Inquietante

Giovane molestata su un bus e poi aggredita in centro a Bergamo, il Comune respinge l’attacco della Lega

I fatti sono avvenuti nel pomeriggio del 25 novembre. L'aggressore era appena stato processato per furto. L'attacco di Ribolla (Carroccio), la risposta della Giunta

Giovane molestata su un bus e poi aggredita in centro a Bergamo, il Comune respinge l’attacco della Lega

I fatti sono avvenuti il pomeriggio di martedì (25 novembre), ma sono diventati noti solo ieri, sabato 29 novembre, quando il 27enne bengalese è comparso davanti al giudice con le accuse di violenza privata, lesioni aggravate, minacce, percosse e molestie. Proprio il 25 novembre era stato processato per aver rubato bottiglie di alcolici, giubbotti e zaini in una Lidl.

Le molestie sul bus e l’inseguimento

In quella occasione, il giudice aveva disposto l’obbligo di firma, dicendo no alla richiesta del pm (il carcere). Appena due ore dopo quell’udienza, il 27enne si trovava sul bus Atb della linea 5 diretto da Lallio a Bergamo. Lì ha incontrato una sua connazionale di 23 anni. La giovane era appena uscita da lavoro e, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, lui ha tentato di approcciarla. Davanti al rifiuto della 23enne, l’uomo ha iniziato a insultarla pesantemente.

Le cose sono degenerate quando la giovane è scesa dal bus, in via Zambonate. Il 27enne l’ha seguita e lei, impaurita, lo ha fotografo e ha inviato le immagini al fidanzato, scrivendogli i suoi timori. L’aggressore se ne accorge, tira fuori dalla zaino una bottiglia, la rompe e inizia a minacciare la sua connazionale con quell’arma improvvisata.

L’aggressione in via San Lazzaro

La giovane tenta la fuga, ma il 27enne la insegue, continuando a brandire la bottiglia rotta e continuando a insultarla. Intanto, la 23enne telefona al fidanzato e gli chiede di raggiungerla. Lui, come ha poi raccontato a Bergamonews, sebbene fosse a lavoro avvisa le forze dell’ordine e poi esce per andare da lei.

Nel frattempo, però, la giovane è stata raggiunta dal 27enne, che la prende per un braccio e la trascina all’interno di un portone in via San Lazzaro, Lì la colpisce con dei pungi e la graffia al viso. Come riporta al Corriere Bergamo, il racconto della ragazza è stato poi confermato dal referto del pronto soccorso.

L’intervento del fidanzato e l’arresto

È a quel punto che una ragazza di 25 anni sente le urla della donna. Apre il portone e vede il 27enne aggredire la giovane. Chiama immediatamente il 112, ma le forze dell’ordine, contattate dal fidanzato della vittima, erano già per strada. Il 27enne, forse sentendosi braccato, prova a scappare, ma viene fermato poco più avanti dal compagno della 23enne, giunto in quel momento sul posto. Pochi secondi dopo arrivano anche degli agenti della polizia, che prendono in consegna l’aggressore.

Ieri, davanti al giudice, il 27enne ha negato tutto, affermando di essere lui la vittima e dicendo che è stata la 23enne ad aggredirlo. Pochi giorni prima aveva negato anche il furto alla Lidl. I precedenti raccontano di diversi furti e di un permesso soggiorno scaduto e non rinnovato. Questa volta, il giudice dispone il carcere e aggiorna il processo al 14 gennaio.

La Lega attacca l’Amministrazione

Intanto, però, il caso diventa di dominio pubblico e in città si scatena la polemica politica. Alberto Ribolla, consigliere comunale della Lega, in un comunicato afferma: «Non è pensabile che nel cuore della città, in pieno giorno, una ragazza non possa spostarsi in sicurezza, né sui mezzi pubblici né a piedi. Il fatto che l’aggressore fosse libero, nonostante precedenti e un procedimento avviato poche ore prima, rende la vicenda ancora più inquietante. È ormai evidente un progressivo degrado della sicurezza urbana, con episodi sempre più frequenti di molestie, aggressioni, furti e situazioni di pericolo su autobus, nelle vie del centro e nelle aree di maggior passaggio».

Poi l’accusa alla Giunta: «Continua purtroppo a minimizzare, dipingendo una città che nei fatti non corrisponde più alla realtà quotidiana vissuta da cittadini, commercianti, donne e giovani. L’assenza di un piano organico di sicurezza, la scarsità di controlli, il mancato presidio costante delle zone critiche e l’incapacità di prevenire situazioni note da mesi dimostrano una grave superficialità da parte dell’amministrazione comunale, ostaggio soprattutto della componente di estrema sinistra, poco pragmatica e molto ideologizzata. (…) Bergamo merita di essere una città sicura, non una città in cui si vive nella paura o nell’incertezza».

Sindaca e assessore: «Inaccettabile strumentalizzazione»

Poche ore dopo, la risposta della sindaca Elena Carnevali e dell’assessore alla Sicurezza, Giacomo Angeloni:

«La notizia delle minacce e dell’aggressione subite da una ventitreenne a bordo di un autobus Atb a Lallio, dove viaggiava anche un uomo irregolare sul territorio e recentemente processato per furto, desta profonda inquietudine. Condanniamo con fermezza quanto accaduto e abbiamo contattato la vittima per esprimerle la solidarietà dell’Amministrazione comunale, consapevoli di quanto la paura possa paralizzare le donne e rendere difficile chiedere aiuto.

Grazie all’intervento dei passanti e all’allerta del fidanzato nel lanciare l’allarme, le forze dell’ordine sono potute intervenire evitando conseguenze più gravi.

Tuttavia, riteniamo inaccettabile che un episodio così delicato venga strumentalizzato per attribuire unicamente all’Amministrazione comunale la responsabilità della sicurezza e ordine pubblico che è invece in capo allo Stato.

La Lega è al governo e ha la responsabilità diretta della sicurezza. È fondamentale collaborare con tutte le istituzioni per sviluppare strategie efficaci e potenziare le risorse dedicate alla sicurezza urbana e all’organico delle forze dell’ordine, come richiesto da tutti i sindaci in sede Anci: richieste che, purtroppo, non hanno trovato riscontro nella legge di bilancio.

La nostra Amministrazione continua a operare sul territorio in sinergia con le forze dell’ordine e a pianificare interventi concreti – come l’implementazione della videosorveglianza, il presidio e la riqualificazione degli spazi urbani – con l’obiettivo di garantire il benessere della comunità. Dobbiamo affrontare la realtà con responsabilità, attuando misure concrete invece di rifugiarsi nella retorica.

Ci auguriamo che il consigliere comunale della Lega voglia rivolgersi al proprio governo affinché vengano applicate le leggi sull’allontanamento e siano garantiti maggiori sostegni agli enti locali. Le risorse previste in legge di bilancio, infatti, risultano insufficienti, anche a causa dei vincoli sulle assunzioni. La realtà è che – dei tanto proclamati allontanamenti, rimpatri, potenziamenti delle forze di polizia e sostegni agli enti locali – non vi è, ad oggi, alcuna traccia.

Anche nella nostra città, come in altri Comuni della Bbergamasca colpiti da gravi reati – indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni – chiediamo che si passi finalmente ad azioni concrete di sostegno ai territori, perché sono quelle davvero utili e vantaggiose, soprattutto per le cittadine e i cittadini».