD impone però scelte nette, come sappiamo fare noi. Invitiamo Patrizia a dimettersi. A noi le poltrone non servono, lasciamole al PD».

La Commissione d’inchiesta Covid dovrà concludere i lavori entro 12 mesi dall’insediamento e sarà composta da: Roberto Anelli, Marco Mariani e Alessandra Cappellari (Lega); Gianluca Comazzi, Mauro Piazza e Ruggero Invernizzi (Forza Italia); Marco Fumagalli, Monica Forte e Gregorio Mammì (M5S); Gianantonio Girelli, Carmela Rozza e Jacopo Scandella (PD); Franco Lucente (FdI); Luca del Gobbo (NcI); Manfredi Palmeri (Energie per la Lombardia); Giacomo Cosentino Basaglia (Lombardia Ideale); Viviana Beccalossi (Gruppo Misto); Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti); Patrizia Baffi (Italia Viva) e Michele Usuelli (Più Europa).

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