La paura vince sulla convenienza

Il flop dell’asta sul “Btp Italia” (che non è una buona notizia)

Il flop dell’asta sul “Btp Italia” (che non è una buona notizia)
Cronaca 20 Novembre 2018 ore 10:52

Non è andato bene l’esordio del primo titolo emesso da quando è entrato in carica il nuovo governo “gialloverde”. Nella prima giornata di collocamento il Btp Italia a quattro anni ha registrato ordini per “soli” 481,3 milioni di euro. Solo in un’altra occasione, era il giugno del 2012, il Btp Italia aveva fatto peggio, con sottoscrizioni ferme a 218 milioni di euro. Per fare un raffronto a maggio il Btp Italia, sempre indicizzato all’inflazione, ma allora a otto anni, con tasso cedolare dello 0,55 per cento, contro i quattro anni e il minimo dell’1,45 per cento del Btp emesso lunedì, venne richiesto per oltre un miliardo di euro all’ora di pranzo del primo giorno dedicato ai piccoli risparmiatori. C’era anche in quel momento incertezza, nel senso che si era in assenza di governo. Lo spread era assestato sui 160 punti ma già in deciso aumento. Lunedì lo spread era quota 322. Alla fine vennero venduti 7,7 miliardi di titoli. Per il 73 per cento tra gli istituzionali furono compratori italiani, seguiti da tedeschi e britannici. Invece tra gli acquirenti retail i compratori italiani furono il 78 per cento del totale delle richieste che stavano dentro contratti fino a cinquantamila euro.

 

 

Eppure il Btp offerto lunedì 19 alla platea dei risparmiatori (i grandi investitori scenderanno in campo invece giovedì) era un prodotto interessante. Come ha spiegato il documento di accompagnamento preparato dal Tesoro, è «indicizzato all’inflazione italiana, pensato soprattutto per le esigenze del mercato retail» in quanto «fornisce all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi italiani, con cedole che offrono un tasso reale annuo minimo garantito», pari in questo caso all’1,45 per cento. Una percentuale che è un minimo garantito: il tasso definitivo sarà fissato infatti al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore. Si è trattato del rendimento minimo più alto offerto dallo Stato negli ultimi quattro anni, segno che il Tesoro sia consapevole della difficile fase sui mercati dei bond. Come ha spiegato Il Sole 24 Ore «questo rendimento garantisce un’ampia copertura dell’inflazione per i prossimi quattro anni». Oltretutto il vantaggio di acquistarlo in sottoscrizione è quello di non pagare commissioni e chi lo porta a scadenza ha anche un bonus fedeltà. Insomma è un prodotto appealing a detta degli esperti.

 

 

Va ricordato che il Btp Italia, ebbe il suo debutto nel 2012. Era stato studiato e voluto dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, quale strumento per mettere in più stretta connessione i piccoli risparmiatori italiani e il Tesoro. Come si spiega questa freddezza dei piccoli risparmiatori di fronte all’offerta pur interessante del Tesoro? In questa fase dell’anno, con le scadenze fiscali in arrivo, le famiglie si trovano con poca liquidità. Soprattutto pesa il clima di incertezza e paura sul fronte dei conti pubblici e dello spread, che spinge molti risparmiatori a restare alla finestra e lasciare i propri soldi in banca, anziché portarli allo Stato. Per la Lega e il suo leader Salvini non è una buona notizia. Era stato il vice premier a confidare sul fatto che le famiglie avrebbero sposato la strategia anti Bruxelles del Governo con una scelta “autarchica” di farsi carico di una fetta del debito. Invece il rialzo del tasso di interessi è stato per ora percepito come un trucco del governo per fare cassa, senza alcuna garanzia che verrà tenuta fede agli impegni.

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