Urlava, bestemmiava e ha pure spintonato don Ottorino Baronio (nella foto). Un cinquantenne, italiano, ha dato in escandescenze nella mattinata di ieri, martedì 3 novembre, al Santuario di Caravaggio. A bloccarlo ci hanno infine pensato i carabinieri, con il supporto della polizia locale: lo hanno portato in caserma.
Fermato e portato via dai carabinieri
Era mattina, i fedeli erano riuniti nella piccola cappella dell’Adorazione a lato dei confessionali per un momento di adorazione, quando all’improvviso un uomo intorno ai cinquant’anni ha fatto irruzione. Subito, ha raccontato il rettore monsignor Massimo Calvi ai colleghi di PrimaTreviglio, ha iniziato a urlare, bestemmiando e lanciando improperi. Grande lo spavento dei presenti: don Baronio, che in quel momento si trovava in uno dei confessionali, è uscito per cercare di calmarlo.
L’intervento del parroco non è però bastato a fermare le ire dell’uomo, che ha cominciato a dare in escandescenze. Don Baronio ha perciò deciso di terminare l’adorazione, ha preso l’ostensorio per riporlo nel tabernacolo, ma mentre saliva sull’altare è stato aggredito dal cinquantenne che lo ha seguito cercando di strapparglielo di mano. Il sacerdote è riuscito a chiudere il tabernacolo, ma ne è nata una colluttazione. L’uomo ha preso a calci anche le sedie: nemmeno l’intervento del sacrestano e di un fedele è riuscito a fermarlo.
È stato perciò necessario richiedere l’intervento dei carabinieri, giunti al Santuario con la polizia locale. L’uomo è stato quindi ammanettato e caricato, non senza fatica, in auto per essere trasportato in caserma. Non è chiaro chi sia il cinquantenne: nessuno dei fedeli lo aveva mai visto e non sembra nemmeno esserci una causa scatenante dietro l’aggressione. «Quando sono arrivato – ha raccontato il rettore – tra improperi e bestemmie l’ho sentito pronunciare frasi sconnesse, tipo “Mi sono confessato”, ma non era vero. Oppure “Dio perdona”, “Non mi perdona”, e così via».