ha tentato di violentarla

È scossa ma sta bene la 23enne aggredita in casa sua a Ponteranica: le parole dell’aggressore e il grazie ai vicini

Il 37enne, senza fissa dimora, era già stato notato poco prima dell'assalto da una vicina, che aveva prontamente chiamato i carabinieri

È scossa ma sta bene la 23enne aggredita in casa sua a Ponteranica: le parole dell’aggressore e il grazie ai vicini

È ancora molto scossa e provata, ma sta bene la 23enne che, nel pomeriggio di giovedì 18 giugno, è stata aggredita da un 37enne nordafricano in casa sua, a Ponteranica. È riuscita a dormire, ha raccontato a Corriere Bergamo e a L’Eco di Bergamo, e ringrazia i vicini di casa: il loro intervento, infatti, è stato provvidenziale a fermare la violenza in atto.

Il racconto della terribile aggressione

Erano circa le 17.40 quando, quel terribile giovedì pomeriggio, la ragazza ha sentito la porta scorrevole di casa aprirsi. Lei, che vive in una villetta bifamiliare con il padre e la zia paterna in via Valbona, si trovava al piano superiore: stava cambiandosi, pronta a uscire per allenarsi. Immediatamente si è accorta che qualcosa non andava: non poteva essere il padre ad aver aperto la porta, non era in casa e non doveva rientrare a quell’ora.

Si è vestita, ma nel giro di poco si è trovata davanti il 37enne: taglierino alla mano, le ha detto «Ti uccido», e poi delle frasi in arabo che la giovane non ha capito. Con incredibile lucidità, è riuscita a telefonare al padre e a riprendere il suo aggressore con il suo cellulare. Video che, successivamente, è stato consegnato ai carabinieri.

Salvata dai vicini da casa

In un attimo l’uomo le si avventa contro, le strappa i vestiti e la trascina in giardino. È a questo punto che la ragazza inizia a urlare più forte che poteva: le sue grida hanno attirato l’attenzione dei vicini, che sono intervenuti prontamente per aiutarla. Uno di loro è stato anche colpito. È proprio a loro, che l’hanno salvata, che va il ringraziamento della giovane.

Stando ai racconti dei testimoni, il 37enne prima di irrompere in casa si aggirava per via Valbona cercando una certa Aisha. Il suo atteggiamento aveva fatto insospettire una residente, che aveva avvertito i carabinieri già prima dell’aggressione. Gli stessi militari, di Zogno, sono intervenuti successivamente all’assalto, ma l’uomo ha tentato di respingere anche loro.

L’aggressore è un senza fissa dimora

L’aggressore è un tunisino richiedente asilo politico: G.H. è incensurato ed è in Italia almeno dal 2023. Non sembrerebbe avere problemi psichiatrici ed è senza fissa dimora. Pare abbia dormito in via del Galgario per alcune notti, ma in tre anni non risulta ospitato al patronato San Vincenzo, né nella sede di Sorisole che in quella di via Gavazzeni in città.

L’uomo è stato trasferito in carcere, oggi la gip Beatrice Purita lo interrogherà. Gli sono stati contestati i reati di violenza sessuale, violazione di domicilio, rapina per aver strappato una catenina dal collo della giovane, resistenza e lesioni, sia ai carabinieri sia alla 23enne. La giovane, dopo l’aggressione, è stata trasportata in ospedale in codice giallo, poi dimessa con una prognosi di sette giorni.