Cronaca
Un giro di soldi da 100 milioni di dollari

Gli arresti alla Fifa per corruzione

Gli arresti alla Fifa per corruzione
Cronaca 27 Maggio 2015 ore 15:43

«Questa indagine non è una buona notizia per la nostra immagine, ma lo è per la nostra pulizia. Non è un momento felice, ma possiamo dire che è una buona giornata perché ci aiuterà a fare chiarezza e pulizia», sono queste le parole con cui un visibilmente preoccupato Walter De Gregorio, responsabile della comunicazione e pubblic affairs della FIFA, ha commentato il blitz effettuato in mattinata e che ha portato all’arresto di 14 dirigenti di spicco della federazione che governa il calcio mondiale.

I fatti. Questa mattina, intorno alle 7, gli agenti in borghese dell’Ufficio federale di giustizia svizzero (Ufg), su mandato dell’FBI americana (dopo che la corte federale di Brooklyn si era pronunciata in merito), hanno arrestato 14 dirigenti della FIFA, riuniti presso il Bar au Lac Hotel di Zurigo per un meeting con il presidente Sepp Blatter, in vista delle elezioni del 29 maggio. I nomi dei soggetti in stato di fermo e che verranno estradati negli Stati Uniti sono: Jeffrey Webb, Eugenio Figueredo, Jack Warner, Eduardo Li, Julio Rocha, Costas Takkas, Rafael Esquivel, José Maria Marin, Nicolas Leoz, Alejandro Burzaco, Aaron Davidson, Hugo Jinkis e Mariano Jinkis. Tramite una nota ufficiale, le autorità svizzere hanno fatto sapere che l’accusa è quella di corruzione, frode, riciclaggio di denaro e associazione a delinquere in merito all’operato degli ultimi 24 anni (dal 1991 ad oggi). Nel mirino ci sono appalti legati all’assegnazione dei Mondiali 2018 in Russia e 2022 in Qatar, si parla di tangenti per una cifra totale che gravita intorno ai 100 milioni di dollari, oltre agli accordi su marketing e diritti televisivi legati alle manifestazioni sportive in America Latina.

 

 

La CONCACAF. La nota del Dipartimento di Giustizia americana aggiunge che le autorità hanno fatto irruzione nel quartier generale della CONCACAF (Confederation of North and Central America and Caribbean Association Football). Due dei fermati, Jeffrey Webb ed Eduardo Li, sono rispettivamente il presidente ed il commissario esecutivo della confederazione americana. Secondo l’accusa, i fermati avrebbero pagato funzionari sportivi nei vari Paesi in cambio di diritti televisivi e di sponsorizzazione sui tornei di calcio nell’America Latina, tra cui la Copa Libertadores («I reati sono stati ideati e preparati negli Stati Uniti e i pagamenti sono stati effettuati tramite banche USA», ha scritto l’Ufg). Sembrerebbe che l’indagine sia partita da Charles Blazer, a lungo segretario generale della CONCACAF, che, indagato per una tassa non pagata durante il suo operato, si era offerto per registrare le sedute degli organi alti della FIFA, collaborando segretamente con la polizia americana.

I Mondiali 2018 e 2022. L’FBI sta da tempo investigando sulla FIFA e le indagini hanno subito una netta accelerazione grazie all’aiuto dell’avvocato americano Michael Garcia, da sempre sospettoso sulle modalità di assegnazione dei Mondiali. Walter De Gregorio, nella conferenza stampa di questa mattina, ha detto che la FIFA è pronta a collaborare con le autorità, dichiarandosi però parte lesa. Inoltre ha tranquillizzato tutti sul regolare svolgimento delle due edizioni dei Mondiali che sono finite nell’occhio del ciclone. Stessa tranquillità che si vive a Mosca: il ministro dello Sport Vitali Mutko ha infatti evidenziato come nessuna delle persone “incriminate” abbia a che fare con l’assegnazione dei Mondiali del 2018.

 

 

Blatter e le elezioni. Da parte sua Sepp Blatter non è indagato (De Gregorio: «Il presidente Blatter non è coinvolto e non è tenuto a lasciare l’incarico»), ma è costretto a far fronte ad un’accusa gravissima del suo mandato, proprio a pochi giorni da quello che tutti gli esperti avevano indicato come una formale riconferma. Non si è fatta attendere infatti la reazione dell’unico candidato che fronteggerà Blatter, il principe giordano Ali bin Al Hussein che ha definito questo come «un giorno triste per il calcio». Ricordiamo che Blatter è presidente della FIFA da 17 anni, da quando nel 1998 prese il posto del brasiliano Joao Havelange (“sotto” il quale fu segretario generale dal 1981); mentre il principe giordano è rimasto l’unico candidato sfidante, a seguito delle recenti rinunce dell’olandese Michael van Praag e dell’ex campione lusitano Luis Figo, che hanno deciso di ritirarsi per sostenere lo sfidante del numero uno attuale della FIFA.

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