Comunali 2019

I giovani a Gori: «Ricandidati!»

I giovani a Gori: «Ricandidati!»
Cronaca 28 Settembre 2018 ore 09:25

Se si potesse prendere Giorgio Gori, dividerlo fisicamente in due, lasciare il Gori uomo alla sua vita e fare due chiacchiere con il Gori politico, probabilmente alla domanda «come stai?» risponderebbe: «Così così». Perché la sconfitta in Regione è stata molto più pesante di quel che si meritava, perché in quel momento il nostro sindaco forse - non lo sapremo mai - era l’uomo giusto nel momento sbagliato della storia. Perché quel giorno ha probabilmente pagato il prezzo di essere il candidato di un partito in caduta libera, rappresentante di un’idea, per farla breve, demodè. Si aggiunga la consolidata tradizione di centrodestra della Regione Lombardia, e il trionfo di Attilio Fontana appare quasi logico, elementare, scontato. E così Gori è costretto a rincasare in città, da sconfitto, tra le accuse di essere tornato dalla moglie “tradita” solo perché l’amante lo ha  scaricato: accuse che fanno male a Giorgio, bergamasco nell’anima, di cui tutto si può dire tranne che non ami la sua città. Eppure, nonostante l’inferno di volantini recanti la scritta «Gori tradisce Bergamo» e un’opposizione più forte e sicura che mai, lui ha scelto di portare a termine il suo mandato. Comunque, dalle elezioni del 4 marzo, Bergamo non ha smesso di chiedersi se sulla scheda elettorale delle prossime comunali (previste per il prossimo anno) comparirà il nome dell’attuale sindaco, se Giorgio abbia voglia e intenzione di candidarsi e se eventualmente gli converrebbe farlo. Lo abbiamo chiesto ai “suoi” cittadini, e questo è quello che ci hanno risposto tra le strade della città. Un'anticipazione: tra i giovani Gori è particolarmente popolare. Anche per chi non lo potrà nemmeno votare...

 

 

In cinque gruppi. Si dividono grosso modo in cinque gruppi: quelli che lo manderebbero a “casa” (anche se a casa... ci è già!); quelli che lo vorrebbero come rivale credibile del candidato dei partiti di riferimento (leggasi senza troppi problemi centrodestra e M5S); quelli che se dovesse candidarsi lo voterebbero, ma che a lui personalmente consiglierebbero di lasciar perdere per vari motivi; quelli secondo i quali Gori ha fatto troppo bene in questi anni per poterne fare a meno. I primi sono i più irriducibili, quelli che come Maurizio M., 58 anni, ex gestore di un distributore di benzina, proprio non lo possono vedere: «Più che di lui, si tratta del suo partito, che negli ultimi anni non ha mai portato nulla di buono. E poi non mi piace il suo modo di porsi, mi ricorda troppo Renzi». Sulla stessa linea troviamo diversi intervistati (nel nostro caso, grosso modo, circa una decina), a dir la verità tutti al di sopra dei 48 anni: il più giovane di questo gruppo di irriducibili è infatti Antonio Sonzogni, 48 anni appunto, che spiega: «Dopo quello che ha combinato con la storia della Fara non lo voglio più vedere. In generale non mi piaceva nemmeno prima, e poi io non li voto quelli del Pd». Più moderati invece, anche se comunque oppositori, diversi altri intervistati, come Cristian E., 38 anni, che spiega: «A parte che io non voterò qui a Bergamo perché sono iscritto ad Alzano, in ogni caso consiglierei certamente a Gori di candidarsi, se non altro perché è giusto che alle elezioni si presentino personaggi con un po' di potere. E poi, già essere del Pd al giorno d’oggi è un handicap, ci manca solo di candidare degli sconosciuti. Almeno lui può conquistare il voto di qualcuno che lo può valutare in base al suo lavoro. Che, da esterno, mi sembra abbastanza positivo». Per l’infermiera pubblica di 55 anni Valentina V., Gori deve ricandidarsi: «Perché una città come Bergamo deve essere coperta chiunque sia il vincitore. Io se le elezioni fossero oggi probabilmente darei il mio voto a candidati di altri partiti. Però se dovesse vincere la sinistra, preferirei lo facesse con Gori perché almeno qualcosa ha fatto».

I principali sponsor. Ma il sindaco trova i suoi più convinti sostenitori tra i giovani. Merito forse dell’immagine che...

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 9 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 ottobre. In versione digitale, qui.