Atto vandalico

Gesto choc a Calolziocorte: strappata una copia della Lettera agli Ebrei

Il testo è stato prelevato, domenica 26 gennaio, dalla casetta dei libri al monastero del Lavello e distrutta. Altro che Giorno della Memoria...

Gesto choc a Calolziocorte: strappata una copia della Lettera agli Ebrei
27 Gennaio 2020 ore 16:29

Gesto choc a Calolziocorte alla vigilia del Giorno della Memoria: strappata la Lettera agli Ebrei. L’inquietante episodio è avvenuto ieri, domenica 26 gennaio, 24 ore prima prima della giornata che commemora le vittime dell’Olocausto. Un “semplice” atto di vandalismo, se così si può definire il gesto di strappare un libro messo a disposizione della comunità nella cassetta del book crossing, oppure un “messaggio” decisamente spaventoso in un momento che dovrebbe ricordare a tutti l’orrore vissuto e la necessità che esso non si ripresenti mai più? Una domanda lecita, quella che si pone il Giornale di Lecco, e che lascia aperto un interrogativo che preoccupa non poco.

Il gesto, come detto, è avvenuto nei pressi del monastero del Lavello, dove è posizionata una cassetta per la condivisione pubblica dei libri. Tra i volumi presenti c’era anche una copia della Lettera agli Ebrei di San Paolo, testo presente nel Nuovo Testamento nel quale il profilo e la missione di Gesù sono delineati tramite il confronto con la figura del sommo sacerdote nell’Antico Testamento. Il suo genere letterario è molto discusso. Ben più che una lettera o un’omelia, il testo risulta essere un «trattato per i cristiani di origine ebraica ed etnica ora ellenizzati». Il testo, anonimo, è stato accostato al nome di Paolo di Tarso sin dai tempi più antichi, ma la critica antica e moderna ha escluso quasi concordemente questa attribuzione.

Il libro è stato prelevato, strappato e poi gettato a terra. Un atto deprecabile di per sé e in ogni momento, ancor più in questi giorni dove in più parti si è assistito ad un rigurgito antisemita. Basti pensare alla scritta «qui ebrei» comparsa a Mondovì sulla porta della casa di una deportata e staffetta partigiana, Lidia Beccaria Rolfi, scomparsa nel ’96 e dove oggi abita il figlio.

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