Inefficaci il divieto di avvicinamenti e il divieto di dimora nel Comune di Palosco applicati nel maggio 2025: un 45enne marocchino residente a Bolgare, a fronte di reiterati episodi di violenza nei confronti dell’ex compagna, è stato arrestato e trasportato in carcere lo scorso 19 giugno. Il Tribunale di Bergamo ha infatti disposto l’aggravamento della misura cautelare.
Ha tentato di soffocare la ex compagna, poi ha distrutto casa
L’episodio più recente e grave risale alla tarda serata dello scorso 10 maggio, intorno alle 22.40, quando i carabinieri di Calcio sono intervenuti d’urgenza nell’abitazione della vittima residente a Palosco. L’indagato, violando deliberatamente le prescrizioni restrittive a cui era sottoposto, si è introdotto all’interno in evidente stato di alterazione psicofisica, dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti e all’abuso di alcool.
Il 45enne, le cui iniziali sono K.Y., ha quindi avanzato pretese di natura sessuale nei confronti dell’ex compagna e, dinanzi al suo categorico e legittimo rifiuto, ha dato in escandescenze, aggredendo fisicamente la donna e stringendole forte le mani al collo. Un’aggressione interrotta grazie all’intervento della madre, convivente con la vittima, che ha cercato di allontanare l’uomo.
Ne è nata una colluttazione, in cui entrambe le donne sono finite a terra. L’uomo, prima di dileguarsi, ha minacciato e insultato pesantemente il padre della vittima, disabile e allettato che è tuttavia riuscito a dare l’allarme contattando il numero di emergenza 112. Nel frattempo, il 45enne ha sfogato la propria furia distruggendo diversi mobili della casa, tra cui un tavolino e un lampadario di vetro, ferendosi a sua volta a una mano e lasciando vistose tracce di sangue sul pavimento.
«La voglio sfregiare con l’acido, mandarla in coma»
Le indagini, condotte dai carabinieri di Calcio e Martinengo, hanno tracciato un quadro indiziario estremamente allarmante. L’uomo non era infatti nuovo a simili condotte violente, motivate da un’esasperata gelosia e da un costante desiderio di controllo nei confronti della ex compagna. Tra i dettagli più inquietanti emersi dai verbali, figurano precedenti minacce di morte: il 45enne paventata di voler «sfregiare con l’acido» la donna o di «mandarla in coma». In un episodio l’aveva costretta con la forza a salire a bordo di un’auto contro la sua volontà.
Già nel corso del 2025 l’indagato era stato deferito dall’Autorità giudiziaria per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Successivamente, all’imposizione delle prime misure cautelari nel maggio 2025, lo stesso aveva già violato i divieti in almeno altre due accertate occasioni, il 30 maggio e il 7 luglio 2025, rendendosi protagonista di ulteriori accese liti in pubblico.
Sebbene la donna si fosse presentata lo scorso 13 maggio negli uffici della stazione dei carabinieri di Martinengo per sottoscrivere un verbale di dichiarazione orale di rinuncia alla querela, l’attivazione immediata delle tutele d’urgenza previste dal protocollo “Codice Rosso” ha consentito alla Procura della Repubblica di Bergamo di procedere d’ufficio per garantire la massima protezione del nucleo familiare.
Nell’ordinanza di misura cautelare, il giudice ha evidenziato come la condotta perpetrata dal 45enne denoti una totale e assoluta incapacità di autocontrollo, una palese e reiterata inosservanza delle prescrizioni impartite dall’Autorità giudiziaria e una spiccata pericolosità sociale data dal comportamento fortemente aggressivo. Nel provvedimento viene inoltre sottolineato come il soggetto avesse già rifiutato, in passato, l’applicazione del braccialetto elettronico.
Tale rifiuto, unito all’escalation di violenza e all’uso di sostanze stupefacenti, ha impedito la formulazione di qualsiasi prognosi favorevole circa la sua capacità di rispettare misure meno severe. Pertanto, valutata come del tutto inidonea l’ipotesi degli arresti domiciliari, la custodia cautelare in carcere è stata decretata come l’unico strumento idoneo a salvaguardare l’incolumità delle vittime.