Tipo indossare una t-shirt

Gli errori più comuni dei giovani durante un colloquio di lavoro

Gli errori più comuni dei giovani durante un colloquio di lavoro
19 Maggio 2015 ore 07:35

Secondo un sondaggio realizzato nel Regno Unito, uno dei motivi di maggior preoccupazione degli under 30 sono i primi colloqui di lavoro. Potrà sembrare banale, ma come in tutte le cose della vita, solo l’esperienza potrà darci quella necessaria sicurezza e maturità che ci permette di evitare errori banali. Requisiti che un giovane non ha ancora strutturato. Per certi versi è anche giusto così: sbagliare fa parte della vita. Però, in certi casi, se si può evitare è meglio, no? Pertanto è giusto che i più giovani facciano le loro esperienze e sbattano anche un po’ la testa, ma vogliamo cercare di dargli una mano ad evitare che il primo colloquio di lavoro diventi una vera tragedia greca. Come? Raccontandovi quelli che, secondo molti professionisti, sono gli errori più comuni che i candidati compiono quando vengono messi alla prova durante un colloquio di lavoro o comunque quando cercano lavoro. Anche perché i curriculum, spesso, dicono poco o niente della persona che ci si trova davanti. Dunque già evitare questi errori sarebbe non poca cosa. Poi, si sa, può sempre succedere di tutto. Ed errare è umano: anche i datori di lavoro ne terranno conto, statene certi.

 

Avere un alito cattivo

Ebbene sì: l’alitosi è un problema che è costato molti più colloqui di lavoro di quanti se ne potrebbero pensare. Per fortuna la soluzione è assai semplice: una cicca alla menta pochi minuti prima del colloquio e tutto andrà per il meglio. Ricordatevi però di buttarla via prima di iniziare, ruminare non aiuta certamente la vostra immagine.

 

Raccontare il romanzo della vostra vita

Un colloquio di lavoro è una piccola finestra aperta su di voi: è impossibile permettere al vostro interlocutore di avere un’immagine complessiva di voi. Dovrete essere quindi bravi a offrire, in poche battute, una descrizione il più possibile completa e (possibilmente) positiva. Vita privata, studi, carriera: tutto riassunto in poche, rapide e concise battute. La narrazione è fondamentale, ma non annoiare chi vi sta di fronte ancora di più. Un buon modo per essere certi di non esagerare è scrivere la presentazione di voi stessi e poi, davanti a un amico, ripeterla, tagliando le parti inutili.

 

Essere sarcastici e negativi

A meno che non siate a dei provini per una pubblicità di dentifrici, sorridere  32 denti non serve. Ma, allo stesso tempo, non dovete essere neppure eccessivamente sarcastici o negativi. Ricordate che la persona che sta parlando con voi, teoricamente, potrebbe passare gran parte del suo tempo futuro in vostra compagnia. Chi vorrebbe stare vicino a un musone? Per evitare di dare questa immagine non serve granché, giusto quel tocco di simpatia e un sorriso ogni tanto, nei momenti giusti.

 

Essere arroganti

È vero, se siete lì è perché, probabilmente, qualcuno è interessato ad assumervi. Però volate basso: non avete ancora nessuna certezza e, soprattutto, nel mondo ci sarà sempre e comunque qualcuno più bravo di voi. Non diciamo di buttarvi giù e deprimervi, ma essere consapevoli di ciò vi aiuterà a non apparire arroganti. State certi che anche senza di voi, l’azienda che vi voleva assumere continuerà a vivere. Ricordatevi sempre che siete lì non per fare un favore a chi vi sta incontrando, ma per vendervi. Vendervi, vendervi e vendervi (metaforicamente parlando, s’intende).

 

Essere impreparati sul settore in cui opera l’azienda

Dovrebbe essere logico, ma molto spesso, soprattutto in questi tempi di vacche magre, capita che ai colloqui si presentino persone completamente impreparate sul settore in cui opera l’azienda per cui si sta facendo il colloquio. Se il vostro desiderio è lavorare per una società di software e, alla domanda su cosa ne pensiate degli ultimi sistemi operativi lanciati sul mercato, la vostra risposta è un: “Ehm…”, non sperate di lasciare a bocca aperta chi vi sta intervistando. La cosa migliore per evitare questi momenti di gelo artico durante un colloquio è prepararsi prima, scrivendo magari alcuni punti fondamentali da sapere sul settore in cui opera la società.

 

Indossare una t-shirt

Non importa che siate giovani, cool e belli: i colloqui di lavoro sono occasioni formali, che necessitano un vestiario adatto. Niente magliette di gruppi musicali, anzi, proprio niente magliette se siete uomini. Camicia d’ordinanza e via. Se siete donne, invece, evitate i top eccessivamente scollati e le gonne troppo corte. Sappiamo che il pensar comune (d’influenza decisamente maschilista) fa immaginare che queste siano armi in più nel vostro repertorio, ma non è così. Vestite alla moda, ma comunque in maniera elegante, senza esagerare. Se siete belle, tanto, lo si nota comunque (ma conta poco).

