Vademecum per la scuola

Metti che ci sia un alunno o un docente positivo al Covid, ecco che cosa si dovrà fare

L’istituto non chiuderà necessariamente. L'Ats valuterà la quarantena per gli alunni e i docenti

Metti che ci sia un alunno o un docente positivo al Covid, ecco che cosa si dovrà fare
22 Agosto 2020 ore 16:24

Ora è ufficiale: con un caso positivo al Covid a scuola (altamente probabile visto l’andamento dei contagi e l’inizio fissato tra 23 giorni) l’istituto non chiuderà necessariamente. È quanto stabilisce il vademecum redatto dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con i ministeri della Salute e dell’Istruzione, Inail, la Fondazione Bruno Kessler e le regioni Emilia-Romagna e Veneto, che esamina tutte le situazioni che potranno verificarsi all’interno delle scuole, compresa la gestione degli alunni o del personale scolastico con sintomi compatibili con il virus (tosse, affanno, diarrea, dolori muscolari…) o con la temperatura corporea superiore a 37,5 gradi.

Ogni scuola dovrà nominare un referente Covid, che avrà il compito di dialogare con l’Ats (nei dipartimenti di prevenzione dovrà esserci un medico di riferimento per ogni istituto) e che dovrà essere avvisato ogni volta che si presenterà un caso sospetto. Inoltre, negli istituti dovrà esserci un registro sul quale saranno riportati tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e le eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula.

Nei casi di sospetto Covid alunni o personale verranno accompagnati in una stanza di isolamento. Se minori, verranno avvisati i genitori e non saranno lasciati soli. Gli studenti con un’età superiore ai 6 anni dovranno indossare la mascherina e mantenere le distanze da chi effettuerà la sorveglianza. Il referente Covid dovrà anche misurare la febbre al ragazzo con un strumento che eviti il contatto, mentre i genitori la dovranno provare ogni mattina prima di uscire di casa. Una volta isolati, i possibili malati verranno sottoposti a un primo triage telefonico dal pediatra o dal medico di base che, se lo riterranno necessario, richiederanno il tampone alla Ats. Se personale scolastico o alunni dovessero stare male a casa, si dovrà comunque avvisare il proprio medico.

In caso di tampone positivo l’Ats effettuerà tutte le verifiche sui contatti stretti delle 48 ore precedenti ai sintomi e la scuola dovrà essere sanificata. Il ritorno a scuola sarà possibile soltanto dopo due tamponi di controllo negativi. L’Ats valuterà se imporre la quarantena ai compagni di classe e al personale scolastico, così come verrà valutata caso per caso (sempre da parte dell’Ats) la chiusura di una scuola o parte di essa in base al numero di casi confermati e del livello di circolazione del virus nella comunità.

In caso di tampone negativo effettuato in seguito a sintomi sospetti, invece, il test potrà essere ripetuto dopo un paio di giorni a discrezione del medico. Infine, qualora un alunno risultasse un contatto stretto di un asintomatico, l’Ats potrà valutare di effettuare sia tampone sia la quarantena. Al contrario, se uno studente o parte del personale sono conviventi di un verranno messi in quarantena.

Help desk

Per assicurare un ritorno sicuro a scuola, il Ministero dell’Istruzione ha anche fatto sapere che da lunedì, 24 agosto,  partirà il servizio cosiddetto “help desk” al quale potranno fare riferimento tutti gli istituti in caso di dubbi o quesiti in merito all’inizio del nuovo anno scolastico. Il servizio sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Il fronte della ripresa scolastica ad ogni modo non è affatto compatto, con Governo e sindacati che si scambiano da giorni attacchi reciproci. A dividerlo ulteriormente ci ha pensato Vincenzo de Luca, lo “sceriffo” presidente della Regione Campania che, dopo aver minacciato di chiudere i confini regionali, anche per la scuola ha deciso di fare di testa propria. Il governatore ha infatti definito irrealistica la previsione nazionale del monitoraggio della temperatura corporea a casa, annunciando di volerla misurare agli alunni nelle scuole.

Infine, un aggiornamento dall’estero: in Germania, dove la scuola è iniziata da tre settimane in 9 dei 16 Lander, già oltre cento scuole sono state nuovamente chiuse parzialmente o definitivamente. La notizia è stata riportata dal Corriere della Sera. Considerando le premesse della ripresa scolastica in Italia, con attacchi e litigi continui tra le parti, contagi in aumento e linee guida pubblicate a soli 23 giorni dalla ripresa c’è soltanto da augurarsi che “il Cielo ce la mandi buona”.

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