Le parole del tecnico in vista del Napoli

Vince il Napoli, ma la Dea s’è dimostrata grande

Vince il Napoli, ma la Dea s’è dimostrata grande
19 Gennaio 2018 ore 07:00

Secondo tempo

Al 55′, pazzesca occasione per il Napoli e strepitoso salvataggio della difesa nerazzurra: solita azione dei partenopei, con Insigne che piazza dalla sinistra, con il destro, un cross sul palo lontano per Callejon, che di testa va a colpo sicuro ma è bravissimo Berisha a parare con un riflesso. La palla rimane lì e Mertens sembra ben piazzato per appoggiarla a rete, ma a questo punto è Masiello a salvare tutto con un grande intervento. Chapeau. Cinque minuti dopo, grande occasione per la Dea, con Ilicic chiuso all’ultimo da Albiol. Al 63′, primo cambio per l’Atalanta: fuori uno Spinazzola anche oggi deludente e dentro Gosens. Al 65′, purtroppo, il Napoli passa: perfetto lancio in profondità di Callejon, alle spalle di Caldare, per Mertens, che è in posizione regolare e batte Berisha con un destro potente e preciso. Napoli in vantaggio. Al 70′, risponde l’Atalanta con un grandissimo sinistro dal limite di Cristante, ma Reina vola e va a togliere la palla proprio dall’angolino in alto alla sua destra. Che occasione! Mentre Sarri toglie Insigne per Hamsik, Gasp risponde inserendo Haas al posto di Ilicic, avanzando quindi Cristante dietro Cornelius. Al 78′, ultimo cambio per i nerazzurri: fuori Toloi, dentro Orsolini e si passa quindi a un 4-3-3. Gli ultimi minuti sono un tentativo di assalto nerazzurro, con il Napoli che sa benissimo l’importanza di questa vittoria e si copre tentando di ripartire. Al 92′, Hamsik la chiude, ma l’arbitro (con l’aiuto del Var) annulla per fuorigioco. Nonostante ciò, la Dea non riesce a passare e al 95′ circa l’arbitro fischia la fine: Napoli batte Atalanta 0-1 a Bergamo. Peccato, ma i nerazzurri anche oggi si sono dimostrati una grande, in grado di giocarsela alla pari con la prima in classifica.

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Primo tempo

Partita bella, combattuta, ma senza particolari acuti né da una parte né dall’altra. Il Napoli parte forte e prova subito a tessere la propria tela di passaggi per imbrigliare l’Atalanta, che però si difende con ordine e riesce a non subire mai la superiorità tecnica avversaria. Anzi, i nerazzurri, dopo qualche difficoltà in avvio, riesce a trovare le giuste misure soprattutto per sfondare sulle fasce e a farsi vedere davanti. Nonostante questo, non arriva nessuna vera e limpida occasione da gol nella partita. Al 43′, meravigliosa chiusura difensiva di Masiello su un tentativo di incursione in area di Callejon. Da applausi, in generale, la fase difensiva nerazzurra in questa prima frazione, con anche Cornelius e Ilicic spesso protagonisti in ripiegamenti.

 

 

Formazioni ufficiali

Splende il sole sopra Bergamo e i tanti tifosi nerazzurri accorsi al Comunale per assistere alla prima partita di campionato dopo la breve sosta invernale. Sfida affascinante: Atalanta-Napoli, due formazioni che giocano il miglior calcio d’Italia. I partenopei puntano a mantenere la testa della classifica, la Dea sogna invece un’altra vittoria contro una grande squadra per continuare la sua corsa europea. Ma ecco le formazioni scelte da Gasperini e Sarri:

Atalanta (3-4-2-1): Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola; Ilicic, Gomez; Cornelius. Allenatore: Gasperini.

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho, Zielinski; Insigne, Mertens, Callejon. Allenatore: Sarri.

 

Conferenza pre partita
di Fabio Gennari

Tanta voglia di rendere nuovamente lo stadio di Bergamo un fortino, la curiosità di ripartire contro una grande come il Napoli cercando punti importanti e la volontà di continuare la corsa in campionato per centrare ancora l’Europa. Gian Piero Gasperini ha incontrato la stampa a Zingonia prima della sfida al Napoli ed ecco le dichiarazioni del mister alla stampa.

 

 

Come stiamo dopo la sosta. «È stato un periodo di vacanza per tutti, i ragazzi sono rientrati, stanno bene e non ci sono problemi. Ci siamo allenati con un ottimo spirito in questa settimana, è stata una pausa piacevole visto che è iniziata con la vittoria di Roma, ma ora la testa di tutti è diretta ai tanti impegni che ci attendono. Ci saranno tre, quattro mesi molto importanti, abbiamo tante partite su tutti i fronti e non vediamo l’ora di affrontarle».

Il lavoro fisico. «Abbiamo fatto un lavoro un po’ diverso perché la pausa è stata più lunga. Lo stop, dal punto di vista mentale, è stato giusto: credo fosse necessario per staccare da tutti gli impegni che abbiamo avuto e i tanti allenamenti fatti. Tra 15-20 giorni giocheremo in continuazione per tre settimane e quindi il lavoro come sempre sarà fatto per cercare di arrivare pronti ad ogni appuntamento».

