Vicenda scottante

«Già nel 2016 mi chiesero di passare le soluzioni»

«Già nel 2016 mi chiesero di passare le soluzioni»
27 Luglio 2019 ore 01:00

La vicenda dell’Istituto tecnico aeronautico “Locatelli” si complica e diventa ancora più scottante. È emerso che anche alla maturità del 2016 si sarebbe verificato un episodio non propriamente limpido: secondo la testimonianza di un’insegnante, allora ci fu un professore che risolse la prova di matematica e che diede agli studenti le indicazioni necessarie a svolgerla esattamente. L’accusa arriva dopo che la settimana scorsa il nostro giornale ha pubblicato la notizia del professore “beccato” dagli agenti della Guardia di finanza e dagli Ispettori regionali a risolvere il compito di matematica alla cattedra, davanti agli studenti, durante la prova della maturità, nello scorso mese di giugno. Il professore era stato immediatamente sospeso e sostituito dalla presidente della commissione d’esame con un altro docente dell’Aeronautico. Ispettori e agenti della Guardia di Finanza erano intervenuti in seguito a una segnalazione arrivata all’Ufficio scolastico provinciale, segnalazione anonima, ma molto circostanziata. Insomma, una segnalazione che richiedeva una verifica. Nella lettera si diceva che in quella mattina del 20 giugno un insegnante dell’istituto Aeronautico avrebbe risolto la prova di esame di matematica per fornire poi la soluzione agli alunni.

 

 

La nuova accusa. Una ex docente dell’Aeronatico interviene e racconta la sua storia, che risale al giugno del 2016: «Durante l’esame di Stato – dice la docente – venni fatta chiamare in segreteria. Sapevo che non potevo lasciare l’aula, ma comunque pensai che si trattasse di qualcosa di grave, e andai. Invece, arrivata in segreteria, mi dissero che era pervenuta, dall’esterno, la soluzione della prova di esame di matematica: la dovevo fare visionare agli alunni senza che i commissari esterni se ne accorgessero. Io mi rifiutai». Ma la storia non finisce lì. La docente tornò in classe, ma dopo circa un’ora entrò un altro professore. «Passò tra i banchi con lo smartphone acceso e sulla schermata c’erano vari passaggi matematici. Protestai in maniera forte: non potevo accettare un comportamento così scorretto, illegale»…

 

Articolo completo a pagina 11 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 1 agosto. In versione digitale, qui.

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