Cronaca
Il figlio: «Non so cosa darei per riaverlo»

Il giallo del muratore di Sarnico scomparso nel nulla un anno fa

Il giallo del muratore di Sarnico scomparso nel nulla un anno fa
Cronaca Aggiornamento:

Al caso si sono interessati anche programmi di successo come Chi l'ha visto? e La vita in diretta. Ma neppure gli appelli video hanno portato novità. Di Franco Fiorini, muratore 45enne residente a Sarnico ma originario di Bosa, cittadina sarda in provincia di Oristano, non si hanno notizie oramai da un anno. Era infatti la mattina del 13 febbraio 2016 quando Fiorini uscì di casa per non farvi più ritorno. Le ricerche scattarono oltre 48 ore dopo, la sera del 15 febbraio, ma dell'uomo nessuna traccia.

 

[L'abitazione di Franco Fiorini]

 

Nelle prime ore, le ricerche furono intense e vi presero parte, oltre agli uomini della compagnia dei Carabinieri di Sarnico, anche una cinquantina di persone tra Vigili del Fuoco di Bergamo, Unità cinofile da soccorso di Sondrio e Varese, il nucleo Tas (Topografia applicata al soccorso) di Bergamo, il nucleo speleo alpino fluviali (Saf), una quindicina di volontari della Protezione civile di Sarnico e gli agenti della Polizia locale. Purtroppo, però, tanti sforzi sono risultati vani: nel pomeriggio di mercoledì 17 febbraio non si era ancora riusciti a trovare nessuna pista. Sono stati setacciati il ripido versante collinare fronte Sarnico, le zone lacuali della cittadina lacustre e le zone fluviali lungo il fiume Oglio, sino a Capriolo, ma senza alcun riscontro. Nei giorni successivi si alzarono anche in volo gli elicotteri per le perlustrazioni dall’alto e droni telerilevanti dedicati al ritrovamento dei dispersi. L’intera area del Sebino è stata battuta con questi mezzi, come hanno raccontato gli abitanti dei paesi confinanti con Sarnico, ma il grande impiego di mezzi è risultato essere purtroppo vano.

 

[L'ufficio postale di Sarnico dove è stato trovato il furgoncino di Fiorini]

 

A distanza di un anno, è Federico Fiorini, il figlio ventenne del muratore, studente al Serafino Riva di Sarnico, a parlare sulle pagine de L'Eco di Bergamo: «Per mesi ho sperato che papà tornasse. È una vicenda che mi ha segnato, non so cosa darei per riaverlo o almeno avere notizie certe. Sono stati dodici mesi pesanti». Più che un appello, parole di amara e dolorosa rassegnazione. È stato proprio Federico ad aver visto per ultimo il padre. Erano le 8 circa di sabato 13 febbraio 2016. Un saluto veloce, come sempre. Poi il nulla. Le ricerche, coordinate dal pm Emanuele Marchisio, hanno portato fino al furgoncino di Fiorini, parcheggiato nell’area antistante l’ufficio postale di Sarnico situato tra via Cordarolo e via Foppe. Il mezzo era fuori uso perché, come si è scoperto grazie alle telecamere del Comune poste nell'area, la sera del 12 febbraio, mentre Fiorini si trovava sul furgoncino insieme a una donna con cui ha poi passato la notte (il muratore era separato), ha fatto un piccolo incidente con una Opel Meriva guidata da un 46enne di Sarnico. Quest'ultimo ha raccontato che lo scontro era stato di poco conto, ma il mezzo di Fiorini era ko e così si è offerto lui di accompagnare a casa l'uomo e la donna. Fiorini e il 46enne si erano poi dati appuntamento la mattina successiva, alle 8.30, per sistemare la questione dell'incidente. Ma a quell'appuntamento il muratore non si è mai presentato.

 

 

Gli investigatori, naturalmente, hanno seguito anche questa pista e quella della donna che ha passato con Fiorini la notte, ma senza trovare nulla. Tutti i familiari e gli amici più stretti dell’uomo sono stati ascoltati dagli inquirenti, compresa la madre del figlio di Fiorini, Federico, e il ragazzo stesso, residenti ad Adrara San Martino. L’obiettivo era riuscire a trovare delle zone d’ombra nella vita dell’uomo oppure capire cosa possa aver provocato la sua scomparsa. Ma, a quanto pare, non ne sono state trovate di tali da giustificare la sua scomparsa, né volontaria (del resto aveva lasciato a casa tutto, dai documenti al cellulare) né imposta da qualcun altro. È passato un anno, ma la sensazione è che ancora si brancoli nel buio più fitto.

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