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Nuova frenata dei contagi: a Bergamo 8349 positivi, 289 in più rispetto a 24 ore fa

Nuova frenata dei contagi: a Bergamo 8349 positivi, 289 in più rispetto a 24 ore fa
28 Marzo 2020 ore 07:08

Dopo due giorni con molte più ombre che luci che avevano smorzato l’ottimismo di molti, i dati forniti oggi (sabato 28 marzo) dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera tornano a far sperare in una frenata nel numero dei contagi.

Nella Bergamasca sono 8349 i positivi al Covid-19, 289 in più di ieri. Se paragonato alla giornata di venerdì si tratta di una forte riduzione, quando i numeri erano saliti di 602 unità. Nella sola città di Bergamo sono 1035 le persone che hanno contratto il virus (41 in più rispetto a ieri, il giorno prima si erano registrati 62 casi).

Anche in Lombardia i numeri lasciano spazio alla fiducia. I soggetti positivi al Covid-19 sono 39415 (2117 in più rispetto a ieri, il giorno prima l’incremento era stato di 2409 persone). Il numero di pazienti ricoverati è di 1152 (solo 15 in più di ieri, il giorno precedente erano stati 456 i nuovi accessi). A questi si devono aggiungere 1319 persone in terapia intensiva (27 in più, un dato in linea con il gionro prima quando erano aumentate di 29 unità). «Tra questi dati positivi però continua a salire di molto il numero delle vittime, arrivate a 5944, con 542 decessi in più nelle ultime 24 ore», commenta Gallera. In provincia di Bergamo sono 1759 le vittime di Coronavirus accertate, con un aumento rispetto a ieri di 142 persone decedute.

Per quanto riguarda il dato regionale relativo ai decessi, si tratta del secondo più alto che è stato registrato da quando è iniziata l’emergenza sanitaria; nella giornata di ieri si erano registrate 541 nuove vittime. «Se si esclude il numero delle vittime, che ci addolora sempre, si tratta di numeri nel complesso positivi – prosegue l’assessore regionale -. Negli ultimi giorni a Bergamo c’è stata anche una flessione significativa nel numero delle telefonate al 118, con un picco verso il basso».

L’assessore regionale al welfare è anche entrato nel merito della questione relativa al numero di tamponi effettuati in Lombardia. «Ad oggi ne abbiamo fatti 102 mila, siamo la regione italiana che ha fatto il maggior numero di test – ha spiegato -. Abbiamo sempre basato le nostre decisioni sulla base delle linee guida che ci sono state fornite dai comitati scientifici nominati dal Governo e dall’Istituto superiore di sanità. Inizialmente abbiamo fatto un numero molto alto di tamponi, ma il 26 febbraio ci è stato comunicato che i tamponi dovevano essere fatti solo ai pazienti sintomatici. Questa disposizione è stata poi ribadita anche dall’Organizzazione mondiale della sanità. Tuttavia abbiamo cercato di ampliare il più possibile la capacità di analisi dei test. Il 26 febbraio avevamo a disposizione solo 3 laboratori, mentre ora ne sono disponibili 22, per una capacità di analisi giornaliera di 5 mila tamponi al giorno. Abbiamo anche richiesto ad ulteriori laboratori privati di aiutarci nell’analisi dei test».

Inoltre, da oggi una nuova Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) si aggiungerà alle 5 già esistenti nella Bergamasca; 3 di queste saranno assegnate ai territori di Alzano, Nembro e Albino per la cura dei pazienti Covid a domicilio. Si amplierà anche l’orario delle visite, che andrà dalle 8 alle 20, consentendo di effettuare 90 visite domiciliari al giorno. «Saranno anche messi a disposizione ulteriori posti letto, per l’isolamento dei pazienti: 28 si aggiungono ai 92 attualmente occupati al Winter Hotel Grassobbio, 120 saranno messi a disposizione al Cristallo Palace di Bergamo e ulteriori 100 all’Hotel La Muratella».

Infine, come ha reso noto la Protezione civile, oggi pomeriggio è atterrato a Colonia un aereo della Luftwaffe con a bordo 6 persone trasferiti dal reparto di terapia intensiva dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. È la prima volta che sei pazienti vengono trasferiti in biocontenimento con un unico volo, un’operazione coordinata grazie alla Cross (Centrale remota operazioni soccorso sanitario) di Pistoia, la Centrale di risposta attiva dal 7 marzo.

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