 

Inquadrare camera vostra durante un video-colloquio

Con la globalizzazione sempre più giovani decidono di lanciarsi alla ricerca di un lavoro all’estero. In questi casi le società tengono i colloqui di lavoro attraverso Skype, ovvero attraverso le webcam. Un’abitudine in voga da diverso tempo negli Usa, dove gli spostamenti sono certamente più complicati che in Italia date le distanze. In questo caso, però, anche se potete restare tranquillamente a casa, non fatevi prendere eccessivamente la mano: vestitevi comunque eleganti e scegliete di collegarvi con il vostro interlocutore in una stanza il più possibile anonima. Mostrarsi nella propria cameretta non aiuta certamente. Evitate, inoltre, che proprio durante la video-intervista vostra madre vi urli dietro dal paino di sotto.

 

Negoziare lo stipendio

Sappiamo bene che non si vive di solo aria e che i soldi sono importanti, ma ci sono momenti in cui parlarne e altri in cui è meglio rimandare. Il primo colloquio fa parte della seconda categoria. Fare domande sullo stipendio già alla prima occasione non vi farà fare una bella figura, soprattutto perché nessuno sa ancora se sarete voi i prescelti per il posto di lavoro in palio. Ricordate che in gioco, al vostro pari, ci sono molte altre persone. Più andrete avanti nelle fasi dei colloqui, più la vostra posizione si rafforzerà. E, di conseguenza, anche la vostra posizione in una possibile contrattazione dello stipendio.

 

Usare, su curriculum e profili social, foto imbarazzanti

L’evoluzione tecnologica permette oggi, partendo da un semplice nome, di sapere tutto su una persona, a partire dal suo volto. Un tempo l’unica informazione fisionomica su un pretendente a un posto di lavoro era la foto allegata al curriculum: oggi questa c’è ancora, ma ci sono anche i canali social. Fate attenzione, quindi, alle foto che scegliete di usare. In alcuni lavori, infatti, anche i social network sono fondamentali e avere lì foto imbarazzanti potrebbe compromettere la buona riuscita del vostro colloquio di lavoro.

 

Essere eccessivamente ottimisti sul proprio futuro lavorativo

Spesso c’è addirittura chi scrive nel curriculum le proprie ambizioni lavorative, pensando, così facendo, di fare colpo. Errore! A chi legge il vostro curriculum e a chi vi incontra per un colloquio interessano soprattutto le vostre esperienze passate, le vostre passioni e il vostro carattere. I sogni nel cassetto lasciateli lì dove sono, almeno per ora.

 

Voler apparire a tutti i costi… diversi

Chi offre un posto di lavoro cerca affidabilità, concretezza, certezze. Spesso anche creatività ed esuberanza, ma c’è un limite a queste caratteristiche, limite talvolta valicato da persone che pur di fare colpo si lanciano in outfit decisamente rischiosi e in affermazioni fuori dalle righe. Non serve. La prima cosa che dovete fare è conquistare la fiducia delle persone con cui state parlando. Questo è l’unico vero modo per apparire diversi dai vostri “rivali”.

 

Apparire stanchi

Non troppo “carichi” quindi, ma nemmeno troppo “morti”. Durante un colloquio di lavoro bisogna mantenere il più possibile un profilo standard. Capita spesso che l’ansia divori letteralmente un giovane al primo colloquio, e un po’ di imbarazzo o preoccupazione verrà messa in conto dall’intervistatore, ma apparire logorati dalle preoccupazioni e fisicamente distrutti potrebbe portare a un’immediata esclusione. Il segreto è comunque mostrarsi felici dell’occasione avuta, senza bisogno di fare le capriole dalla gioia. Fondamentale è l’entusiasmo: mostrarsi entusiasti di un progetto porterà le persone attorno a voi a essere coinvolte.

 

Dimenticare di radersi

Gli uomini, soprattutto di questi tempi in cui la barba va tanto di moda, pensano che presentarsi a un colloquio conciati come Babbo Natale da giovane gli porti consensi. Sbagliato. Soprattutto in alcuni ambiti, il soggetto maschile preferito è ancora quello che ogni mattina prende schiuma e rasoio ed esce dal bagno col volto liscio. Se proprio non volete rinunciare al vostro amato pizzetto (cosa comprensibile) cercate almeno di curarlo e di presentarvi al colloquio con una barba in ordine, che non dia l’idea di sporco.

 

Scrivere un curriculum lungo quando non avete esperienze

Questo è forse l’errore più comune: si pensa sempre che la lunghezza del curriculum sia fondamentale, come a pensare (o forse sperare) che chi lo riceverà lo leggerà nei minimi dettagli. In realtà ai curriculum si dà solitamente un’occhiata veloce e solamente quelli che colpiscono vengono letti più a fondo. Scrivere tre pagine di CV senza aver nulla da dire, quindi, porta un doppio svantaggio: scoraggiare dal leggerlo e deludere chi lo leggerà veramente. Evitate, siate sinceri e scrivete il minimo indispensabile. Statisticamente a ogni curriculum si dedicano meno di 25 secondi.

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