I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Treviglio hanno arrestato un 36enne di origine albanese, irregolare sul territorio nazionale, a seguito di un inseguimento avvenuto intorno alla mezzanotte di sabato 7 febbraio a Cologno al Serio. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato dopo aver tentato la fuga mentre, assiede ad un complice, era a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta risultata rubata.
Controllo in via Brescia e la fuga
Intorno alla mezzanotte, i militari hanno notato in via Brescia l’auto con targa straniera e due persone a bordo. A insospettirli sarebbero stati i guanti da lavoro indossati dai due occupanti. Alla richiesta di fermarsi, il conducente ha invece accelerato, cercando di sottrarsi al controllo con manovre pericolose.
Inseguimento e tentativo di speronamento
Da quel momento ne è poi nato un breve inseguimento durante il quale, secondo quanto fornito dalle ricostruzioni, il fuggitivo avrebbe anche tentato di speronare l’auto di servizio. Poco dopo i due uomini hanno abbandonato il veicolo in un campo agricolo e sono scappati a piedi. I carabinieri sono però riusciti a bloccare il conducente, mentre il complice è riuscito a dileguarsi.
Resistenza e identificazione
Quando è stato raggiunto dai carabinieri, l’uomo ha opposto resistenza colpendoli con calci e pugni nel tentativo di fuggire. È stato infine immobilizzato e identificato come A.N., classe 1988, cittadino albanese con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.
Attrezzi sequestrati e auto rubata
La perquisizione personale e del veicolo ha permesso di rinvenire un coltello a serramanico, un manganello telescopico, un palanchino di circa un metro, una mazza da 10 chili, grimaldelli e altra attrezzatura utilizzata per forzare serrature e cilindri. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che la targa era clonata e che l’auto risultava rubata a Pozzo d’Adda, in provincia di Milano.
Misura cautelare
L’uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato anche per ricettazione, possesso ingiustificato di grimaldelli e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Dopo l’udienza con rito direttissimo del 9 febbraio, è stata disposta nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Treviglio, con obbligo quotidiano di firma presso i carabinieri.