L'incredibile caso di Comitini, Agrigento

Gli sprechi del comune siciliano che han fatto inorridire il NYT

Gli sprechi del comune siciliano che han fatto inorridire il NYT
Cronaca 01 Marzo 2016 ore 12:25

Comitini è un piccolo paesello siciliano in provincia di Agrigento, che può gloriarsi di diverse medaglie storiche e culturali: è il luogo dove sventolò il primo tricolore risorgimentale, il paese dove ben due Premi Nobel (Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello) trascorsero diversi anni della propria gioventù; ha avuto l’onore, inoltre, di finire recentemente sulle pagine nientemeno che del New York Times. Quale straordinario e ulteriore merito avrà mai investito uno sparuto gruppetto di case come Comitini per destare l’interesse del quotidiano più famoso al mondo? A dire il vero, niente di particolarmente virtuoso, anzi: è stato fotografato dal NYT come il perfetto esempio degli sprechi di denaro pubblico che frenano irrimediabilmente l’economia italiana. Un dato su tutti: in Comune lavorano 67 dipendenti, che su un paese di 950 abitanti rappresenta la più elevata proporzione di impiegati pubblici di tutto il mondo. Non che per l’amministrazione sia un problema, dal momento che, fosse per il sindaco, «di più ne vorrei!».

 

nytimes_comitini-400x300-kV8F-U43160135544779xxG-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

 

Il reportage del New York Times. Quello dell’abnorme numero di dipendenti comunali è solo uno dei dati amministrativi di Comitini che lasciano, quantomeno, perplessi. Per poter capire al meglio, rifacciamoci al reportage che Rachel Donadio, inviata del New York Times, ha realizzato dopo il suo viaggio in Sicilia, pensato appositamente per vedere di persona questa piccola patria dello spreco. Racconta la giornalista americana di aver saputo che a Comitini ci sono ben 9 vigli urbani, formalmente incaricati di gestire il traffico, che naturalmente, in un paese di meno di mille abitanti, è inesistente. Ne ha incontrati due, che durante il proprio turno di servizio erano tranquillamente seduti al bar della piazzetta principale. D’altra parte, come dar loro torto: non c’è davvero nulla da fare. A dire il vero, qualche macchina parcheggiata dove non avrebbe potuto c’era, e la Donadio ha chiesto ai vigili come mai non le multassero: «Evitiamo. Qui ci conosciamo un po’ tutti, è un paese piccolo… meglio star qui ad aiutare l’economia locale», rispondono ironicamente indicando quanto stavano consumando al baretto.

Per non parlare delle spese assurde, esulanti dagli stipendi a dipendenti pubblici inutili, compiute dal Comune: nel 2013 vennero spesi 45 mila euro (35 mila di provenienza regionale e 10 mila comunale) per mandare in crociera una trentina di anziani e una quindicina di ragazzi che avevano appena terminato le scuole medie; il sindaco si è giustificato così: «È un modo per festeggiare il loro primo traguardo e non potevamo che farlo approfittando di questa opportunità economica legata alla crociera». In Comune, inoltre, ci sono circa una ventina di addetti al verde pubblico (che già non si capisce bene che genere di mansione sia): nessuno li ha mai vista uscire dal loro ufficio, e quando qualcuno tenta di intimarli a lavorare, di tutta risposta loro minacciano denunce perché non sono coperti da alcun tipo di assicurazione. E arriviamo infine al dato più incredibile: 67 dipendenti comunali, quasi un decimo della popolazione del paese. Come se Milano, per esempio, ne avesse 93 mila, ben inteso solo strettamente legati all’amministrazione interna: vanno aggiunti anche tutti gli altri impiegati pubblici. La Donadio è tornata a New York letteralmente basita, e ha pubblicato un lungo articolo di denuncia sul NYT.

 

comitini

 

Parla il sindaco. Un fenomeno patologico del genere non ha mosso solamente la stampa americana, ma anche diversi servizi d’inchiesta nostrani, come L’Arena di Massimo Giletti e Le Iene, che hanno intervistato il sindaco. Anche perché, per quanto possano far sorridere tutti gli esempi citati, il problema è che la corda è stata tirata troppo, ed è giunta al punto di rottura: sono tre mesi che nessun dipendente comunale di Comitini vede uno stipendio. Il sindaco per il momento prende la situazione in maniera piuttosto sportiva: «So bene che 65 lavoratori comunali in una città di poco meno di mille abitanti sono molti. Ma se non gli avessimo offerto un lavoro, queste persone sarebbero emigrate, magari in America». E i soldi per mantenere questi esuberi? Spallucce: «La città non paga: sono lo Stato e la Regione che lo fanno. I dipendenti sono pagati solo per il 10 percento dal Comune». Insomma, approfittiamone finché ce n’è. Ma il guaio è che non ce n’è più, e ironia della sorte la colpa è proprio dell’indolenza diffusa del Comune di Comitini: sono tre mesi, infatti, che non viene approvato il bilancio comunale poiché al momento delle riunioni non viene mai raggiunto il numero legale; niente bilancio significa niente soldi, e niente soldi vuol dire niente stipendi. Una dinamica che ha del tragicomico al punto tale che persino da New York si sono scomodati per assistere in prima persona a come “funziona” la pubblica amministrazione in Italia.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli