Ernia inguinale: nuove tecnologie per ottenere risultati d’eccellenza

Ernia inguinale: nuove tecnologie per ottenere risultati d’eccellenza
25 Settembre 2019 ore 09:02

L’ernia inguinale è una patologia irreversibile e progressiva che si manifesta a seguito del cedimento delle strutture muscolo-tendinee che compongono il l’inguine, determinando la fuoriuscita dell’intestino o di parte di esso. Di solito, i soggetti che ne sono affetti, a fine giornata, stando in piedi presentano una deformità, che viene accompagnata a un forte senso di gonfiore o di dolore, che può propagarsi anche al testicolo o alla parte interna della coscia.

Il fastidio tende ad aumentare in caso di sforzi fisici, poiché il sacco erniario fuoriesce maggiormente. Se si preme con la mano la zona inguinale è possibile ridurre l’ernia e limitare, almeno temporaneamente, i sintomi. Tuttavia, questi continueranno immancabilmente a ripresentarsi. A lungo andare, inoltre, l’intestino erniato può andare incontro a ischemia e necrosi, una complicanza che viene definita ernia strozzata.

Questa può manifestarsi in maniera improvvisa e senza nessun tipo di preavviso, ma nella maggior parte dei casi si verifica a seguito di sforzi fisici intensi. Per questa ragione, una volta diagnosticata la patologia, viene sconsigliata l’attuazione di sport o di lavori pesanti, almeno fino all’intervento chirurgico, che deve essere eseguito da uno specialista, in modo da garantire ottimi risultati.

 

Metodologie di intervento per eliminare l’ernia inguinale

Esistono vari metodi per curare l’ernia inguinale. L’intervento tradizionale, che prevede l’impiego di tecniche chirurgiche a cielo aperto, richiede una convalescenza più lunga. Avvalendosi, invece, delle tecniche mini-invasive robotiche o laparoscopiche (TAPP e Robotic TAPP), il paziente può tornare a condurre una vita normale a distanza di pochi giorni dall’intervento.

Del resto, per riparare i tessuti danneggiati viene utilizzata una retina più morbida e il suo inserimento avviene attraverso accessi di dimensioni millimetriche, attraverso l’impiego di una fibra ottica o di un robot. Queste due tecnologie, che sono richieste soprattutto dagli sportivi, sono utili anche per intervenire in caso di trattamento di recidive di ernia inguinale, dove si presenta il problema di dover agire in corrispondenza di tessuti già precedentemente modificati.

L’utilizzo della chirurgia mini-invasiva permette di risolvere questo tipo di problema, poiché consente di intervenire in tessuti ancora intatti, così da ridurre il più possibile il rischio di eventuali lesioni operatorie. Il dottor Antonio Darecchio, direttore di équipe Chirurgica Robotica della Clinica Columbus di Milano, ha la maggiore esperienza clinica in Italia, con il più alto numero di pazienti operati. Del resto, per attuare questo tipo di intervento è necessario essere iper-specializzati, in modo da evitare pericolose complicanze.

 

I centri italiani abilitati all’intervento laparascopico o robotico

Questo tipo di intervento laparoscopico o robotico non prevede particolari controindicazioni. Per tanto tutti i pazienti affetti da ernia inguinale sono dei possibili candidati alla chirurgia mini-invasiva. Il problema maggiore è riuscire a trovare un ospedale italiano in cui in questa tecnica innovativa venga praticata in maniera routinaria e che disponga di una strumentazione adeguata e di personale altamente preparato per eseguirla.

Attualmente negli Stati Uniti e in Nord Europa l’intervento TAPP e R-TAPP per l’ernia inguinale è la regola, mentre nel Bel Paese vi sono ancora degli ostacoli da superare, poiché non eseguibile in convenzione con il SSN a causa degli elevati costi della sala operatoria e dei materiali impiegati.

Fortunatamente, esistono dei centri di eccellenza provvisti di tecnologia robotica di ultima generazione, dove opera il dottor Antonio Darecchio, che ha maturato delle elevate competenze professionali, grazie alla sua permanenza presso strutture all’avanguardia in Confederazione Elvetica.

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