A Napoli sono preoccupati. «Non credo che debbano preoccuparsi, giocare contro di noi non è una passeggiata per nessuno ma loro sono primi in classifica e i valori li hanno eccome. Dovremo essere bravi a non farci condizionare dai buoni risultati fatti, il Napoli punta forte sul campionato e noi dobbiamo essere al meglio. Siamo in corsa in tutte le competizioni ma quella dove, forse, abbiamo più possibilità di giocarci ancora l’Europa è il campionato. Dobbiamo fare meglio del girone di andata, noi cercheremo di fare punti ovunque e domani dobbiamo pensare solo al Napoli e alle difficoltà del match: serve grande concentrazione, il campionato è fondamentale. In casa dobbiamo tornare ad essere molto forti, il nostro fortino è qui e a Bergamo dobbiamo strappare punti a tutti».

Sarri spesso incartato. «È vero, ma domani è un’altra storia. Aver fatto bene nelle partite passate serve per avere spunti e cercare di ripetersi ma non dobbiamo pensare alle sfide già in archivio. La sfida è determinante, in casa ci giocheremo molte possibilità di fare ancora un grande girone di ritorno. In generale comunque l’Atalanta ha messo in difficoltà un po’ tutte le grandi: abbiamo vinto con la Roma, il Milan oltre che con il Napoli, mentre con la Juve abbiamo fatto due ottimi pareggi. Abbiamo anche perso però, ogni gara è particolare: per noi sarà dura ma vogliamo renderla dura anche per loro. Il passato aiuta a sapere che possiamo vincere ma domani sarà dura».

 

 

La formazione di domani. «Non ho dubbi particolari, a parte de Roon ci siamo tutti. Mi spiace per la sua assenza perché sta giocando molto bene, in queste gare la sua assenza è molto più pesante ma ci organizzeremo lo stesso. Gosens? Abbiamo soluzioni, nelle ultime giornate abbiamo visto anche ragazzi che hanno giocato bene nonostante il poco spazio avuto finora. Questo è molto importante per le gare a venire. Rispetto a qualche mese fa abbiamo più giocatori inseriti negli automatismi: le prestazioni danno fiducia».

Cornelius e Petagna. «Andreas ha fatto molto bene, può cresce ancora. Contro Napoli e Roma ha fatto molto bene, è in grande evoluzione e sta migliorando sempre di più. Domani potrebbe giocare ma c’è anche l’opzione Ilicic centravanti. L’unico un po’ in difficoltà guardando a come è entrato a Roma è Petagna. In questo momento è stato un po’ fuori dal coro, probabilmente ha bisogno di decantare un attimo per ritrovare le motivazioni giuste: non può essere che, con la squadra in dieci, lui a Roma entri in campo con quell’atteggiamento. Abbiamo comunque altre soluzioni, in futuro Cornelius e Petagna possono anche giocare insieme anche se non è che io sia molto propenso a lasciare fuori Gomez e Ilicic…».

Squalificato, dove vedrà la gara? «Mi nascondo sotto qualche cartellone… (ride, ndr). In Pitch View non si può stare, devo proprio sparire. Vediamo dove mi posizionerò».

I complimenti. «È un periodo in cui arrivano tantissimi attestati di stima, li condivido con il gruppo e con gli altri dello staff oltre che con la società. L’anno scorso è stato grandioso, era difficile ripetersi e ci stiamo riuscendo. Ora arriva un periodo che sarà tosto ma lo affrontiamo con entusiasmo: avremo tre volte la Juve, due volte il Borussia, ma anche la Fiorentina, il Napoli e la Sampdoria. Prediamo tutto come una grande opportunità, se facciamo risultato l’autostima continuerà a crescere in modo esponenziale».

Aeroporto bloccato due volte, entusiasmo al top. «Il calcio e lo sport in generale insegna che se vinci gli altri si preparano per batterti. Bisogna sempre stare attenti a non pensare che sia tutto scontato, adesso serve maturità ma credo che tutto l’ambiente sia sempre con i piedi in terra. Non vedo il pericolo di giocare con presunzione pensando di essere una squadra fortissima. Sotto questo aspetto sono fiducioso e tranquillo perché vedo grande umiltà e non c’è pericolo di esaltarsi troppo».

Napoli e Atalanta belle da vedere. «Lascio fare ad altri queste classifiche, io dico solo che quando c’è il Napoli in tv mi diverto sempre a guardarlo. Sento dire lo stesso anche di noi ma in generale, nel nostro campionato, ci sono tante buone partite. Spesso vedo in Serie A partite più belle rispetto a campionati molto più propagandati. Il ritorno sarà difficile per tutti, lo dico anche guardando il mercato che sta caratterizzando il nostro campionato».

 

 

Il mercato. «L’Atalanta non ha bisogno di niente. A proposito di questo, ci tengo a salutare Kurtic: ha manifestato la voglia di giocare di più e con continuità e quindi lo capisco. Il ringraziamento è doveroso per quello che ci ha dato e per come si è sempre comportato. Gli auguro il meglio alla Spal».

Turnover diverso tra Napoli e Atalanta. «Credo che tra noi e il Napoli la differenza sia nella necessità di vincere sempre e comunque. Non è semplice scendere in campo sempre con questo spirito, anche per noi è dura se scendiamo in campo senza qualche cardine della squadra, faccio l’esempio del Papu. Noi normalmente abbiamo meno l’obbligo di vincere e l’ingresso in campo di chi è appena arrivato diventa un’opportunità, le rose molto numerose non servono molto, ma è chiaro che i valori sono diversi e non puoi avere due squadre uguali».

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