in via San Martino Vecchio

Giallo sulla morte di un quarantenne a Torre Boldone: forse colpito da un furgone che non si è fermato

Si è accasciato a bordo strada, ma era già stato notato in stato confusionale prima: non è chiaro se la causa sia un malore o un incidente

Giallo sulla morte di un quarantenne a Torre Boldone: forse colpito da un furgone che non si è fermato

È una morte ancora con delle ombre quella di Daniel Buttice. Quarant’anni, residente ad Albino, è morto in via San Martino Vecchio a Torre Boldone: l’allarme è scattato nel pomeriggio di ieri, 18 giugno. L’uomo è stato trovato a terra, senza vita, ma se inizialmente si pensava a un malore, ora gli inquirenti stanno indagando su un possibile incidente con un furgoncino, che non si sarebbe fermato a prestare soccorso.

Una testimone ha visto un furgoncino…

Secondo quanto è stato possibile ricostruire, il quarantenne è stato notato in stato confusionale verso le 16: pochi minuti prima dell’allarme, era entrato nel bar tabaccheria Niki, che dista pochi metri dal punto in cui è stato ritrovato a terra. Il titolare ha raccontato a Corriere Bergamo che Buttice gli avrebbe chiesto una birra, negata: si vedeva che non stava bene, ha detto, barcollava.

L’uomo si sarebbe poi seduto a uno dei tavolini fuori dall’esercizio, sembrava fosse sul punto di addormentarsi. Il titolare si sarebbe quindi accertato delle sue condizioni di salute, ma il quarantenne avrebbe risposto di stare bene e che sarebbe andato. Si è quindi incamminato verso il sottopasso, lungo via San Martino Vecchio, un tratto di strada senza marciapiede a ridosso della superstrada.

Si è accasciato a terra all’altezza dell’incrocio con via Imotorre, dove tra l’altro sono presenti delle telecamere di videosorveglianza. Se, inizialmente, si pensava a un malore, nelle scorse ore la tragedia ha piuttosto preso i contorni di un incidente. Ci sarebbe anche una testimone: una donna, che ha raccontato di aver visto l’uomo camminare a zig zag e sbandare verso il centro della strada, dove un furgoncino lo ha sfiorato.

Lei, con la sua auto, si trovava proprio dietro il mezzo. Ha notato due uomini che sono scesi dal mezzo e lo hanno aiutato a spostarsi sul ciglio della strada, prima di ripartire per Bergamo, senza prestare effettivamente soccorso né fermarsi a chiamare il 112. Inizialmente l’uomo, ha raccontato la testimone al quotidiano, parlava: lei e altre persone accorse sul posto gli hanno chiesto dove abitasse. «Ad Albino», ha risposto.

In un attimo, però, la situazione è precipitata: il quarantenne ha iniziato a farfugliare, dire parole confuse, che non avevano senso, in preda alle convulsioni. Infine, si è accasciato sull’asfalto: è stato a quel punto che i presenti hanno allertato il 112, che ha inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica da Bergamo. Purtroppo, nonostante i tentativi di rianimarlo, per lui non c’è stato nulla da fare.

Il furgoncino sarebbe stato individuato. Ora le forze dell’ordine stanno indagando per risalire all’esatta dinamica, mentre il pubblico ministero ha disposto l’autopsia per chiarire la causa della morte del quarantenne.